22/03/2019
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Urla di innocenza fra le sbarre
Il diario di Roberto Cobertera in sciopero della fame e della sete nel carcere di Padova


http://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/07/27/urla-di-innocenza-fra-le-sbarre-lo-sciopero-della-fame-e-della-sete-di-roverto-cobertera/

 

C'è un uomo nel carcere di Padova che dallo scorso 4 Luglio  è in sciopero della fame e della sete.

Si chiama Roverto Cobertera e per illustrare la sua storia riprendiamo i due articoli della redazione di Ristretti Orizzonti, pubblicato lo scorso 6 luglio.

Di seguito il diario di questi giorni, che Roverto ci ha fatto pervenire.

Credo che ogni commento sia assolutamente superfluo, quello che è necessario, invece, è che chi può si sbrighi a dare una risposta a questa urla, prima che diventino davvero mute.

 

 

Lottare per dimostrare la propria innocenza
Ristretti Orizzonti, 6 luglio 2013

Il 4 luglio, in una infernale giornata di quel caldo padano che in galera moltiplica la sua potenza, è iniziato lo sciopero della fame di Roverto Cobertera, uno della nostra redazione, un uomo condannato all'ergastolo che, da quando è entrato a far parte del nostro gruppo, non ha mai smesso di proclamare la sua innocenza.

Roverto ha avuto in primo grado una condanna a 24 anni per omicidio, che in appello è diventata un ergastolo, fine pena mai. Si ironizza spesso che in galera si sentono tutti innocenti, nella redazione di Ristretti Orizzonti non è così, le persone si assumono le loro responsabilità, e lo fanno anche davanti a centinaia di studenti che ogni anno entrano in carcere e ascoltano le loro testimonianze. Dunque se una persona lì dentro dice di essere innocente, non è una fra tanti che non hanno voglia di sentirsi responsabili, e se quella persona è disponibile a mettere a rischio la sua vita per dimostrarlo, noi pensiamo che quella persona sia particolarmente degna di attenzione.

A Roverto possiamo solo dire che gli siamo vicini, con tutto il nostro affetto, che è grande ed è cresciuto proprio di fronte alla sua sofferenza e alla forza con cui vuole dimostrare che è innocente, possiamo dirgli che vorremmo in tutte le maniere fare qualcosa per lui, ma quello che non vogliamo è che debba rinunciare alla vita per essere ascoltato. Qualcosa si può fare davvero? Qualcuno lo può aiutare? Qualcuno può prendere in mano le carte del suo processo e, se si convince che ci sono elementi seri per provare che quella condanna è ingiusta, prendersi a cuore il suo caso e dargli una mano?

La redazione di Ristretti Orizzonti

 
 
Roverto Cobertera è nato all'estero ed ha doppia cittadinanza Statunitense e Domenicana. È detenuto nel carcere di Padova. È stato condannato alla "Pena di Morte Viva" (così viene chiamata da noi ergastolani la pena perpetua).
E' un uomo di colore e forse anche questo ha pesato sulla sua condanna perché lo straniero e per giunta nero è il colpevole ideale. Roverto Cobertera, ha i capelli neri come il carbone e un sorriso di luce sempre stampato sulle labbra.
L'ho incontrato nella Redazione di "Ristretti Orizzonti" e sapendo dei miei studi universitari di giurisprudenza lui mi ha passato le sue carte processuali.
Dopo qualche tempo ho letto la motivazione del primo grado e dell'appello e mi sono fortemente convinto della sua innocenza, perché conosco molto bene la differenza fra la verità vera e quella processuale.
Roverto Cobertera ha deciso da qualche tempo di dimostrare la sua innocenza con la propria vita, l'unica cosa che gli è rimasta.
Dal quattro luglio ha iniziato uno sciopero della fame per urlare la sua innocenza fra le sbarre.
Ed è disposto a morire per ritornare dalla sua famiglia e dai suoi meravigliosi figli.
Io non posso fare altro che trasmettere tutta la mia solidarietà, da uomo ombra, a Roverto Cobertera.
E sostenere la sua battaglia perché venga provata la sua innocenza fra le sbarre con la speranza che qualcuno al di là dal muro di cinta ascolti e senta le grida di una persona che con la sua protesta afferma con forza che preferisce morire da innocente che vivere da colpevole.
Carmelo Musumeci
 
