16/02/2019
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Rinviata la discussione sulle distanze dagli impianti a biomasse e biogas
Precise richieste all’Assessore all'ambiente e ai Consiglieri regionali per rivedere l’approccio seguito dalla Regione Umbria allo sviluppo delle energie rinnovabili

Comunicato stampa
MENTRE LA POLITICA TEMPOREGGIA, IL COORDINAMENTO REGIONALE UMBRO TERRE NOSTRE INVIA PRECISE RICHIESTE ALL’ASSESSORE ROMETTI ED AI CONSIGLIERI REGIONALI

È stata di nuovo rinviata la discussione della mozione sulle distanze dagli impianti a biomasse e biogas prevista all’ordine del giorno del Consiglio regionale di giovedì 20 dicembre. Il Coordinamento regionale umbro Terre Nostre esprime forte rammarico per l’assenza di attenzione su un aspetto nell’applicazione del Regolamento n.7/2011 sulle energie rinnovabili divenuto cruciale. Si stanno infatti autorizzando impianti a biomasse e biogas a distanze inaccettabili dai centri abitati che non tengono conto dei rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini.
A tal fine il Coordinamento regionale umbro Terre Nostre ha inviato all’Assessore Rometti ed ai Consiglieri regionali precise richieste per rivedere l’approccio seguito dalla Regione Umbria allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Le richieste si esplicitano in quattro punti fondamentali:
1) Effettiva partecipazione della cittadinanza alle scelte di gestione del territorio

Si richiede l’effettiva partecipazione dei cittadini alle scelte di gestione del territorio e all’informazione ambientale, principio riconosciuto dalla legge ma di fatto disatteso per l’assenza di tempestiva ed adeguata informazione alla cittadinanza o per la negazione all’effettiva partecipazione nei procedimenti autorizzativi.
L’uso di procedure amministrative semplificate come la Pas (procedura abilitativa semplificata) non deve comportare l’esclusione del confronto con i cittadini.

2) Revisione della strategia regionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili e del Regolamento n.7/2011

Considerati gli obiettivi previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in Umbria al 2020 (13,7%) e che il contributo di energia elettrica per il raggiungimento di tali obiettivi risulta essere del 26,9% già nel 2010 (fonte Gse), mentre risultano ancora insufficienti i contributi derivanti dalla produzione di calore da fonti rinnovabili e da trasporto pubblico alimentato con energie rinnovabili;
considerato l’inquinamento prodotto dagli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse e biogas  che contrariamente a quanto si crede producono emissioni inquinanti e rischi per l’ambiente e le popolazioni locali, si chiede:
- la previsione e l’attuazione di misure finalizzate a promuovere il risparmio energetico e l’efficienza energetica, in particolare nell’edilizia esistente, nonché l’aumento dei trasporti pubblici alimentati da fonti rinnovabili ed la contestuale disincentivazione di produzione di energia elettrica da biomasse e biogas;
- la produzione di energia da impianti a biomassa e biogas deve essere consentita esclusivamente con l’impiego di biomasse di produzione secondaria e/o terziaria al fine di evitate le colture appositamente dedicate in quanto il loro utilizzo comporta un danno per l’ambiente non soltanto per il consumo di suolo che ne deriva, ma per gli impatti ambientali legati al ciclo della coltura;
- la materia utilizzata negli impianti a biomassa e biogas deve provenire esclusivamente dall’azienda agricola ovvero da aziende consorziate limitrofe al fine di evitare il trasporto di materia (impianti a km zero);
- gli impianti a biomassa e biogas devono essere funzionali alle aziende agricole e quindi dimensionati in base alle effettive esigenze dell’azienda e non devono essere ammessi impianti speculativi la cui sostenibilità economica si basa esclusivamente sugli incentivi statali per la produzione di energia elettrica.

3) Applicazione del principio di precauzione e modifica delle distanze degli impianti a biomassa e biogas

In virtù del principio di precauzione, della natura di industrie insalubri degli impianti a biomasse e biogas e dei rischi per la salute e sicurezza correlati alla presenza degli stessi in zone antropizzate, si chiede una modifica delle distanze previste dal Regolamento n.7 del 2011 per la realizzazione degli impianti di minimo 2 km da edifici esterni al sito produttivo, con destinazione d’uso abitativo o ricettivo, a prescindere dall’assetto cogenerativo.
Non risulta condivisibile una diversa previsione delle distanze dai centri abitati e dalle singole abitazioni, posto che la tutela dei cittadini deve essere garantita sia in forma aggregata, sia in forma disaggregata.


4) Correttivo della normativa regionale ed adeguamento alle normative nazionali ed europee

In materia di:
- Valutazione d’impatto ambientale (Via)
Eliminazione delle soglie previste per l’assoggettabilità degli impianti a Valutazione d’impatto ambientale e verifica di assoggettabilità a VIA in base ai potenziali impatti ambientali dell’impianto.

- Valutazione ambientale strategica (Vas)
Eliminazione della delega ai Comuni in materia di Vas e ripristino delle piene competenze della Provincia.

- Autorizzazioni sanitarie ed ambientali per gli impianti a biomasse
Previsione della doppia autorizzazione ambientale e sanitaria per gli impianti a biomasse e biogas alimentati con reflui zootecnici e sospensione, in via cautelativa, delle procedure autorizzative degli impianti ad oggi pendenti o concluse con atto definitivo e ciò anche retroattivamente a muovere dal momento della proposizione domanda autorizzativa.
L’accoglimento delle richieste avanzate rappresenta la base di partenza per un confronto proficuo con le Istituzioni che i cittadini auspicano, al fine di evitare azioni legali per la salvaguardia del territorio.
Il Coordinamento regionale umbro Terre Nostre che ha infatti provveduto a diffidare la Regione ed i Comuni che stanno provvedendo alle autorizzazioni di impianti in contrasto con la normativa sull’autorizzazione sanitaria. Il Coordinamento regionale umbro Terre Nostre richiede che le procedure autorizzative siano sospese al fine di tutelare i cittadini da una non corretta applicazione delle norme.



Il Coordinamento regionale umbro Terre Nostre

Inserito sabato 22 dicembre 2012


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