10/12/2019
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Rifiuti e cittadini o cittadini-rifiuti?
Si indìca un Referendum consultivo, chiedendo ai cittadini se vogliano o meno che si utilizzino i cementifici per bruciare rifiuti

Venerdì 21 ho partecipato al convegno "Rifiuti: problema o opportunità? La soluzione Css" organizzato da Confindustria Umbria, e mercoledì 26 parteciperò al convegno "L'Umbria e le energie rinnovabili biomasse fotovoltaico-eolico, sindrome Nimby, principio di precauzione, paesaggio e biodiversità" indetto da Italia Nostra.
L'ho fatto e lo farò con spirito assolutamente laico e con tutta la mia disponibilità a capire i motivi e le ragioni degli altri. Credo che chi amministra la cosa pubblica e ha il compito delle scelte sia chiamato a far questo, "mediando" tra i suoi personali convincimenti e il rappresentare la volontà popolare, tenendo conto dei dati oggettivi.
Al Convegno di Confindustria troppe cose non mi hanno convinto, anzi, alcune delle teorie ascoltate hanno avvalorato ancora di più la mia convinzione dell'inutilità se non della pericolosità di certe scelte.
A qualche interlocutore ho inviato un sms dove, con ironia, scrivevo "Css: un bene per l'ambiente , l'economia , la salute!" Quanto ho letto il giorno dopo riportato dai giornali sembrava seguire questa linea, con l'aggiunta che per qualcuno la Regione avrebbe attuato una scelta in tale direzione!
Sono il trentunesimo dei Consiglieri Regionali, ma a oggi non ho avuto modo di discutere in alcuna sede di questo argomento, né tantomeno ho operato scelte con tanto di assunzione di responsabilità attraverso un voto. A dire il vero nel suo intervento al Convegno nemmeno l'Assessore Rometti ha dato risposte.
Durante tutto il Convegno non ho mai sentito pronunciare la parola "salute" né citare le migliaia di persone che giornalmente esprimono timori, paure, preoccupazioni approfondite, studiate e motivate, se non per ridurre le critiche ad "argomentazioni aprioristiche e prive di fondamento".
Il direttore della cementeria di Spoleto, dopo aver magnificato tutto il bene possibile relativo all'utilizzo del Css, ha pragmaticamente chiesto: "come si fa a non avere l'ostilità dei cittadini e della comunità?" E non è mancato chi elegantemente ha accennato a un "mancato consenso sociale".
E fin qui potremmo essere ancora nei limiti di un confronto e di una dialettica costruttiva... Ma quando l'ospite più autorevole, in rappresentanza del Ministero, arriva a proporre l'abolizione del titolo V della nostra Costituzione (non sia mai che qualche Regione con gli Enti locali voglia giocare la sua carta d'indipendenza e di libertà arrogandosi la prerogativa di intervenire su decisioni fondamentali nel suo territorio!), o l'innalzamento ad almeno 15/20.000 euro di spesa per poter fare
un ricorso al Tar, perché altrimenti non si selezionerebbe, non si scremerebbe, non si impedirebbe a un normale cittadino di poter operare in libertà tutte le sue scelte, allora si getta la maschera!
I cittadini rappresentano la sovranità popolare vera, meritano rispetto e non sono certo stupidi, o invasati: si dimostrino le "beate e magnifiche sorti" e tutti diranno di sì!
Ora il mondo parla dell'amianto, dei tanti morti che ha provocato, delle incredibili sentenze di Casale Monferrato...30-40 anni fa erano solamente delle sparute avanguardie a denunciare questo problema. Se fossero state ascoltate allora, non staremmo di certo qui a piangere migliaia di morti!!!
Certo, qui in Umbria non rassicura avere un' Arpa ( e pensare che ho contribuito a favorirne l'istituzione nel 97/98!) più oltranzista dei cementieri! Soprattutto quando si fa riferimento all'utilizzo dei cementifici non si tiene conto in alcun modo che si parla di città come Spoleto e
Gubbio, fiori all'occhiello della Regione Umbria, con caratteristiche, storia, peculiarità e qualità uniche, due luoghi-simbolo della cultura e dell'arte che non possono non trovarsi in netto contrasto con la politica della chiusura del ciclo dei rifiuti.
Si pensi a che razza di pubblicità per le centinaia e centinaia di attività agrituristiche, country-house e per la promozione dell'Umbria in genere! Quando il Css diventerà un prodotto immesso a tutti gli effetti sul mercato, quando gli impianti avranno le autorizzazioni per bruciare i rifiuti, in Umbria non se ne potrà certo produrre più di tanto, e allora, chi impedirà che i rifiuti di Roma o Napoli possano essere inviati a Gubbio o a Spoleto?
Che lungimiranza e che successo politico, vedere delle città-simbolo per l'Umbria (non certo e non solo per Don Matteo...) assurgere al ruolo di "mondezzai"del Centro Italia!
E, poi, per favore, mi dite quali sarebbero i benefici per gli Umbri, e in particolare per gli Eugubini e per gli Spoletini?
E' stato detto chiaramente che non conviene spingere più di tanto la raccolta differenziata... altrimenti ci "fumeremmo" tanta parte di materie prime... Una sconfitta totale per la politica dei piani regionali che puntavano alla raccolta "differenziata spinta" e che, io aggiungo, deve tendere senza se e senza ma all'obiettivo RIFIUTI ZERO.
Nel mio piccolo continuerò a essere particolarmente attento al tema dell'incenerimento, con la coerenza e il coraggio che non mi hanno mai fatto difetto, sin da quando, come Sindaco di Gubbio, mi sono fermamente opposto, vincendo questa battaglia insieme ai miei concittadini, a che si continuasse a bruciare gomme nei cementifici.
Credo che la Regione sia chiamata comunque a seguire la volontà delle Comunità interessate. E' certo che la situazione della "mia" Gubbio è, tanto per cambiare, anomala, e dopo il fallimento della peggior sindacatura (Guerrini) della storia della città, e della subentrata gestione
commissariale/prefettizia non c'è il luogo della rappresentanza democratica per scelte così importanti per la vita dei cittadini.
Da quello che percepisco, la volontà dei miei concittadini (conosco meno Spoleto) è in netta prevalenza contraria all'utilizzo dei cementifici per bruciare rifiuti, e la cosa più sconsigliabile sarebbe quella di inventarsi catastrofiche e comode scorciatoie.
La Regione prenda il tempo necessario per approfondire una materia così delicata e, nel dubbio, si schieri comunque dalla parte dei cittadini, della cautela, della qualità della vita e della salute, per non essere responsabile in futuro, com'è accaduto con l'amianto. Lungimiranza e buon senso sono sempre ottimi punti di riferimento.
Da ultimo una proposta semplice e chiara che avanzo ove la Regione (e la Ragione) tentenni: a Gubbio e Spoleto si indica un Referendum consultivo, chiedendo ai cittadini se vogliano o meno che si utilizzino i cementifici per bruciare rifiuti.
A decidere, così, saranno i veri interessati.
Perugia, 24/06/2013



Orfeo Goracci

Inserito martedì 25 giugno 2013


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