16/01/2019
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Rinnovi estivi degli Atc in Provincia di Perugia
Una farsa in barba alla trasparenza e alla partecipazione

Strano modo di promuovere la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le rappresentanze socialiper procedere agli adempimenti di nomina dei nuovi presidenti dei due Atc (ambiti territoriali di caccia) quello messa in campo dai presidenti uscenti – è il commento di Legambiente Umbria che decide di esprimere il forte disappunto inviando una lettera ai due presidenti uscenti, a tutti i membri neonominati dei Comitati di gestione degli Atc, al Presidente Marco Vinicio Guasticchi e all'Assessore Fernanda Cecchini.

Appare evidente anche ai più sprovveduti – continua l'associazione ambientalista che dopo anni di estromissione è stata riammessa a nominare propri rappresentanti nell'Atc Perugia 1 e nell'Atc Perugia 2 - che in ballo ci sono interessi estranei a quelli generali di gestione e programmazione faunistico venatoria d i cui si dovrebbero occupare gli Atc. Temi che devono comprendere la salvaguardia della fauna selvatica, la ricostituzione di una presenza faunistica ottimale per il territorio, la programmazione degli interventi di miglioramento degli habitat e la difesa preventiva delle coltivazioni passibili di danneggiamento.

Legambiente Umbria ritiene necessario che venga ristabilito un confronto trasparente e veramente partecipato da tutte le diverse istanze sociali e istituzionali a partire dai contenuti e dalle modalità di gestione, rispetto alle quali i comitati di gestione e soprattutto i loro Presidenti saranno chiamati a rispondere.

Le trasformazioni sociali e politiche in corso richiedono sia da parte di chi amministra la cosa pubblica, sia da parte delle associazioni e dei vari attori sociali, un rinnovamento generale nella modalità di relazione e gestione di tutte le questioni che attengono al governo del territorio, comprese la caccia, che non possono prescindere da un approccio sistemico, dal più ampio coinvolgimento di tutti gli attori sociali, dal superamento degli interessi particolari per guardare ad obiettivi generali.

Al mondo venatorio spetta anche un compito più arduo, quello di confrontarsi con istanze e punti di vista diversi e lontani dalla loro cultura tradizionale.  Questa è una strada non più rinviabile. Solo coloro che avranno la capacità e l'interesse a misurarsi con approcci e culture diverse riusciranno a ricostruire e a ripensare anche un ruolo sociale nuovo e originale. In caso contrario tutto il mondo venatorio rischia di essere spazzato via da una società più consapevole, più urbana e maggiormente attenta alle istanze ambientaliste e animaliste.




Legambiente Umbria

Inserito sabato 10 agosto 2013


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