16/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Tagli agli artigiani e ai servizi di assistenza sanitaria per finanziare Umbria Mobilità

Nella seduta della giunta del 12 novembre sull'assestamento di bilancio,  sono stati decisi i tagli per 5 milioni da destinare a Umbria mobilità.
200 mila euro tolti alle case popolari
3 milioni 150 mila euro  tolti al fondo per il sostegno alle attività artigianali e 2  milioni  tolti al fondo per l'assistenza sanitaria.
Lo abbiamo scritto ieri ma nessuno lo ha ripreso.  MANCA UN PIANO INDUSTRIALE STRATEGICO.
Abbiamo fatto alcune domande che riproponiamo.
1) quale trasporto in Umbria? Gomma o ferrovia centrale umbra per realizzare la tanto conclamata metropolitana regionale?
2) I crediti romani all'origine del disastro finanziario come si intende recuperarli? Si continua il servizio su Roma accumulando altri crediti e aumentando il debito per espletare il sevizio oppure si interrompe per morosità e si inizia una azione di recupero dei crediti arrivando a pignorare beni del comune di Roma?
3) I membri del  dimissionato consiglio di amministrazione presenti nella miriade di aziende collegate partecipate e controllate cosa fanno restano al proprio posto  o vengono ritirati?
4) quale strategia aziendale si porta avanti? Si continua nella politica espansionista  fuori regione e fuori Italia che tanti danni ha causato oppure si esce da tutte quelle società per concentrarsi a tempo pieno sul trasporto all'interno della nostra regione?
5) 12 dirigenti non sono da eliminare con un risparmio di oltre 1,5 milioni annui? Roma TPL  e le aziende Troiani hanno un solo dirigente.
6) Possibile che l'unica cura per risanare i bilanci sia quella di tagliare i servizi, tagliare il personale e chiedere un aumento del 30% dei trasferimenti di denaro pubblico alla azienda Umbria TPL e l'aumento dal 20%al 30% dei biglietti, degli abbonamenti e dei servizi vari?
7) l'ingresso del socio privato è proprio necessario? E' proprio necessario  privatizzare gli utili e socializzare le perdite? Quali benefici hanno portato i soci privati nella gestione delle varie aziende partecipate come Umbria acque e Gesenu?
8) Un consiglio di amministrazione fatto di burocrati pubblici posti sotto lo stretto  controllo del potere politico quali risposte  nuove porteranno per risanare l'azienda?
9) La crisi economica  ha portato una novità nel campo delle relazioni industriali. Non più rincorsa alle rivendicazioni  ad ogni costo ma  nuovo senso di responsabilità che coniughi le esigenze dei lavoratori con quelle dell'azienda. Proprio per questo  è giunto il momento che le rappresentanze dei lavoratori entrino  con almeno il 40% nei consigli di amministrazione  dove si decidono i destini delle aziende e quindi dei lavoratori.
Tutte queste domande se le sono poste i nostri politici oppure vogliono continuare nel  vecchio sistema clientelare in cui le perdite vengono  puntualmente sanate dagli aumenti di capitale come gli ultimi 25 milioni tolti alle tasche dei cittadini?
Come Verdi continueremo nel nostro lavoro di controllo e di denuncia  a fianco dei lavoratori e  delle loro rappresentanze.

                                                        



Federazione regionale umbra dei Verdi

Inserito martedì 20 novembre 2012


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