18/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Per un decibel in più

Per un decibel in più
Il suono delle campane di Olmo la domenica mattina infastidisce: invece la musica e gli schiamazzi notturni nel centro storico sono autorizzati dal Consiglio comunale


 Non ci avevamo mai pensato, ma è proprio così. Anche il rumore prodotto dal suono delle  campane deve rispettare dei limiti di legge. Per carità, nulla di strano. La stessa Chiesa, del resto, stabilisce le sue regole.
 Con il tempo, le campane hanno perso il senso del loro ruolo. Non servono più a comunicare le ore, il tempo che passa, né a diffondere notizie di carattere civile come lo scoppio di una guerra, l'arrivo di una calamità, il diffondersi di un incendio. Per questa cose i cittadini hanno altri strumenti a disposizione. Cosa resta allora delle campane? beh, intanto la bellezza del suono, l'alternarsi delle note di un pentagramma, la voce di uno strumento musicale, il fascino struggente di un canto lontano. Per chi se lo ricorda, il segnale orario nel cuore della notte, ogni quarto d'ora, delle campane di Sant'Ercolano, ha accompagnato le nostre notti senza disturbarle, anche quelle insonni. Ti portavano in casa il volto tranquillo delle case e delle strade, ti dicevano che là fuori c'era una comunità che si godeva il riposo, e che qualcuno dentro quella chiesa ti mandava un rassicurante segnale di amicizia. Ogni quarto d'ora.
Il suono notturno delle campane in città è molto diverso da quello diurno in campagna, nei larghi spazi naturali, ma le une e le altre sono ormai il linguaggio di una comunità credente, non parlano più a tutti ma solo a chi è interessato alla liturgia, all'orario delle messe, alle funzioni religiose, alle feste della parrocchia.
Così, talvolta, il loro suono infastidisce, soprattutto se è troppo insistente e dal timbro pesante. E' di questi giorni la protesta degli abitanti di Olmo, un frazione del comune di Perugia. C'è chi trova inopportuno il loro uso troppo prolungato la domenica mattina, giorno del riposo. Così in Comune, a Perugia, hanno stabilito, dopo aver fatto i dovuti accertamenti tecnici, che in quel canto del mattino del dì di festa c'è qualche decibel in più. Apriranno un tavolo di confronto con la Curia dopo aver effettuato una ricognizione, come si dice, sul territorio per capire se il disagio causato dalle campane è più diffuso di quanto non risulti all'assessorato all'ambiente. Certo, i problemi ambientali del nostro territorio non sono pochi e non sempre tenuti nella giusta considerazione dai nostri amministratori. Per esempio la musica e gli schiamazzi notturni nel centro storico, tanto per restare al tema del rumore, che non sono, tra l'altro, né un servizio civile né tantomeno religioso. Sono schiamazzi e basta, e anche qualcosa di più e di peggio, ma da tempo immemorabile non vengono contrastati quanto sarebbe necessario. In piazza Morlacchi proprio un intervento dell'agenzia per la protezione dell'ambiente che aveva accertato il superamento dei limiti consentiti è stata contestata dallo stesso consiglio comunale che ora deciderà non di far cessare il rumore ma di legalizzarlo, alzando i limiti previsti dal piano del rumore approvato in quella stessa sala a Palazzo dei Priori. Non siamo più alle provinciali dispute tra Peppone e Don Camillo, ma certo si vede che al comune interessano di più i disagi di coloro che abitano nelle tranquille periferie del contado che non quelli dei residenti del centro. Dietro questa grottesca disparità ci sono gli interessi di chi nel centro insegue i vantaggi offerti dalla presenza del mondo giovanile e studentesco. Questi interessi sono talvolta più forti, così appare dietro questi episodi, di quelli generali riconosciuti e governati da leggi e regolamenti.
Il tempo che passa cambia la percezione della giustizia e dell'uguaglianza dei diritti.
Domenica scorsa, un residente ha protestato a voce alta contro un muratore che stava lavorando di primo mattino in un vicolo all'interno di un piccolo appartamento in ristrutturazione proprio davanti alla sua casa. Minacciando di chiamare la polizia ha conquistato il suo sacrosanto diritto al riposo domenicale togliendo però la possibilità di arrotondare lo stipendio a un operaio che stava lavorando in nero nei due giorni di libertà dal lavoro regolare. Così fan spesso gli immigrati in un mondo dove non esistono più orari e giorni di riposo. E queste sono le contraddizioni delle nostre città dove non c'è più un tempo per il lavoro e un tempo per il riposo, dove diritti e doveri sono valori liquidi, senza forza. Per questo anche le campane hanno perso la loro suggestione simbolica. Non c'è più una comunità solidale alla quale parlare. E forse per questo la loro voce ci appare alta sempre di un decibel in più.
                                                                                                                                                                                                          renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 21 settembre 2013) 
 



Renzo Massarelli

Inserito giovedì 26 settembre 2013


Commenta l'articolo "Per un decibel in più"

Commenti

Nome: Vanni Capoccia
Commento: E poi c'è la violenza dei decibel che si abbatte sulla Fontana maggiore ad ogni concerto in piazza IV Novembre e nei giovedì is open e questo deve e dovrà diventare un dovere della Soprintenza porci un limite

Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4817685