16/01/2019
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Troppi ritardi dell’Ater sul nuovo bando delle case popolari
I fondi potrebbero attivare politiche intelligenti per far rivivere e rianimare i centri storici disabitati o abbandonati. Quanto dovranno ancora attendere i cittadini umbri per vedere il nuovo bando per le case popolari?

 

Le condizione di povertà e di disagio si stanno trasferendo dalle fasce deboli della popolazione a quelle del ceto medio precarizzato dalla crisi. La riduzione del reddito sta mettendo a rischio ogni giorno di più la garanzia di un alloggio stabile per molte persone e molte famiglie. Si va dalla  difficoltà a pagare i mutui a quella di pagare gli affitti. Di fronte a questa situazione la Regione Umbria persiste nel colpevole ritardo dell'emissione del nuovo bando di assegnazione delle case popolari.  Siamo ad un ritardo storico ancor più aggravato dalle pesanti ombre di discriminazione per i cittadini extracomunitari per i quali si sarebbe voluto richiedere un periodo minimo di residenza nel territorio umbro che andasse oltre gli otto anni. Nell'attesa dell'uscita del bando sono sempre di meno le politiche e le risorse  a sostegno dell'emergenza abitativa e non sembra individuabile un canale preferenziale che accompagni le persone accolte dai Comuni in emergenza abitativa verso l'assegnazione della casa popolare.

Nell'attesa che il bando  esca e diventi operativo, crediamo sarebbe urgente individuare un piano di sostegno alle politiche abitative di carattere innovativo, che superi la strana politica dell'erogazione di risorse a fondo perduto che raggiungono poche coppie e che meglio potrebbero essere sostituite con politiche di erogazione di garanzie e fideiussioni pubbliche. I fondi dovrebbero essere meglio destinati all'adeguamento delle case pubbliche ed Ater disabitate, in attesa di essere messe a norma ed assegnate; al recupero di beni pubblici in disuso attraverso il coinvolgimento di fondazioni, scuole di formazione professionale, volontariato, da assegnare  poi con forme sperimentali di affitto calmierato per case concesse in coabitazione a  giovani, studenti, precari, anziani, ecc... Potrebbero essere politiche intelligenti per far rivivere e rianimare i centri storici disabitati o abbandonati.

Quanto dovranno ancora attendere i cittadini umbri per vedere il nuovo bando per le case popolari? Quali politiche creative ed efficaci intende mettere in campo la Regione per sostenere le persone in difficoltà alloggiativa?

Federica Porfidi



Coordinamento regionale Sel Umbria

Inserito mercoledì 5 giugno 2013


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