19/01/2019
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Le domande di ISDE Perugia sull'impianto SCER di S.Andre delle fratte

Come citato nel comunicato del 02/07/2013 attendevamo smentita in ogni sede, ad ora non recepita, sul fatto che:

NON si può disporre, da parte delle autorità preposte, opportuna Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) di impianti che brucino un Combustibile derivante da rifiuti (Css) cioè da una materia non certa, né certificabile, sul piano della composizione Chimica, Fisica e Molecolare, sua propria e di eventuali derivabili da combustione.

Come medici in generale, e come medici per l’ambiente (ISDE) in modo particolare, ci facciamo deontologicamente obbligo di sollevare dubbi e chiedere rassicurazioni certificabili e/o accertabili sul piano scientifico, riguardo tutte quelle pratiche e strategie che possiamo ragionevolmente* presupporre lesive, o anche “solo” potenzialmente lesive, della salute delle singole persone, nonchè delle comunità che compongono, e di cui ci pregiamo di tutelare prioritariamente, e soprattutto preventivamente, lo stato di salute.

Accogliamo sollevati e con soddisfazione la notizia che la caldaia presente nel primo impianto di SCER possa utilizzare ESCLUSIVAMENTE cippato di legna vergine ma non possiamo non ravvedere in questa affermazione delle ambiguità e quindi chiedere:

  1. E’ merceologicamente classificata come Caldaia di impianto a biomassa?

  2. Può il carburante della tecnologia “Biomassa” essere sia il cippato da legna vergine che il Combustibile Solido Secondario (Css) da rifiuti come sancito da decreto ministeriale denominato “Decreto Clini” dal nome del suo promotore ex-Ministro ed ora Direttore generale del Ministero dell’Ambiente presente all’inaugurazione?

  3. L’impianto in oggetto, è stato consegnato in uso sperimentale ad uno o più imprenditori che dovranno acquistare un carburante per promuoverne l’esercizio?

  4. E’ possibile porre vincolo di mercato a questi come ad altri imprenditori, che presumibilmente vorranno utilizzare questa splendida tecnologia d’avanguardia, affinché non cambino il carburante “cippato da legna vergine” con il più economico e redditizio “Css”?

  5. E’ possibile porre vincolo, assoluto e definitivo, a privati imprenditori e/o ad Aziende pubbliche, che immaginiamo vorranno utilizzare tale tecnologia dopo averla finanziata, di non sostituire la caldaia in sperimentazione, alimentabile esclusivamente con cippato di legna vergine, né ora e nè in eventuale regime di utilizzo produttivo a sperimentazione ultimata con successo?

  6. Della caldaia in oggetto ci dite che “possa” utilizzare solo cippato da legna vergine: per limite tecnologico?...per autoimposto limite di principio ecologico?...per limite di progettazione?..può, ragionevolmente*, subire trasformazioni o manipolazioni per accogliere un “carburante” più economico come il Css?

  7. Ed infine. Se questa di cui parliamo viene denominata “prima” caldaia SCER e posto che soddisfi tutti i requisiti su cui stiamo chiedendo chiarimento…potete certificare le vostre affermazioni come valide anche per la seconda la terza la quarta caldaia…e/o per le modifiche che vorrete apportare in seguito o anche in corso d’opera?

Dalle domande poste potete derivare se sia il caso o meno di citarci in giudizio per procurato allarme. Saremo ben lieti, se del caso, di esporre nel dettaglio, nelle sedi opportune, i dati e gli studi che supportano i nostri pareri ed alimentano i nostri dubbi.

Quello che assolutamente non possiamo accettare in nome nostro di società scientifica internazionale e, ci arroghiamo l’onere, della redazione di Umbrialeft che gentilmente ci ha voluto pubblicare apponendo –come comprensibile- un suo proprio titolo alla notizia…e non al comunicato, è che voi, senza per altro apporre la firma di chi abbia redatto, vi permettiate pubblicamente di minacciare di farlo! In arrogante oltraggio al diritto di cronaca dei giornalisti ed al diritto a porre, con coerenza scientifica e correttezza etica, sacrosanti dubbi di carattere medico e di interesse pubblico a tutela preventiva del bene comune di salute.

Maurizio Venezi, Presidente ISDE Perugia.

maurizio.venezi@gmail.com

tel.3402528113


* Da uomini di scienza per ragionevolmente intendiamo “secondo un RAZIONALE SCIENTIFICO”, ovverosia, un processo logico deduttivo orientato dalle conoscenze scientifiche di cui siamo in possesso per titolo accademico nonchè accreditati a farne uso applicativo con licenza dello Stato ed iscrizione ad opportuno Albo di riferimento depositato, in garanzia di controllo dell’operato degli iscritti, presso i singoli Ordini dei Medici dislocati in sedi provinciali su tutto il territorio della Repubblica Italiana.


 



Maurizio Venezi - Presidente Isde Perugia

Inserito lunedì 8 luglio 2013


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Commenti

Nome: m.v.
Commento: Minacciare una ingiunzione per "procurato allarme" quando Isde paventa l'ipotesi che si bruci Css negli impianti a biomassa (come - ahimé - permesso per decreto) significa ammettere implicitamente che bruciare Css dovrebbe porre in allarme... quindi, implicitamente si riconosce che bruciare Css costituisce minaccia per la salute... poi è arrivato l'articolo del Lancet sulla corresponsione inquinamento industriale ed adenocarcinoma del Polmone... ed infatti non c'è nemmeno replica... gli "stolti" scientofideisti fanno finta di essere andati in vacanza.

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