12/12/2019
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Che fine ha fatto l'ambientalismo
...a volte la nemesi storica arriva!

 

Ultimamente nel dibattito mediatico preelettorale qualche commentatore ha notato la quasi (o del tutto) scomparsa dell’ambientalismo. Insieme alla totale dimenticanza che anche l’ambiente in Italia è un diritto sancito dalla nostra costituzione. Quindi va tenuto in considerazione come quello al lavoro. Almeno così sembra dimostrare il caso dell’Ilva di Taranto. Le spiegazioni sono semplici: la carenza è culturale e riguarda il livello di pesantezza di pensiero della comunità nazionale e l’assoluta inaffidabilità di chi in questi anni lo ha rappresentato in forma di partito trasformandolo semplicemente in sistema di potere. Per non parlare, poi, di chi questo diritto vorrebbe rappresentarlo in forma di associazione del volontariato puro sotto il logo che porta l’effige di un pennuto verde. E qui scendiamo alla esemplificazione come ha dimostrato l’epurazione d’imperio di un circolo territoriale ambientale per una sua presunta troppa autonomia secondo una visione prettamente stalinista. Ma a volte la nemesi storica arriva! Come nel caso in cui il fondatore della stessa associazione è stato rifiutato dall’essere capolista per il senato in Umbria. Come se fosse divinamente calato “da cielo in terra (umbra) a miracol mostrare”, come direbbe il padre Dante.

 



Lauro Ciurnelli

Inserito martedì 15 gennaio 2013


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