22/07/2019
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Si può votare al Cva
In margine alle primarie: perché non utilizzare altri spazi pubblici per le elezioni, invece di occupare le scuole e interrompere le attività didattiche?

La recente tornata di primarie della coalizione di centro-sinistra - al di là dei giudizi politici, che potremo discutere un'altra volta - ha mostrato che è possibile organizzare le operazioni elettorali in spazi pubblici diversi dalle scuole.
In questo modo, i cittadini hanno potuto partecipare all'iniziativa pre-elettorale per ben tre volte, senza arrecare alcun disturbo alla scuola: è un segnale che va colto.
Infatti, di solito per far svolgere le elezioni si utilizzano le sedi scolastiche, col risultato di interrompere le lezioni per più giorni. Siccome in Italia si vota almeno una volta all'anno, la scuola subisce una decurtazione di fatto dei giorni di lezione, con un danno culturale forse non avvertito ma certo notevole.
Comunque il danno culturale maggiore è l'idea che se si chiude la scuola per qualche giorno non succede niente. Immaginate se (per dire) si chiudessero per qualche giorno gli uffici postali, o le banche, o i supermercati! Ma la scuola si può chiudere, nessuno se ne lamenta (salvo le mamme, ma chi le sente?). Come dire che la scuola non conta nulla.
Invece è ora di pensare a occupare altri luoghi pubblici, come i Cva, le palestre, gli uffici comunali, ecc.: i disagi sarebbero praticamente uguali, ma sarebbero ripartiti fra tutti, in nome della democrazia.
Certo, si può obiettare che le primarie hanno interessato un numero di cittadini che, per quanto rilevante, non è paragonabile con la massa dei votanti delle normali elezioni: è vero, ma intanto, perché non cominciare a pensarci, e a diversificare le sedi elettorali?




Inserito sabato 5 gennaio 2013


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