 
Urla di innocenza
Il diario di Roberto Cobertera in sciopero della fame e della sete nel carcere di Padova
 
4/07/2013
Oggi è il giorno 4 luglio, un gran giorno per l'America, è il giorno dell'Indipendenza del mio paese che penso che sia il miglior paese del mondo, dove i diritti dell'uomo vengono rispettati senza distinzione di colore e di razza.
Oggi è iniziato il mio sciopero della fame e della sete per urlare la mia innocenza al di là del muro di cinta.
Peso 82 Kg.
Oggi ho fatto colloquio per la prima volta nell'"Area verde" del carcere ed è stata una giornata bellissima e piena d'amore.
 
5/07/2013
Secondo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Mi hanno chiamato all'ufficio comando e ho consegnato il mio comunicato.
Ho fatto di nuovo colloquio all'area verde con le mie figlie, moglie e zia.
La mia famiglia mi è sempre stata vicina perché credono nella mia innocenza.
 
6/07/2013
Terzo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Peso 79 kg.
Per la prima volta mi ha chiamato il Dirigente Sanitario del carcere.
 
7/07/2013
Quarto giorno dello sciopero della fame e della sete.
Peso 78,400 kg.
Incomincio ad avere dei capogiri e mi sento debole, ma mi sento determinato a continuare fino alla morte.
 
8/07/2013
Quinto giorno di sciopero della fame e della sete.
Peso 77,700 kg.
Oggi mi è venuta a trovare la parlamentare deputata Celeste Costantino e ha cercato di convincermi di riprendere a bere e mangiare.
La sua solidarietà e la sua visita mi ha fatto bene, ma ho solo la mia vita per dimostrare la mia innocenza e la donerò allo Stato italiano.
 
9/07/2013
Sesto giorno di sciopero della fame e della sete.
Oggi non mi hanno pesato e questo la dice lunga sul cinismo dell'Area Sanitaria.
La guardia mi ha riferito che l'educatrice gli ha chiesto perché stavo facendo lo sciopero della fame.
E anche questa la dice lunga sul menefreghismo dell'Area educativa.
 
10/07/2013
Settimo giorno di sciopero della fame e della sete.
Peso 76,500 Kg.
Pressione massima 95.
La dottoressa mi ha consigliato almeno di bere.
Sinceramente mi sento sempre più debole, ma mi fa bene la solidarietà dei miei compagni della Redazione di Ristretti Orizzonti.
 
11/07/2013
Ottavo giorno di sciopero della fame e della sete.
Anche oggi il medico non è venuto a pesarmi, ho fatto colloquio con la mia amica Mercedes Frias la quale ha insistito nel farmi desistere dallo sciopero.
Io però comunque vado avanti!
 
12/07/2013
Nono giorno di sciopero della fame e della sete.
Peso 75,700 Kg.
Oggi mi sentivo più triste degli altri giorni e con il pensiero sono stato sempre in compagnia delle mie figlie.
 
13/07/2013
Decimo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Il mio sciopero continua, ho dolori nel petto e mi sento molto debole, il medico mi ha pesato e ero 75,400 kg
 
14/07/2013
Undicesimo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Vado sempre avanti, mi fanno male le congiunture del corpo e mi gira la testa,  il medico mi ha pesato, pesavo 75,100.
 
15/07/2013
Dodicesimo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Peso 74,300 Kg.
Mi sento sempre più debole.
Oggi l'assistente mi ha mandato in  infermeria.
La dottoressa mi ha trovato pressione bassa e mi ha dato gocce per tirarla su.
 
16/07/2013
Tredicesimo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Il medico non è venuto a farmi la visita di routine, mi gira la testa e ho mal di schiena.
 
