10/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Impianto pilota geotermico di Castel Giorgio: tutti contro!
Hanno espresso pareri negativi o preoccupati oltre a tutti i sindaci dell’altopiano dell’Alfina e la Provincia di Viterbo, consiglieri e forze politiche di Castel Giorgio, financo l'amministrazione comunale

 
I giorni scorsi sono state depositate in Regione Umbria, nel procedimento di Valutazione dell’Impatto Ambientale (V.I.A.), le osservazioni contrarie alla realizzazione dell’impianto di geotermia a Castel Giorgio  presentato dalla società ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A. Per la prima volta è successo un fatto rivoluzionario: hanno espresso pareri negativi o preoccupati oltre a tutti i sindaci dell’altopiano dell’Alfina e la stessa Provincia di Viterbo (!), consiglieri e forze politiche di Castel Giorgio, financo la stessa amministrazione comunale che con il suo sindaco Peparello (oggi ex-sindaco, dopo le dimissioni di qualche giorno fa!) fino a poco tempo fa sosteneva,  a coronamento di un sogno a lungo perseguito, la realizzazione dell’impianto.
Vanno particolarmente segnalate le osservazioni redatte dal comune di Orvieto che ha espresso parere nettamente negativo con motivazioni- per indicare le più significative- legate alla insufficiente “attenzione ai processi geologici sotterranei al fine di evitare problemi in superficie” , alla subsidenza (abbassamento del suolo) associato “alla riduzione  della pressione nel sottosuolo, essendo le aree di prelievo  e di immissione del fluido geotermico lontane tra di loro, estesi dubbi sulla stessa potenzialità  della risorsa geotermica esistente sull’Alfina, oltre alle estese preoccupazione per la sismicità naturale del sito (che ha generato un terremoto di magnitudo 4.9  a Castel Giorgio il 6 dicembre 1957 (vedi www.ingv.it ): il sisma  provocò la distruzione di circa 500 case su 600 come molti cittadini anziani presenti alla assemblea del 16 gennaio scorso a Castel Giorgio ancora ricordano...). A ciò va aggiunto il problema della sismicità indotta (già misurata con sismi di magnitudo superiori a 3.0 dall’Enel con portate di immissione di circa 100t/h, tenendo conto che la portata prevista dell’impianto è di circa 6 volte maggiore !). Il comune di Orvieto pone poi altri importanti  motivi ostativi alla realizzazione dell’impianto legati all’inquinamento delle falde  acquifere, la scarsa esperienza in materia della compagnia, rumore esteso nell’ area dell’impianto.
Di questo come associazioni e comitati dell’orvietano non possiamo che gioire, essendo stati i primi a sollevare dubbi di diversa natura sulla infausta realizzazione che avrebbe solo danneggiato il territorio in cambio di pochissima produzione elettrica ed i cui utili sarebbero convolati addirittura all’estero, essendo i soci della società provenienti dal Liechtenstein (che la stessa  OCSE ha fatto pressioni per il ridimensionamento del suo segreto bancario che incita all'afflusso di capitali dai rispettivi sistemi fiscali nazionali, tanto da essere considerato da talune nazioni un paradiso fiscale).
Le nostre osservazioni si basano sugli elementi sotto abbozzati sia in ordine ad aspetti procedurali che tecnici tanto da concludere per il rigetto del progetto.
Un aspetto eclatante che non può essere sottaciuto  è il vistoso conflitto di interessi che lega il Prof. Franco Barberi,  project supervisor della società ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A., che ha presentato in data 19.07. 2011  il progetto di Castel Giorgio (e uno analogo a Torre Alfina) al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che con Decreto del Direttore della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche (DGRE) del MISE- il successivo (!) 1 dicembre 2011   viene nominato componente della Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (CIRM) in qualità di esperto in materia di risorse geotermiche. Ebbene tale Commissione è quella che ha il compito di dare il disco verde alle istanze di permessi di ricerca di risorse geotermiche finalizzate alla sperimentazione di impianti pilota, come il caso in esame. Disco verde che viene dato all’impianto di Castel Giorgio in data 14.07.2012, con l’ing. Barberi membro della Commissione CIRM  in una condizione di palese conflitto di interessi (!). Inoltre, risultando il prof. Barberi ancora ad oggi membro di detta Commissione, non possiamo non stigmatizzare il fatto che né la DGRME né il MISE abbiano sentito la necessità, nemmeno dopo la pesante condanna espressa in primo grado dal Tribunale dell’Aquila a sei anni di carcere, oltre le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed dell’interdizione legale durante l’esecuzione della pena, al prof. Barberi  presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, di sostituire il prof. Barberi nella CIRM (!) , né tantomeno lui di reclinare l’incarico di project supervisor del progetto della ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A.
Per gli aspetti che fanno concludere le scriventi associazioni e comitati per il rigetto del progetto citiamo brevemente le principali:
precedenti storici di escavazione di pozzi geotermici sull’Alfina da parte di ENEL S.p.A. totalmente fallimentari sia a Castel Giorgio e Torre Alfina che nella zona di Latera dove è stata realizzata anche una costosa centrale geotermica entrata in funzione solo per pochi giorni e poi definitivamente chiusa a causa delle esalazioni nocive che produceva.
mancanza di esperienza specifica su perforazioni a profondità elevate da parte della società titolare del progetto (stando ai profili noti delle due società fondanti ITW & LKW del Liechtenstein);
oggettiva difficoltà nella gestione dei gas tossici del sottosuolo in considerazioni delle altissime pressioni a cui sono sottoposti e che potrebbero creare fenomeni di inquinamento dell’aria e delle falde idropotabili attualmente utilizzate dai comuni del comprensorio. L’intervento proposto infatti andrà ad operare sull’importante bacino idropotabile dell'Alfina definito in più sedi come “ad elevata vulnerabilità e di rilevanza interregionale”.
alterazione del delicato equilibrio sismico in una zona storicamente a considerevole sismicità, con la conseguente possibilità di dare luogo a fenomeni pericolosi per la popolazione. Nel 1957 ben 500 case su 600 di Castel Giorgio vennero seriamente lesionate e per settimane tutta la popolazione rimase attendata per il prolungarsi del pericoloso sciame sismico. E le acque divennero imbevibili per un lungo periodo. ( Fonte: Atti Parlamentari Camera dei Deputati, seduta 16 dicembre 1957);
produzione di rumore da impianto, nell'arco delle 24 ore, del tutto incompatibile con l’attuale quiete dei luoghi a cui i residenti sono abituati da sempre e con l’esercizio di attività turistiche e di soggiorno per anziani già esistenti. Attività che costituiscono un importante volano economico nella zona;
grave impatto paesaggistico di un impianto di grandi dimensioni previsto in una zona di elevata valenza paesaggistica (la vicina Torre Alfina è inserita nei cento “borghi più belli d’Italia”);

