09/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Un impegno concreto per la tutela del territorio e la salvaguardia del Paesaggio
La richiesta di impegni ai candidati umbri

Gentile Redazione,
anche i comitati dell'Umbria di Salviamo il Paesaggio chiedono ai candidati umbri un impegno concreto per la tutela del territorio e la salvaguardia del Paesaggio.
In allegato trovate il testo del comunicato stampa, la richiesta di impegni ai candidati ed i riferimenti per ulteriori informazioni e notizie sulla nostra attività.
Attualmente sono 15 le associazioni umbre (fa cui Acu Umbria, Aiab Umbria, Fai Perugia,  Legambiente Umbria, Slow - Food Umbria, Touring Club Umbria, Wwf Umbria) che fanno parte del forum e che promuovono una nuova sensibilità verso le tematiche del territorio.
Stiamo inviando a tutti i candidati la mail con la richiesta di sottoscrivere degli impegni relativi ad uno o più punti e pubblicheremo sul sito
www.paesaggioperugia.altervista.org (oltre che sul sito nazionale) gli aggiornamenti sulle adesioni ed eventuali interventi da parte dei candidati.
Con preghiera di pubblicazione
Per il Comitato Locale di Perugia
Salvatore Vitale 338 7937 615


Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio


Ai candidati alle elezioni politiche 2013

Richiesta di sottoscrizione a nostri punti programmatici:
8 LEGGI DA FARE O DA ELIMINARE SUBITO …

     Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio è stato costituito formalmente il 29 Ottobre 2011 a Cassinetta di Lugagnano (Milano), data in cui è stato contestualmente dato l'avvio alla campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori" per effettuare una ricognizione totale sulla situazione urbanistica di ciascuno dei Comuni italiani.

     Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio è un aggregato di associazioni e cittadini di tutta Italia (sul modello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua), che, mantenendo le peculiarità di ciascun soggetto aderente, intende perseguire un preciso ed unico obiettivo: salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal “cemento selvaggio”.
     Al Forum aderiscono attualmente 879 Organizzazioni (85 associazioni nazionali e 794 tra associazioni e comitati locali) che operano nel campo della salvaguardia del territorio, dell'ambiente, del paesaggio, dei suoli agricoli, oltre a Reti fra Enti Locali, Organizzazioni agricole e forze professionali (urbanisti, architetti, agronomi, pedologi ecc.). L’elenco aggiornato e completo è visibile qui: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/associazioni-aderenti-2/).

     L’ampia e variegata rappresentanza di forze che compongono il nostro Forum nazionale, ritiene che le imminenti elezioni politiche rappresentino un momento importante per stimolare l’attenzione dei futuri rappresentanti dei cittadini chiamati a far parte del nuovo Parlamento su alcune urgenti necessità di cambiamento legate alla gestione del territorio.

     Per tale motivo, rivolge a tutti i candidati la richiesta di sottoscrivere – in fede – questo elenco di punti primari e di impegnarsi formalmente a rispettare tale decisione nella futura attività parlamentare, garantendo sin d’ora la massima dedizione nel raggiungimento degli obiettivi qui definiti.

