19/01/2019
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Revisori dei conti: pessima figura del Consiglio regionale
Uno schieramento trasversale preserva lo status quo. Bocciato il sorteggio di soggetti altamente qualificati, continueranno a scegliere i partiti. Eppure i revisori non dovrebbero avere colore politico


“Una pessima figura che dimostra la difficoltà della politica a prendere le distanze dalle pratiche logore e spartitorie che continuano a condizionare la nostra vita democratica. La sconfitta non è nostra, ma dell'intero Consiglio regionale e di chi pensa che la cosa pubblica possa essere amministrata con trasparenza e imparzialità”. Il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario e relatore della proposta di legge, commenta con queste parole la bocciatura da parte del Consiglio regionale (voto non favorevole di Psi, Margherita, Comunista umbro e centrodestra, assenti diversi esponenti della giunta) del provvedimento che introduceva il sorteggio da un elenco di professionisti altamente qualificati per la nomina e designazione dei revisori legali e collegi sindacali degli enti e agenzie dipendenti dalla Regione.

“Uno schieramento trasversale, che va dal Pdl alla Margherita, da Fratelli d'Italia al Psi, è riuscito a preservare lo status quo – aggiunge Dottorini -, in questo modo le verifiche tecniche continueranno a dipendere dalle designazioni dei partiti. La nostra proposta invece avrebbe reso un servizio alla trasparenza e alla terzietà, sottraendo alla politica e alle spartizioni partitiche le nomine di figure tecniche molto importanti che hanno funzioni fondamentali di controllo sulla corretta gestione di enti e società dipendenti dalla Regione. Figure che, invece di rispondere a questa o quella forza politica, a questo o quello schieramento, devono essere dotate del massimo grado di indipendenza, imparzialità e soprattutto competenza. Sostenere, come hanno fatto in molti, il primato della politica per giustificare un voto contrario all'estrazione a sorte da un elenco di soggetti altamente qualificati rappresenta, a mio avviso, un insulto proprio a quella politica, quella alta, che si dice di voler difendere".

"Appare evidente - conclude Dottorini - che in Umbria sono molte, forse troppe, le forze ostinatamente aggrappate a difendere posizioni di rendita e interessi che sarebbero messi a repentaglio da provvedimenti, come quello bocciato oggi, che mirano a garantire controlli trasparenti, obiettivi, indipendenti e competenti. Il segnale di una politica vecchia, logora e di cui la società italiana è stanca".



Oliviero Dottorini

Inserito giovedì 18 aprile 2013


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