21/05/2019
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Il via libera della Regione al gasdotto sarebbe gravissimo
Se ci riempiamo la bocca con parole altisonanti come “filiera turismo-cultura–ambiente“ come possiamo poi autorizzare simili opere?

La vicenda del gasdotto Brindisi – Minerbio , nelle intenzioni di Snam passante per ABRUZZO, MARCHE E UMBRIA, mi impone di ribadire la posizione della Provincia, in questi giorni nei quali la Regione Umbria sembra intraprendere un’accelerazione non ponderata né saggia, dando un sostanziale via libera al progetto con non meglio precisate “ prescrizioni “. E’ infatti notizia degli ultimi giorni, non ufficialmente smentita, che l’Assessore Rometti si appresti a portare in Giunta una delibera in tal senso. Se così fosse sarebbe gravissimo, lesivo della democrazia e del diritto dei cittadini a veder preservato il proprio territorio da progetti non compatibili con la difesa dell’ambiente e dell’economia e invito pertanto Rometti a ripensare il tutto e a basarsi sui documenti politici e sulle prese di posizione in merito di numerose Istituzioni, a partire dalla Provincia . Ricordo all’Assessore Rometti che nel corso degli anni sono state approvate numerose delibere, ordini del giorno, mozioni da moltissimi Consigli e Giunte comunali ( ultimo il Comune di Foligno, certo non un “comunello “); ricordo all’Assessore Rometti che il Consiglio provinciale di Perugia ha approvato una Mozione contro il progetto Snam fin dal 2008 e ha fatto ricorso per ben due volte in sede europea , associandosi ai Comitati sorti spontaneamente e appellandosi anche al Presidente della Repubblica ( anni 2009 e 2010 ); ricordo che  c’è depositata in Regione una Mozione a firma dei capigruppo di maggioranza che chiede la revisione del progetto del gasdotto. L’Assessore Rometti parla di pareri favorevoli all’opera, pareri che non è dato vedere da nessuna parte e che se anche ci fossero (e non ci sono nei termini in cui egli li riporta) sono pareri esclusivamente tecnici…: un po’ pochino, per una questione che è e resta politica, che investe il livello di tenuta ambientale ed economica dei territori. Andando dietro a questo ragionamento, bisognerebbe sciogliere le assemblee elettive perché tanto “decidono i tecnici “! A questi conati golpisti delle tecnocrazie e a una politica che vuol tirarsi giù le braghe facendosi commissariare, rispondo in maniera ferma e indignata, come credo dovrebbero fare anche altre forze politiche, finendola con atteggiamenti “diplomatici“ che sono contro gli interessi dei cittadini. Rinfresco allora a Rometti la memoria sui presunti “pareri tecnici“: la Regione Umbria, per il tratto Sulmona – Foligno, ha espresso un parere interlocutorio con Determina dirigenziale n. 3793 del 6.05.2005, evidenziando la “necessità di procedere agli approfondimenti della sede nazionale di espressione di giudizio di compatibilità ambientale“. Non risulta esserci un parere definitivo della Regione Umbria. La Regione Marche, con Decreto dirigenziale n. 76 / VAA _ 8 del 25 luglio 2008 ha dato parere positivo fortemente condizionato, mentre il Consiglio regionale marchigiano, con Mozione n. 200 del 18 settembre 2007, ha dato all’unanimità parere negativo sull’opera chiedendo di rivedere il tracciato. Una seconda Mozione è stata votata dal Consiglio regionale delle Marche il 17 luglio 2012 impegnando la Giunta a richiedere lo spostamento del tracciato, negare ogni consenso all’opera così come prospettata alla Conferenza Stato – Regioni e attivarsi per la difesa del territorio. La Regione Abruzzo, poi, non ha dato alcun parere favorevole definitivo in sede di VIA. In Abruzzo rimangono poi le due risoluzioni negative al passaggio del gasdotto e la LEGGE REGIONALE CONTRO LA REALIZZAZIONE DEI GASDOTTI in territori sismici che, sebbene impugnata, fino al pronunciamento della Corte costituzionale è da considerarsi pienamente vigente. Alla luce di tutto ciò sarebbe da pazzi prendere a cuor leggero il problema e marciare con cecità e arroganza contro la volontà dei territori, contro le economie agricole e turistiche, contro i livelli di vivibilità stessi dei cittadini, creando anche potenziali e gravi ( e da nessuno auspicati, almeno spero ) problemi di ordine pubblico e di tenuta democratica delle comunità locali. Se ci riempiamo la bocca con parole altisonanti come “filiera turismo - cultura – ambiente“ come possiamo poi autorizzare simili opere che fanno strame e del turismo, e dell’ambiente e della cultura tradizionale delle nostre collettività ? Cui prodest ? Non certo agli umbri, ai marchigiani, agli abruzzesi, che non avranno un metro cubo di gas in più nelle loro case ma solo disagi, danni e problemi ! Invitiamo pertanto chi deve decidere a decidere in armonia con gli interessi dei cittadini perché sono quelli che vanno difesi, non altro !

IL CONSIGLIERE DELEGATO AI RAPPORTI COI TERRITORI



Luca Baldelli

Inserito sabato 10 novembre 2012


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