20/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> I soliti ignoti

I soliti ignoti
Questi piccoli furti non mettono sul lastrico nessuno, però toccano la condizione di famiglie dove c'è già la preoccupazione per lavoro, il bilancio famigliare, il futuro dei figli. Allora tutto diventa insopportabile

                                                 
Una signora, in uno di questi giorni di festa, nella zona di via Fonti Coperte a Perugia, è uscita di casa, una villetta a schiera di due piani, ed ha trovato la sua auto poggiata su quattro pile di mattoni, cioè senza ruote. La scena somiglia a quelle delle commedie all'italiana di una volta quando i film fotografavano un'Italia in bianco e nero che pensavamo di aver dimenticato. L'Italia dei ladri di biciclette, dei piccoli imbrogli, dell'argenteria che sparisce, degli oggetti rivenduti al monte dei pegni, delle piccole bande del buco nelle desolate periferie delle città quando i palazzi nascevano in mezzo ai campi ben prima delle strade e delle fogne, tra la polvere.
Ora, non è che stia tornando quell'Italia lì, ma forse c'è qualcosa nell'aria che gli somiglia. Certo, nei modi e nelle forme possibili al giorno d'oggi, perché nel nostro paese, negli anni del dopoguerra e poi più avanti, sino agli anni sessanta, si dormiva pur sempre con la chiave sulla porta, almeno nelle piccole città. Quel che sta tornando è la folla invisibile dei diseredati, di quelli che non hanno nulla e che non riescono a fare altro che rubare. Non i professionisti del crimine ma i dilettanti, se non proprio i poveri cristi che non campano ma cercano di tirare a campare  C'è ormai una parte sempre più numerosa di persone che ha riscoperto i piccoli furti. Il rame degli sportelli del gas, le case isolate, le galline persino. Si tratta dei soliti immigrati senza arte e senza parte arrivati in un paese che ha quasi nulla da offrire? Certo, il caso delle due ragazzine romene scoperte ad Orvieto con i loro bravi cacciavite in mano ci dice che non tutte le zingarelle, purtroppo, vivono solo di elemosina e che tanti altri immigrati senza lavoro si arrangiano, ma non solo loro.  La platea si è allargata ed è sempre più difficile restringere questo fenomeno tra il cerchio degli stranieri. Lo sappiamo, così come sappiamo che le mense della Caritas non bastano. E' come se l'ultima schiuma prodotta dalla crisi trasbordasse da luoghi sconosciuti e arrivasse sulla soglia delle nostre case. A nascondere i gioielli magari ci si pensa, se può servire, ma le gomme dell'auto o le galline come si possono proteggere e qual è il valore minimo delle cose quando più nulla sembra al sicuro?
Questa nuova frontiera della sicurezza non colpisce solo alcune classi sociali ma un po' tutti. Questi piccoli furti non mettono sul lastrico nessuno, però spesso toccano la condizione di famiglie dove c'è già la preoccupazione per lavoro, il bilancio famigliare, il futuro dei figli. Allora tutto, davvero, diventa insopportabile.
Questo gioco al ribasso della soglia del rischio arriva dopo le drammatiche vicende delle rapine nelle case isolate. Vivere in campagna, tra il silenzio, era sembrata una bella scelta. In città tutto sembra più difficile, faticoso ed anche il controllo sociale che possono assicurare i vicini di casa non sempre funziona nei nostri nuovi condomini senza rapporti di solidarietà. Quindi la campagna e quindi la solitudine.
Ci sono ormai alcune zone residenziali a Perugia dove la vigilanza è un servizio a pagamento assicurato dalle guardie giurate. Passano, ti salutano, chiedono se tutto è a posto e proseguono il loro giro. Poi, in campagna, ci sono le seconde case dove ormai si va solo di giorno, soprattutto se si è soli, poi si torna in città perché la notte fa paura e non si riesce a dormire tranquilli. Un po' alla volta cambia il nostro modo di vivere e il rapporto con la casa.
I soliti ignoti sono lì, dietro ogni angolo, e non li possiamo riconoscere. Alla signora di via Fonti Coperte hanno spiegato che ora le ruote dell'auto si montano con una specie di chiave di sicurezza e così le ruote, quelle nuove, saranno ormai al sicuro. Ma quante chiavi di sicurezza dovremo montare attorno a noi? e quante guardie giurate e quante porte blindate ci servono ancora? Nel film di Monicelli i soliti ignoti, alla fine, dopo essere riusciti a rubare soltanto un bel piatto di pasta e fagioli decidono di cercarsi un lavoro. Qualcuno ci riesce e qualcuno preferisce andarsene a spasso. Al giorno d'oggi tutto è più complicato, anche per i ladri.
                                                                                                                                                                                                   renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 5 gennaio 2013)



Renzo Massarelli

Inserito venerdì 11 gennaio 2013


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4453349