8 LEGGI DA FARE O DA ELIMINARE SUBITO …

1. Approvazione del Ddl dedicato alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suolo.
Tale DDL - approvato a fine legislatura dal Consiglio dei Ministri dopo essere stato discusso in sede di conferenza unificata (quindi anche dagli esecutivi di regioni e provincie autonome, nonché dalle rappresentanze degli enti locali, Anci e Upi) - contiene una serie di importanti passi in avanti rispetto a quella che il nostro Forum nazionale considera come una autentica emergenza: arrestare il consumo di suolo agricolo.
A tutti i candidati chiediamo di voler garantire il proprio impegno personale ad accelerare l’iter parlamentare del Ddl “salvasuoli” (il cui testo approvato dal Consiglio dei Ministri è visibile qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/16/DDLPRES/697201/index.html , affinché venga discusso immediatamente ad inizio legislatura.
Parallelamente, chiediamo ai candidati di voler sottoscrivere i seguenti emendamenti al Ddl che suggeriamo al fine di rendere il testo legislativo ancor più calzante con le finalità previste:
Articolo 1. Tra i principi fondamentali bisognerebbe inserire il richiamo all’art. 44 della Costituzione, che recita “al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, ...”, nonché il fondamentale richiamo alla Convenzione europea sul paesaggio sottoscritta a Firenze il 20 ottobre 2000 e ratificata dall’Italia nel 2006, la quale ricomprende entro la definizione di “paesaggio” tutti gli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani, sia quelli considerati eccezionali, sia quelli della vita quotidiana, sia quelli degradati.
Articolo 3. Il complesso delle fasi procedurali che i soggetti debbono ottemperare per arrivare a stabilire l’estensione massima di superficie agricola consumabile, oltre ad essere troppo laborioso e lungo (circa 2 anni al netto dell’eventuale esercizio del potere sostitutivo), porterebbe sicuramente a nuove e generalizzate previsioni di consumo di suolo, anche senza una effettiva e dimostrata necessità. Si ritiene sicuramente più consono prevedere il divieto all’individuazione di nuove previsioni edificatorie su superfici agricole di qualsivoglia classe d’uso del suolo, con l’obbligo della redazione e validazione di un censimento del patrimonio edilizio esistente (edifici, aree ed infrastrutture), atto a certificare il residuo inutilizzato, sottoutilizzato e/o recuperabile, al fine di programmare un riuso ed una riorganizzazione degli insediamenti esistenti, nonché una progressiva riduzione delle aree edificabili previste non necessarie, in quanto basate su errate e non reali previsioni demografiche.
Articolo 4. Estendere il vincolo di inedificabilità su tutte le superfici agricole, ad esclusione degli interventi fondamentali e necessari all’attività agricola purché opportunamente inseriti nel paesaggio circostante;  ciascuna nuova autorizzazione deve comunque essere integrata da un atto notarile con cui il proponente si impegna al mantenimento della destinazione dell'immobile a servizio dell'attività agricola, con specifiche sanzioni in caso di non rispetto..
Articolo 7. Il Ddl “salvasuoli” non prevede la proroga per l'anno 2013 dell'utilizzo da parte dei Comuni dei proventi derivanti dai titoli abilitativi edilizi e dalle sanzioni (massimo 50 % per le spese correnti e 25 % per la manutenzione del verde, delle strade e del patrimonio comunale), occorre però specificare e mettere bene in chiaro che tale disposizione non consente che gli stessi proventi possano essere utilizzati dai Comuni interamente per la spesa corrente o per le spese in conto capitale.
Analogamente, occorre provvedere all’abrogazione del comma 3 art. 4 della recente Legge 14 gennaio 2013 n. 10, con la quale viene nuovamente prevista la possibilità di utilizzare impropriamente (fino al 50 %) i proventi derivanti dai titoli abilitativi edilizi.
Articolo 8. Modificare l’indicata “moratoria”, prevedendo una sospensione dell’efficacia dei vigenti strumenti di pianificazione urbanistica che individuino interventi di qualsivoglia natura, sulle superfici agricole (ad esclusione degli interventi già autorizzati), fino a quando non si sia redatto e validato il prescritto censimento del patrimonio edilizio esistente (edifici, aree ed infrastrutture) e si sia approvata una modificazione al vigente strumento di pianificazione che preveda la riduzione delle aree edificabili non necessarie (in quanto basate su errate e non reali previsioni demografiche).

Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la necessità di rendere prioritaria l’approvazione del Ddl “salvasuoli” da parte del Parlamento.
Dichiaro anche di concordare con le richieste di emendamento formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, che mi impegnerò a proporre e sostenere durante l’intero iter procedurale.

