19/05/2019
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Sulla lista del Pd in Umbria. Antropologicamente parlando
Il modello antropologico che la lista del Pd presenta è quella del dirigente di partito e dell'amministratore locale


LetteraRiformista


 


Avendo ripetuto fino alla noia che LettereRiformiste non è un'agenzia del Pd e meno che mai di una delle sue componenti, la nostra missione di riformisti non ci esime, anzi, dal manifestare  stupore per le decisioni della direzione del Pd umbro in merito alle candidature sponsorizzate per la componente regionale del prossimo Parlamento nazionale.

Non critichiamo le persone, tutte degne, come tante altre che sono state escluse (a proposito, sulla base di quali criteri? L'aspirante elettore del Pd avrebbe pur diritto di conoscerli. Di merito? Di posizione gerarchica? Per le tessere del Pd che raggranellano? Per i voti che si presume raccolgano? Di amicizia? Volete dircelo per favore visto che ci chiedete di votarli!).

Avevamo chiesto le primarie perché le liste si aprissero alla società civile, alle professioni, al mondo della ricerca, dell'arte, dove ugualmente esistono ottimi, buoni, mediocri e pessimi. Ma dai quali si può pretendere che esibiscano curricoli di merito al cui interno scegliere non il vicino di casa ma il vicino di cultura, antropologicamente intesa.

Invece non abbiamo nessuna possibilità di scegliere in quel campo. Ci ritroviamo con un partito ermeticamente  chiuso nella sua vecchia immagine, ormai stantia. Che viene riproposta, tra l'altro,  nonostante una crisi di credibilità che ha investito tutta la classe politica come tale, ottimi, buoni, mediocri e pessimi. Tutti incartati e infiocchettati nello stesso pacchetto dell’antipolitica. Etichetta non sempre qualunquista e non sempre sbagliata quando a "politica" si sostituisca "partitica".

Il modello antropologico che la lista del Pd presenta (ripetiamo: parliamo di modelli e non di persone) è quella del dirigente di partito e dell'amministratore locale. Niente di personale, ma ci domandiamo: abbiamo presente che siamo ormai ben dentro il XXI secolo, alle prese con paradigmi storici, culturali, politici, economici, scientifici, etici, neppure da innovare perché già nuovi, e neppure da catalogare perché ancora irriconoscibili? una realtà di fronte  alla quale tutti dobbiamo rimboccarci le maniche per cominciare da capo?

Contiamo sul fatto che gli interessati siano tra i primi a rendersene conto.

LettereRiformiste non mancherà di ricordarglielo per quanto è nelle sue capacità, ad ogni passaggio, cammin facendo, con spirito amichevole e collaborativo, ma con il pensiero puntato al riformismo del 2000.

 


28 dicembre 2012



LettereRiformiste

Inserito sabato 29 dicembre 2012


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