21/05/2019
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Pianificazione e utilizzo sostenibile della risorsa geotermica e termale
Sull’Alfina le perplessità connesse alle caratteristiche della zona sono così forti e fondate da imporre un principio di cautela


Associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano,
della Tuscia viterbese e del lago di Bolsena

       
Orvieto (Terni), 21.10.2013

A:                  

Prof. Giovanni Puglisi, Presidente Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO;
e-mail: comm.unesco@esteri.it

Andrea Orlando,  Ministro dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e  del Mare ; e-mail: fina.michele@minambiente.it
 
United Nations World Water Assessment Programme (WWAP-UNESCO); e-mail: wwap@unesco.org
                                       
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione generale per le valutazioni ambientali Direttore: Dott. Direttore generale : dott. Mariano Grillo ; e-mail: dva@minambiente.it  


Oggetto:  Incontro “Pianificazione e  utilizzo sostenibile della risorsa geotermica e termale” del 22.10.2013 organizzato dalla Regione Umbria e Unesco-Word Water Assessment Programme (Wwap) presso la sede Unesco di Villa La Colombella  (Perugia)


Con la presente le associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano, della Tuscia Viterbese e del lago di Bolsena intendono denunciare come la Regione Umbria ha organizzato per domani martedi  22  ottobre p.v.,  unitamente al Programma Wwap dell’Unesco e nella sede di Perugia di quest’ultima, un incontro intitolato “Pianificazione e  utilizzo sostenibile della risorsa geotermica e termale” in cui la  partecipazione delle associazioni locali e del pubblico è stata resa impossibile. E questo nonostante che questo in Umbria sia un tema delicato, a causa di pressanti richieste di sfruttamento geotermico, che  hanno sollevato un forte movimento di opinione e scientifico contrario all’uso di queste tecnologie in zone ad alto rischio sismico ed in presenza di importanti bacini acquiferi idro-potabili.  

Sui Monti Vulsinii è stato infatti presentato un progetto (ma  altri stanno seguendo) che mostra in modo evidente proprio queste criticità. Nell’orvietano ed in particolare nell’Alfina e nel Lago di Bolsena i cittadini, gli amministratori  e tutte le forze politiche sono trasversalmente contrari a questo progetto, che – come prevedono studi già effettuati – produrrà certamente sciami sismici, oltre a mettere seriamente a rischio l’enorme bacino idrico della zona. Nulla contro la geotermia in aree non sismiche o dove non ci sono bacini idropotabili dal delicato equilibrio, ma sull’Alfina le perplessità connesse alle caratteristiche della zona sono così forti e fondate da imporre un principio di cautela.

La gravità nell’organizzazione di siffatto incontro risiede nel fatto che esso- lungi dall’essere un luogo di dibattito pubblico, trasparente, aperto ai portatori di interessi per fornire tutte le informazioni disponibili tra pareri tecnici anche diversi- viene trasformato in una passerella degli esponenti di queste società private presentati come esponenti del mondo scientifico che vengono a illustrare i vantaggi di questa tecnologia. Mentre chiaramente vengono a  fare pressioni per lo sviluppo geotermico, anche là dove è rischioso.

 Un ruolo di grande rilievo viene attribuito proprio al Prof. Barberi, che addirittura “presiederà”  i lavori  della sessione dedicata a “L’utilizzo consapevole della risorsa geotermica: il contributo della ricerca scientifica”, e terrà una relazione sullo stesso tema. Il professore viene presentato come esponente della Università Roma Tre. Tacendo sul fatto che è proprio il Prof. Barberi che per conto di una società privata a capitale straniero ha presentato il progetto di Castel Giorgio.

L’ingresso non è libero. I sindaci sono stati invitati come uditori. Nessun comitato o associazione presente sul territorio è invitato. In Regione raccontano che la sala è piccola, che non ci sono posti, ma che il video del convegno potrà successivamente essere consultato sul sito della Regione (!!!). La “blindatura” del convegno a pochi invitati e la lista dei partecipanti ne fanno la passerella di un business speculativo, chiusa a chi nei territori interessati dissente perché ha a cuore salute e ambiente.

E questo proprio nei giorni in cui il Ministero dell’Ambiente ha comunicato la non procedibilità dell’istanza  della società di cui il prof. Barberi  è direttore di progetto in quanto non è stata seguita la corretta procedura prevista dalla legge ed in particolare nell’avviso pubblicato sui quotidiani si sia omesso di rappresentare anche in forma sintetica i “possibili principali impatti ambientali generati dal progetto”.

Cordiali saluti,

Riferimento: Vittorio Fagioli, presidente Cisa (coordinamento interregionale salvaguardia Alfina)-Orvieto. Tel.:0763/217309; mobile : 347/6003189; e-mail: vittorio.fagioli@alice.it 



Associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano, della Tuscia viterbese e del lago di Bolsena

Inserito martedì 22 ottobre 2013


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