 17/07/2013
Quattordicesimo giorno di sciopero della fame e della sete.
Peso 73,90 Kg.
Mi gira la testa e il rene mi fa male.
 
18/07/2013
Quindicesimo giorno dello sciopero della fame e della sete.
Peso 73,70 Kg.
Oggi ho parlato al telefono con mia moglie e mi hanno consigliato almeno di bere perché mio nonno che ha 105 anni, viene a trovarmi il mese prossimo da Santo Domingo e non vogliono che mi veda troppo debole.
 
19/07/2013
Sedicesimo giorno di sciopero della fame.
Peso 73,60 Kg.
Vado avanti con lo sciopero della fame, mi fermo solo un po' per quello della sete per non farmi vedere da mio nonno troppo debilitato.
 
20/07/2013
Diciassettesimo giorno di sciopero della fame e della sete.
Peso 73,40 Kg.
Continuo con lo sciopero della fame, mi sento debole e giù di morale.
Cerco di farmi forza perché presto vedrò il caro nonno.
 
21/07/2013
Diciottesimo giorno dello sciopero della fame.
Oggi non mi ha visitato nessuno e mi sento abbandonato come un cane nero.
Questa la dice lunga sull'Area Sanitaria di questo carcere.
 
22/07/2013
Diciannovesimo giorno di sciopero della fame.
Neppure oggi mi ha chiamato il medico per visitarmi e pesarmi.
La mia vita qui nel carcere di Padova non interessa a nessuno.
 
23/07/2013
Ventesimo giorno di sciopero della fame.
Invece del medico oggi mi ha chiamato la psicologa mandata dal direttore del carcere.
È stato un incontro scontro e un dialogo fra sordi.
Sono risoluto a uscire morto innocente che stare vivo colpevole.
 
24/07/2013
Ventunesimo giorno di sciopero della fame.
Finalmente oggi mi hanno visitato e pesato.
Dall'inizio dello sciopero della fame ho perso circa undici Kg e incomincio a sentirmi debole fisicamente ma forte mentalmente.





Inserito domenica 4 agosto 2013


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Commenti

Nome: ork
Commento: Il killer venuto da New York ha guidato il cruento agguato in cui è stato assassinato, nel novembre del 2009, in via Ravasi il piccolo spacciatore Tarik Saaddedine: non era solo un complice di Daniel Calcano, ma ha avuto un ruolo centrale nell’aggressione finita nel sangue, e la corte d’assise d’appello di Milano lo ha condannato all’ergastolo, inasprendo duramente la pena di 24 anni di carcere comminata in primo grado a Varese. Il verdetto stabilisce anche l’isolamento per Roberto Miguel Cobertera, un dominicano che è in Italia sotto falso nome e che si chiamerebbe in realtà Dario Ramirez Ravelo. Un criminale di prima vaglia, secondo la procura di Varese, giunto in città pochi tempo prima del delitto, proveniente da New York, dove era già ricercato per un omicidio. Il giudizio di secondo grado sposa in pieno la tesi della pubblica accusa, che anche a Milano è stata sostenuta dal pm Agostino Abate, il sostituto procuratore che ha condotto le indagini. E che, dopo la sentenza di primo grado, ha fatto appello. I giudici non hanno riconosciuto alcuna attenuante al dominicano, che avrebbe compiuto l’omicidio insieme a un giovane complice, Daniel Calcano, condannato a 30 anni in abbreviato. L’omicidio di via Ravasi nasce come punizione. Il tunisino non aveva pagato una partita di droga. Dietro ci sarebbe il controllo del territorio per lo spaccio di stupefacenti, dove il centro di Varese farebbe da scenario a una sorta di guerra sotterranea tra gang criminali.

Nome: Ettore Zerbino
Commento: Non ho saputo trovare notizie dopo il 4 agosto. Vorrei avere una maggiore conoscenza della vicenda giudiziaria per condividere la ricerca di liberazione di questa persona colpita, verosimilmente, da una pena vendicativa sproporzionata e comunque degna di riprovazione da ogni coscienza, l'ergastolo inflitto in appello (!!). Ettore Zerbino, medico psichiatra

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