07/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Perché aderiamo alla rete Mobilità nuova

Perché aderiamo alla rete Mobilità nuova
Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture


"basta commuoversi è ora di muoversi...." la visione del decenniodazione (Onu-Oms) nostra barra d'orientamento e quali unici rappresentanti per l'Italia fra le 100 Ong mondiali partecipanti al programma 2011-2020 si riconosce con questa iniziativa

Sabato 4 maggio a Milano si manifesterà per imporre ai decisori politici una rivoluzione della mobilità che parta proprio da un riequilibrio delle scelte politiche e delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti, dando insieme visibilità e sostegno alle vertenze nazionali e locali contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese.

L’Italia ha ipotecato il futuro delle opere pubbliche e della mobilità approvando progetti per nuove autostrade e nuove linee ad alta velocità ferroviaria che costeranno complessivamente oltre 130 miliardi di euro, offriranno ulteriori occasioni di business alla malapolitica e alla criminalità organizzata, sottrarranno al Paese territorio e bellezza spesso senza offrire un servizio migliore alla collettività.

Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse, puntando spesso e ancora una volta su nuove strade, tangenziali e circonvallazioni piuttosto che sul trasporto collettivo o su quello non motorizzato. Ma il nostro doveroso impegno ed attenzione vanno alle enormi ricadute positive sia a livello occupazionale che di rilancio economico, e sociale che apporterebbero l'adeguamento, la manutenzione programmata di qualità e la messa in sicurezza della rete viaria stradale e ferroviaria esistenti, la pedonabilità oltre alla ciclabilità.

C’è un’urgente necessità di riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e nello stesso tempo va avviato un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica e come noi spesso ricordiamo: "basta commuoversi è ora di muoversi". La Sicurezza Stradale conviene a tutti ed inizia dal corretto impiego dei fondi tanto più se si tratta di soldi dei contribuenti.


vedi: www.decenniodazione.it
noi in una frase: perchè.....

"Basta commuoversi è ora di muoversi. La Sicurezza Stradale conviene a tutti ed inizia dal corretto uso dei fondi tanto più se si tratta dei soldi dei contribuenti "



Mary Mancinelli

Inserito giovedì 2 maggio 2013


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4938734