22/03/2019
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“L’Italia ripudia la guerra”
Obiettivo non dichiarato è il controllo diretto dell’Algeria e delle sue risorse energetiche

Eccoci, ancora noi a difendere un’altra democrazia. Ma c’è ancora qualcuno che crede veramente che l’operazione dei Francesi in Mali sia a sostegno della democrazia? O crediamo alla necessità di salvaguardare la sicurezza della regione? Eppure le conseguenze, e le motivazioni, di tutte le ultime guerre ed interventi “cosiddetti umanitari” a difesa della democrazia e contro il terrorismo sono così vicini nel tempo (qualcosa ancora in corso) che non possiamo essercene dimenticati. Che altro vogliamo vedere per capire che sono solo gli interessi economici e di potere del mondo occidentale a dettare interventi e non interventi, a destare o meno interesse. Il “pericolo islamista” è un’ottima bandiera dietro cui nascondere le solite mire egemoniche dell’occidente.
In questo caso, la Francia in Mali, è necessario invece parlare degli interessi economici e strategici in ballo nella regione saheliana, in particolare le riserve d’uranio e la contesa della supremazia rispetto alla Cina. Obiettivo non dichiarato è il controllo diretto dell’Algeria e delle sue risorse energetiche. Non è certo un caso se Romano Prodi, oggi rappresentante dell’Onu per il Sahel, vola dal Sahel, appunto, a Pechino. Lo stesso Prodi aveva dichiarato in un’intervista rilasciata all’Unità che il continente africano è un “continente strategico in cui nel futuro cercheremo cibo, materie prime ed energie”. Emblematico ma certamente non molto aggiornato. L’Africa depredata ormai di tutto, tra poco non offrirà proprio più nulla. Intanto si assiste alla carneficina in Algeria.



Stefano Vinti

Inserito domenica 20 gennaio 2013


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