Si ricorda infine che a tale problematica vanno a sommarsi sullo stesso altopiano dell’Alfina altre concomitanti richieste di “permessi di ricerca di risorse geotermiche”(vedi link: www.unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/istanze.asp) denominate Castel Giorgio, Castel Viscardo, La Veduta e Bolsena che riguardano- per rimanere sullo stesso altopiano- i territori dei seguenti comuni: Orvieto, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Acquapendente (che non va dimenticato avere anche nel suo territorio- in località Torre Alfina-  la previsione di un impianto pilota da 5MW della stessa società ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A., ancora non avviato a V.I.A., che ha tuttavia già ottenuto il parere favorevole del predetto CIRM), Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Montefiascone, Marta, Piansano, Capodimonte, Bagnoregio, Viterbo, Valentano, Cellere, Grotte di Castro, Onano e Gradoli.

Dell’opposizione così larga al progetto geotermico di Castel Giorgio la Regione dell’Umbria non potrà non tenere conto. Pronti comunque ad opporci fino in fondo a questo insensato progetto.

Comitato per la Difesa della Salute e del Territorio di Castel Giorgio
Comitato Nazionale c. Fotovoltaico & Eolico Aree Verdi e Naturali, Acquapendente
Associazione WWF – sezione di Orvieto
Comitato Amici di Rocca Ripesena, Orvieto
Associazione sviluppo sostenibile e salvaguardia Alfina, Acquapendente
Associazione Altra Città, Orvieto
Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina (CISA), Orvieto
Associazione "ReSeT" – Rete di  Salvaguardia del Territorio (Tuscania)
Associazione Accademia Kronos, Umbria
Associazione La Renara per l’ecosviluppo del territorio, Castel Giorgio
Associazione Italia Nostra- sezione di Orvieto
Comitato tutela e valorizzazione Valli Chiani e Migliari, Ficulle
Associazione Amici della Terra- Club di Orvieto
Comitato per la qualità della vita del basso Chiani, Orvieto




Inserito sabato 2 febbraio 2013


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