28/01/2020
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Via dell'Arco diventa Via Claudio Spinelli, poeta
Grande commozione alla scopertura della targa

Inaugurata “al Poggio” la via intestata al nome e alla memoria del poeta perugino Claudio Spinelli, precedentemente intitolata “via dell’Arco”, in adiacenza al liceo ginnasio cittadino Mariotti.
Hanno partecipato all’evento una nutrita rappresentanza di perugini del mondo civile e delle professioni, oltre ai familiari: i figli Daniele e Fabiana, la moglie Olga, i nipoti, i fratelli.
La scuola perugina era presente attraverso una delegazione di studenti del liceo scientifico Alessi, coordinati dalla professoressa Catia Grisafi (assenti gli studenti del Mariotti, causa concorsone)
L’iniziativa era stata voluta dall’Accademia del Dónca, nella persona del suo fondatore e coordinatore Sandro Allegrini, ed aveva trovato la convinta adesione dell’amministrazione comunale, in specie dell’assessore alla cultura Andrea Cernicchi e del sindaco Wladimiro Boccali. Ma tutti gli organismi tenuti ad esprimere pareri vincolanti e consultivi (Prefettura, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Soprintendenza, commissione toponomastica…), insieme all’intellettualità e alla società civile, hanno fatto propria l’istanza avanzata dall’Accademia della peruginità. Tanto da assecondare la riuscita della proposta, proprio nel decennale della morte di Spinelli, avvenuta il 4 dicembre del 2002, in coincidenza con l’uscita della sua ultima raccolta “Senz’ofésa”.
La cerimonia, composta e sentita, è stata attraversata da un elevato tasso di commozione. Anche grazie alle stesse parole del poeta, transitate tramite l’efficace interpretazione degli attori Fausta Bennati, Mariella Chiarini, Leandro Corbucci e Gian Franco Zampetti, riconosciuti come i più validi lettori della pagina spinelliana.
Davanti allo spettacolo del complesso monumentale di San Francesco al Prato e di San Bernardino, sono state evocate le serenate, il dolce suono della Viola (la campana maggiore), insieme alla poesia “Cent’anni” e a un episodio resistenziale di cui furono protagonisti Claudio e i suoi cari. Famiglia semplice e popolare, caratterizzata da alta sensibilità etica e da grande dignità civile.
Toccanti le parole del sindaco Boccali il quale ha rilevato come l’esempio di vita di Spinelli possa assurgere a paradigma di esercizio prezioso di virtù civili, al servizio della comunità cittadina e regionale.
Sandro Allegrini, da canto suo, ha ricordato come la città paghi oggi un debito di riconoscenza verso il suo più lirico cantore.
Grande commozione alla scopertura della pietra odonomastica, collocata poco sopra il tratto urbano che poggia sopra il muro etrusco in direzione di Porta Trasimena.
A pochi metri di distanza dalla casa (oggi abitata da Mariella Chiarini) della Ninni, ragazza cantata con amorosi accenti nella poesia di Claudio.
Il figlio Daniele ha ringraziato commosso quanti si sono adoperati per la riuscita dell’evento. Circostanza cui va riconosciuto il carattere dell’eccezionalità, non solo e non tanto per l’intestazione di una strada a un cittadino illustre, quanto piuttosto per il fatto che è assolutamente inusuale il cambiamento odonomastico di una via del centro storico.
Felicitazioni e sorrisi all’indirizzo del figlio di Daniele cui i genitori hanno voluto dare il nome dell’illustre nonno. “Claudino – hanno detto scherzando amici e familiari – è l’unico bambino perugino che frequenta le elementari il cui nome ricorre in una pietra odonomastica”.



Accademia del Donca

Inserito mercoledì 19 dicembre 2012


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Commenti

Nome: Giuliano Raschi
Commento: Ho partecipato con gioia all'inaugurazione di una strada intitolata a Claudio Spinelli. Una volta scoperta la targa, senza date di nascita e morte, ma soprattutto senza una citazione per spiegare chi fosse stato, mi è sembrata una "cosa" spoglia, nuda e fredda. Allora mi sono immaginato un turista che viene ad ammirare quella magnifica veduta che c'è delle chiese di S.Francesco e S.Bernardino, e prima di affacciarsi dal muricciolo del "Poggio" si domanda: chi era Claudio Spinelli? Che faceva? Quando è vissuto? E' vero che per le leggi attuali sulle targhe delle Vie ci si deve scrivere solo il nome (altrimenti distoglie l'automobilista dalla guida!!!!!). Allora forse era meglio dedicargli una bella lapide da collocare accanto al portone dove abitava, con le relative date, con la dicitura: "Poeta perugino" e magari con l'incisione di due o tre versi di qualche sua poesia? Del resto come è stato fatto in Porta Sole per il grande Sandro Penna. Vero è che l'intitolazione di una Via, specialmente nel centro storico di una città, è molto, ma molto più importante di una targa, nonostante questo, sinceramente a me sembra molto più rievocativa una targa, che fa conoscere un pò meglio il personaggio e forse la voglia di leggere gli scritti del famoso autore.

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