23/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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E' il momento delle pagelline alla Usl1!
Come si può quantificare l’attenzione e le prestazioni rivolte ad un paziente? La “sanità” non è una catena di montaggio!


Come ogni anno sono state convocate riunioni di Posizioni Organizzative e i Coordinatori per impartire le regole di "valutazione" dei lavoratori.
E’ evidente a tutti come questo sistema, applicato dagli zelanti tifosi di Brunetta, Direttori e Regione, con la totale approvazione dei sindacati compiacenti, niente affatto meritocratico, si è rivelato una grossa buffonata.

Nessun criterio (nemmeno la soddisfazione degli utenti), performance e obiettivo, individuale e di gruppo, è stato individuato e regolamentato a livello aziendale ai fini della valutazione, impresa alquanto difficoltosa da espletare nell’ambito del servizio sanitario. Come si può quantificare l’attenzione e le prestazioni rivolte ad un paziente? La “sanità” non è una catena di montaggio!

Nessuna condivisione è stata instaurata tra la dirigenza e i collaboratori, non si è tenuto conto nemmeno degli Ecm conseguiti attraverso la formazione aziendale obbligatoria (150 negli ultimi in tre anni).
Niente di tutto ciò, ma solo una compilazione di scheda lasciata da una parte al libero arbitrio dei “dirigenti” e dall’altra all’ “l’autovalutazione” del dipendente, oppure come il caso dell’ex Asl 1 di Città di Castello dove non è mai stata fatta nessuna scheda di valutazione nemmeno di tipo sperimentale.

In effetti l’ultima “pagellina” ha avuto numerosi ricorsi, a dimostrazione dell’estrema discrezionalità di tale sistema, che pretende di giudicare la professionalità dei lavoratori senza conoscerne incarichi, competenze e di conseguenza nemmeno i risultati ottenuti.

Ma del resto quello che conta per la direzione aziendale è ridurre il fondo espressamente destinato, utilizzando quanto risparmiato per premi individuali col mantenimento e creazione di P.O. e Coordinamenti di varia natura.
Ma a quanto ammonta questo fondo? In che misura è stato destinato?
Da tempo abbiamo posto queste domande a chi di competenza, senza ricevere mai risposte precise.

La trasformazione del servizio sanitario pubblico a sistema aziendalistico, che doveva esprimere la migliore gestione delle politiche sanitarie, ha invece creato un sistema piramidale asettico, feudale e favorito l'uso privato del pubblico.
La meritocrazia unita alla collaborazione individuale nel raggiungimento degli obiettivi di ogni settore del servizio sanitario fallisce miseramente non solo per l'impossibilità oggettiva di applicarla al diritto alla salute (se vogliamo che rimanga tale!), ma anche perchè i tentativi di applicazione nella USL1, sono scorretti, disordinati e affidati alla discrezionalità e simpatie dei singoli.

E' per questo che il fondo incentivi deve essere distribuito “ a pioggia” tra tutti i lavoratori, così da risparmiare anche sul lavoro burocratico che c'è intorno e che naturalmente non viene svolto dai dipendenti della Usl ma esternalizzato, sottraendo altri soldi al diritto alla salute, già penalizzato dai numerosi tagli del bilancio regionale a causa della crisi finanziaria.

L'accorpamento delle Usl regionali è stato pensato proprio per razionalizzare l'organizzazione e renderla più efficiente (leggasi risparmio). Ma come si può risparmiare se si mantengono le doppie figure dirigenziali come primari, dirigenti, P.O. e coordinamenti?
Questi quesiti, posti alla Rsu, sono stati respinti da Cgil, Cisl e Uil come problemi politici, come se l'organizzazione dei servizi e del personale non fosse un problema sindacale.
Respinta dai sindacati unitari anche la nostra proposta di applicare le disposizioni sul il conflitto d’interesse, per i rappresentanti Rsu che detengono contemporaneamente incarichi dirigenziali come le P.O., Coordinamenti, e che poi sono anche i” valutatori” dei lavoratori (art. 53 del D.L.vo n. 165/2001).
E’ inaccettabile fare parte della RSU e contemporaneamente decidere della distribuzione degli incentivi al personale.

Nell'emergenza salariale generale, gli stipendi dei dirigenti non conoscono la crisi, mentre Infermieri, Tecnici, O.S.S. e Amministrativi si vedono ridurre i loro stipendi.
Per non parlare dei Lavoratori Esternalizzati che, mantenendo lo stesso carico di lavoro, hanno subito un taglio di ore, passando da 30 a 28 settimanali con ovvia notevole riduzione dello stipendio, da circa 1000 € a circa 800 €.

Vogliamo:
- conoscere l’attuale dotazione organica e il fondo stanziato per l’incentivazione;
- la distribuzione a pioggia degli incentivi di produzione, soldi di tutti i lavoratori.
- Dimissioni immediate degli eletti Rsu con incarichi P.O. o di Coordinamento per il loro palese conflitto d’interessi, una vergogna nei confronti dei lavoratori.
PER LA REINTERNALIZZAZIONE DEI LAVORATORI ESTERNI E DEI SERVIZI



Usb Umbria Sanità

Inserito martedì 30 aprile 2013


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