20/07/2019
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Bocciato l'art. 37 sulla perequazione
Ma la legge resta pasticciata. No ai canili-appartamento

"Accolta la nostra proposta di bocciatura dell'articolo 37. Accettabile la parte sulla perequazione, ma abbiamo detto no al fritto misto e ai canili-appartamento".

“La bocciatura dell'articolo 37 è un risultato importante della battaglia che con i nostri emendamenti abbiamo portato avanti. Si è così evitato di sanare degli abusi edilizi e di andare incontro alla certa impugnativa da pare della Corte costituzionale. La soddisfazione per aver ottenuto questo risultato non è stata comunque sufficiente da permetterci di esprimere un voto favorevole sull'intero provvedimento. In particolare, non abbiamo accettato di avvallare un provvedimento che contiene norme confuse che ampliano la discrezionalità, nulla hanno a che vedere con la perequazione, ma assomigliano molto a servizietti fatti qua e là per accontentare questo o quello". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini ha commentato l'esito della votazione sul disegno di legge sulla perequazione che è stato approvato a Palazzo Cesaroni con i voti favorevoli di Pd, Pdl, Psi e Udc.

"Abbiamo apprezzato - spiega Dottorini - che la Giunta si sia resa conto della ragionevolezza della nostra proposta di eliminare l'articolo che prevedeva la sanatoria per le costruzioni non conformi alla normativa urbanistica nel momento della loro realizzazione. Abbiamo però mantenuto una posizione critica nei confronti dell'intera seconda parte della legge. Ben 60 articoli su 74 infatti non hanno nulla a che vedere con il tema della perequazione e assumono invece le caratteristiche di un minestrone di provvedimenti, un fritto misto all'interno del quale si è voluto mettere un po' di tutto. Dalle mega residenze per i cani alle norme su edilizia ed edilizia residenziale sociale, dai centri storici alle fattorie didattiche e sociali, dagli interventi per la ricostruzione post-sisma alle norme sulla Valutazione di impatto ambientale. Interventi come questi crediamo che siano dettati dall'esigenza di rispondere ad interessi particolari piuttosto che a quelli collettivi".

"Per questi motivi - conclude Dottorini - pur apprezzando la parte relativa alla perequazione e l'accoglimento della nostra proposta in merito all'articolo 37, il nostro gruppo non ha votato il disegno di legge".



Oliviero Dottorini


Inserito mercoledì 12 giugno 2013


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