19/02/2019
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Servizio idrico in Umbria: situazione preoccupante
Perché i cittadini umbri pagano più di quelli di altre regioni? E perché le perdite della rete sono superiori alla media nazionale?

Interrogazione urgente alla Giunta regionale: “Perché i cittadini umbri pagano più di quelli di altre regioni? E perché le perdite della rete acquedottistica sono superiori alla media nazionale?"

“Forse gli Ati e le aziende di gestione, a iniziare da Umbria Acque, dovrebbero sentirsi in dovere di darci qualche spiegazione. Il primato, davvero poco invidiabile, che vede l'Umbria terza nel podio delle regioni italiane con il più alto costo per la bolletta idrica chiama in causa anche la Regione che è chiamata a pretendere chiarimenti e a rendere trasparenti le motivazioni di questa grave situazione". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta l'indagine 2013 di Cittadinanzattiva sul costo e sulle tariffe del servizio idrico e annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere le motivazioni del cattivo posizionamento dell'Umbria sia in relazione alle tariffe idriche che alle condizioni della rete acquedottistica.
"Dopo Toscana e Marche – continua Dottorini – la nostra regione risulta tra le più care d'Italia per quanto riguarda le tariffe dei servizi idrici. Un dato che deve preoccuparci e che deve indurci innanzitutto a capire le motivazioni di questa disparità di trattamento tra i cittadini umbri, ma verrebbe da dire del centro Italia, e quelli di altre regioni. Senza tener conto dei risultati referendari e dell'esigenza di rendere efficaci politiche per l'accesso libero a un bene universale come l'acqua. Dal rapporto - spiega il presidente di Umbria migliore - si legge come in cinque anni, dal 2007 al 2012, il costo per l'acqua pubblica in Umbria è aumentato del 35,2 per cento, un dato tutt'altro che trascurabile se consideriamo che nello stesso periodo le famiglie umbre hanno dovuto affrontare la più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva, un dato che salta subito all'occhio è la dispersione di rete, che nel 2012 in Umbria ha raggiunto il 37 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale”.
“La Regione - conclude Dottorini - deve chiedere conto ad Ati e società di gestione di questa situazione. Con la nostra interrogazione vogliamo spingere la Giunta a rendere pubbliche e trasparenti le motivazioni di questo triste primato. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".



Oliviero Dottorini


Inserito sabato 10 agosto 2013


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