18/11/2019
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Ce lo chiede l’Europa
Mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove sia buona, e migliorarla negli altri casi (direttiva Europea “qualità dell’aria” 50/2008)

Il più recente inventario regionale delle emissioni inquinanti umbro risale al 2007. In quell’anno il “macrosettore agricoltura” era responsabile dell’immissione in atmosfera di  zero tonnellate/anno di emissioni degli inquinanti CO (monossido di carbonio) e di NOx (Ossidi di azoto).

Questo dato ideale è destinato a peggiorare:  in questi ultimi anni numerose centrali a biomasse/biogas, quasi sempre contro la volontà popolare, entreranno in funzione nelle zone agricole dell’ umbria e  immetteranno nell’atmosfera diverse tonnellate/anno dei suddetti inquinanti. La figura mostra le numerose centrali autorizzate o in attesa di autorizzazione in Umbria (viola biogas, verde biomasse solide, giallo bioliquidi)

Ad esempio, una centrale a biogas da 1MW (taglio tipico di questi impianti) immette in un anno 16 tonnellate di NOx,  14.4 di CO e 0.3 di PM-10.
Siccome il numero di tonnellate di inquinante è difficile da immaginare, ho calcolato quante automobili diesel (euro 5) che percorrono 15 km al giorno, tutti i giorni dell'anno, sono necessarie per immettere in un anno le stesse quantità di inquinanti. Scopriamo così che 16 tonnellate/anno di NOx corrispondono a 5800 automobili; 14.4 tonnellate all’anno di CO corrispondono a 12700 automobili; 0.3 tonnelle/anno di PM-10 corrispondono a 584000 automobili.

Chi ha scelto di abitare in campagna, magari per la buona qualità dell’aria che vi si respira, non ha quindi torto se si oppone alla costruzione di queste centrali a poche centinaia di metri dalla propria abitazione.

Gli enti che nelle conferenze dei servizi autorizzano queste centrali che indubbiamente PEGGIORANO la qualità dell’aria (Comuni, Province, Regioni, Arpa, ASL) dovranno imparare a prendere seriamente in considerazione la direttiva europea “qualità aria” 50/2008 che indica, tra le finalità, all’art. 1 comma 5: Mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove sia buona, e migliorarla negli altri casi. Infatti l’Unione Europea ha bocciato i cogeneratori a biomassa autorizzati in Veneto dove la Direttiva Aria è risultata violata.


Roberto Pellegrino

Inserito lunedì 3 giugno 2013


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