2. Proposizione di un DDL che regoli, tramite la partecipazione dei cittadini, la pianificazione e la salvaguardia dei suoli liberi e del paesaggio, secondo lo spirito delle “linee guida” formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.
La necessità di ridare alla pianificazione urbanistica un ruolo non “teorico” ma effettivamente basato su bisogni/esigenze dei cittadini, è uno dei principali elementi che caratterizzano le attività del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio. In particolare, una corretta pianificazione urbanistica deve essere il frutto di una preventiva valutazione del patrimonio edilizio già esistente e vuoto/sfitto/non utilizzato; si tratta di un elemento essenziale che, eppure, viene sistematicamente ignorato.
Occorrerebbe, dunque, una legge che regoli la materia; il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio sta lavorando alla redazione di una apposita Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare che qui può essere visionata e scaricata:
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/bozza_propostadilegge_02022013.pdf

Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di “linee guida” formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio per la presentazione di un Ddl – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che regoli la partecipazione dei cittadini, la pianificazione e la salvaguardia dei suoli liberi e del paesaggio.
3. Proposizione di un Ddl che regoli il ciclo di vita degli immobili, includendo obblighi di recupero degli inerti che ne riducano drasticamente lo smaltimento in discarica. Questa legge è il necessario complemento all’incentivazione di forme di recupero edile a partire dal già edificato. Gli edifici abbandonati diversi da quelli costruiti con tipologie e tecniche tradizionali o individuati come di pregio e dunque caratterizzanti i nostri paesi e le campagne sono a tutti gli effetti dei rifiuti: non demolirli lascia intatto lo sfregio che possono portare con la loro presenza al paesaggio; ma demolirli, oggi, significa smaltirne i volumi altrove. La demolizione e ricostruzione degli immobili, o anche la semplice ristrutturazione, evita sì il consumo diretto di nuovo suolo; tuttavia non garantisce che altro suolo sia di fatto consumato o “inertizzato” con lo smaltimento di macerie e manufatti dismessi. I Paesi del Nord Europa riciclano materiale edile in percentuali superiori all’85%. In questa graduatoria l’Italia si piazza ultima, con un misero 10%. Lo smaltimento di inerti alimenta fenomeni criminali attraverso la gestione di cave uso discariche più o meno abusive. Inoltre, lo smaltimento alimenta la domanda di nuovi inerti da prelevare in nuove cave che rappresentano, senza eccezione, nuove ferite al territorio e al paesaggio. Tanto per citare un esempio, la ricostruzione del centro storico dell’Aquila, quando e se avverrà, farà ricorso allo smaltimento degli inerti in discarica: inerti che, stante le regole vigenti, possono anche essere costituiti da preziose pietre cariche di storia. È tutto da dimostrare che questa pratica, forse in apparenza sensata sul piano economico immediato, sia la più saggia in una prospettiva di lungo periodo e di calcolo corretto delle esternalità negative.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di presentazione di un Ddl – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che regoli il ciclo di vita degli immobili e stabilisca l’obbligo di recupero degli inerti derivanti da demolizioni – anche parziali – di edifici.
4. Proposizione di un Ddl per l'abrogazione della legge Obiettivo, l. 443/2001. Riteniamo quest'impegno “fondamentale”, nell'ambito di un'azione a tutela del paesaggio e per la salvaguardia del territorio italiano. Questa norma è diventata negli anni un ombrello capace di contenere oltre 390 opere per un valore di 367 miliardi di euro e cancellarla consentirà di riportare l'iter autorizzativo di detti interventi (l'83% dei progetti che fanno riferimento al più grande piano d'investimenti della storia del Paese sono strade e ferrovie) nell'ambito delle procedure ordinarie. Consideriamo, inoltre, che a dieci anni dalla legge è stato realizzato solo l'un per cento delle opere, per un valore di 4,4 miliardi di euro, e ciò dimostra che quello della legge Obiettivo non era un programma di reali priorità.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di presentazione di un Ddl – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto – che abroghi la legge Obiettivo n° 443/2001.
5. Proposizione di un Ddl per la cancellazione dei commi 1, 2 e 3 dell'art. 33 del Dl n. 179/2012 "Sviluppo bis" commutato in Legge 17 dicembre 2012 n. 221 relativi alle grandi opere infrastrutturali. Riteniamo anche quest'impegno “fondamentale”, nell'ambito di un'azione a tutela del paesaggio e per la salvaguardia del territorio italiano. Questa norma infatti incentiva la realizzazione di grandi opere infrastrutturali (di importo superiore a 500 mln di euro) anche in mancanza di un equilibrio del piano economico, opere di cui non è sostanzialmente dimostrabile l'utilità ma che hanno un forte impatto sul territorio, sul paesaggio e sull'ambiente; opere che inoltre ingenerano un debito nascosto e dilazionato a carico dello stato, nel momento in cui, per coprire una gestione deficitaria, si ricorra agli strumenti previsti dal provvedimento per scaricare più avanti nel tempo anche altri oneri sulla parte pubblica, per esempio con lo strumento del subentro.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di presentazione di un Ddl – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto – che abroghi i commi 1, 2 e 3 dell'art. 33 del Dl n. 179/2012 "Sviluppo bis" commutato in Legge 17 dicembre 2012 n. 221 .
6. Proposizione di un immediato Ddl che abroghi il cosiddetto “silenzio assenso”  e il "piano per le riqualificazioni delle città" (Legge 12 luglio 2011, n. 106 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70  - Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia nei seguenti punti del suo articolo 5:

