15/11/2019
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Gaza: Mahmud, 4 anni, ucciso perché voleva giocare
La comunità internazionale deve fare pressione su Israele affinché tenga aperti i valichi con la Striscia per consentire la fornitura di aiuti indispensabili. Per Mahmoud è troppo tardi. Ma a qualche altro piccolo, c'è ancora la speranza di dare un futuro

(riprendiamo da www.tiscali.it):

C'è anche un bambino disabile di 4 annì, Mahmud, ferito a morte venerdì scorso dalle schegge di un missile vicino a casa, a Jabaliya, fra le vittime dei raid israeliani di questi giorni sulla Striscia di Gaza controllata da Hamas.

La sua storia - non diversa da altre eppure straziante come poche - è raccontata dall'ong italiana Terre des hommes, sulla base di notizie ricevute dalla famiglia. Il bambino era assistito dalla Palestinian Medical Relief Society, partner locale di Terre des Hommes. Con lui è rimasto ucciso anche un uomo che si trovava lì vicino, mentre altre 5 persone sono state ferite, riferisce l'Ong.

"Poco prima la mamma lo aveva chiamato per farlo rientrare a casa - racconta Lara Colace, responsabile del progetto di Terre des Hommes a Gaza - ma lui non ci voleva tornare. Il fratello maggiore lo aveva riportato dentro, ma dopo qualche minuto Mahmud è riscappato fuori, nonostante le sue difficoltà di movimento. E proprio in quel momento è arrivato il missile che lo ha ucciso".

Fino alla settimana scorsa Terre des Hommes, assieme a Palestinian Medical Relief Society (Pmrs), ha portato avanti un progetto di riabilitazione motoria per 184 bambini disabili delle famiglie più povere della zona Nord di Gaza. I continui bombardamenti, denuncia la ong, mettono però a repentaglio la vita degli operatori che non riescono a muoversi, per cui al momento il progetto, finanziato dalla Cooperazione italiana, è fermo.

La Pmrs, inoltre, è adesso impegnata soprattutto nelle attività di primo soccorso alla popolazione colpita. E anche qui le difficoltà non mancano: da ieri il suo centro medico Abu Taema, situato nella parte sud-est di Khan Younes, è senza elettricità, né acqua, collegamento a internet o telefono.

Scarsi ormai pure i farmaci essenziali e il materiale medico, sottolinea la Ong, invocando l'apertura urgente di un corridoio umanitario almeno per i medicinali. Oggi, intanto, bombe sono cadute sull'ospedale da campo giordano a Gaza City, che prestava assistenza ai feriti dell'operazione Piombo Fuso.

La comunità internazionale, dicono i volontari, deve fare immediatamente pressione sul governo di Israele affinché tenga aperti i valichi con la Striscia per consentire l'entrata di forniture di aiuti indispensabili. E deve spingere tutte le parti coinvolte a mettere fine alla violenza e a conformarsi agli obblighi del diritto internazionale.

Per Mahmoud è troppo tardi. E così per una ventina di bambini caduti finora a Gaza sotto le bombe. Ma a qualche altro piccolo, c'è ancora la speranza di dare un futuro.

Tiscali                                                 
     
N.d.R.: circolano sulla rete molte foto di bambini straziati e uccisi dalle bombe israeliane, o corpicini di neonati dissotterrati dalle macerie... Non abbiamo cuore di ripubblicarle, ma chi vuole le può trovare: forse serviranno a riflettere su una guerra "di autodifesa" che produce questi risultati; spero soprattutto che servano a smettere di piangere solo i propri morti, e di disinteressarsi dei morti del "nemico".




Inserito giovedì 22 novembre 2012


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