- comma 1. Per liberalizzare le costruzioni private sono apportate modificazioni alla disciplina vigente nei termini che seguono:
a) introduzione del" silenzio assenso" per il rilascio del permesso di costruire, ad eccezione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici e culturali;
- comma 2, lettera a) numero 2), nella parte inerente l’introduzione del “silenzio assenso” al comma 8 dell’art. 20 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380;
- commi dal 9 al 14, inerenti il devastante “piano per la riqualificazione delle città”  (delocalizzazione, volumetrie aggiuntive, permesso a costruire in deroga agli strumenti urbanistici, approvazione strumenti urbanistici esecutivi in Giunta comunale …) che, oltre ad aver creato gravi problematiche interpretative in tutte le Regioni, sta "duplicando" gli effetti dei vari piani casa regionali.

Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di presentazione di un Ddl – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che abroghi il cosiddetto “silenzio assenso” e commi seguenti.

7. Proposizione di un immediato Ddl che abroghi la possibilità – per il Governo o lo Stato - di dichiarare siti "di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati" e, di conseguenza, non consenta più l’autorizzazione di progetti edificatori in deroga alle vigenti leggi urbanistiche (è il caso, ad esempio,  del Muos di Niscemi ...).

Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di presentazione di un Ddl – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che abroghi la possibilità di dichiarare siti "di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati".

8. Assunzione dell’impegno a non approvare per il futuro norme in campo urbanistico, edilizio, paesaggistico, culturale o ambientale, in contrasto con i principi di tutela del territorio, dei beni culturali, del paesaggio, dei suoli liberi e dell’ambiente in genere.  Questa richiesta di impegno può apparire semplicistica, ma nel corso degli anni (nel recente periodo, in particolare) l’approvazione di norme in stridente contrasto con l’articolo 9 della Costituzione o con quelle di rispetto urbanistiche e paesaggistiche, ci suggeriscono di non dare nulla per scontato …

Io sottoscritto/a ……………………………………………… mi impegno a rispettare le leggi urbanistiche vigenti e il codice dei beni culturali e del paesaggio e a non approvare leggi o normative in loro contrasto.

 




Inserito martedì 12 febbraio 2013


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