22/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Geotermia: una passerella per l’industria privata
La Regione organizza una passerella per chi vuole speculare sui nostri territori. Uno schiaffo alla sensibilità dell’opinione pubblica

La Regione Umbria organizza il 22 prossimo ottobre insieme all’UNESCO un convegno intitolato “Pianificazione e  utilizzo sostenibile della risorsa geotermica e termale” .

In uno primo programma del meeting circolato tempo fa c’era una lista di invitati di tutto rispetto, abbastanza equilibrata. E’ questo un tema delicato, in quanto l’Umbria è oggetto di pressanti richieste di sfruttamento geotermico, che – dopo una iniziale fase di studio del problema - hanno sollevato un forte movimento di opinione e scientifico contrario all’uso di queste tecnologie in  zone ad alto rischio sismico ed in presenza di importanti bacini acquiferi idro-potabili.  

A Castel Giorgio è stato presentato un progetto che presenta in modo evidente proprio queste criticità, mettendo a rischio il territorio dell’Alfina e le acque del Lago di Bolsena. Il progetto viene portato avanti da una piccola società priva di qualsiasi esperienza operativa nel settore, ma sostenuta da un vasto apparato politico ed altro che chiaramente si disinteressa delle esigenze e delle sensibilità della popolazione di un vasto territorio. Nell’orvietano ed in particolare nell’Alfina i cittadini e tutte le forze politiche sono trasversalmente contrari a questo progetto, che – come prevedono studi già effettuati – produrrà certamente sciami sismici, oltre a mettere seriamente a rischio l’enorme bacino idrico della zona. Nulla contro la geotermia in aree non sismiche o dove non ci sono bacini idropotabili dal delicato equilibrio, ma sull’Alfina le perplessità connesse alle caratteristiche della zona sono così forti e fondate da imporre un principio di cautela.

E allora, viste le serie preoccupazioni della gente, cosa fa la Regione ed in particolare l’assessorato all’Ambiente? Trasforma improvvisamente il Convegno in una passerella delle società che – indifferenti alle popolazioni ed alle preoccupazioni espresse da diversi scienziati – intendono comunque speculare sul territorio.  E allora gli esponenti di queste società private vengono invitati a parlare e ad assumere una funzione di rilievo nel meeting, presentati non come rappresentanti di quelle società, ma come esponenti del mondo scientifico che vengono a illustrare i vantaggi di questa tecnologia per il territorio umbro. Mentre chiaramente vengono a  fare pressioni per lo sviluppo geotermico, anche là dove è rischioso. Compaiono i nomi del Prof. Barberi e dell’Ing. Bottai e quelli di altri esponenti e consulenti delle società impegnate nell’assalto alla diligenza del territorio umbro, come la toscana Toscogeo, con gli ex verdi Boco e Roggiolani.

Un ruolo di grande rilievo viene improvvisamente attribuito proprio al Prof. Barberi, che addirittura “presiederà”  i lavori  della sessione dedicata a “L’utilizzo consapevole della risorsa geotermica: il contributo della ricerca scientifica”, e terrà una relazione sullo stesso tema. Il professore viene presentato come esponente della Università Roma Tre. Tacendo sul fatto che è proprio il Prof. Barberi che per conto di una società privata a capitale straniero ha presentato il progetto di Castel Giorgio. Dice che viene a divulgare in nome della ricerca scientifica… mentre fino ad ora i cittadini dell’Alfina lo hanno sentito parlare a nome di una società privata che vuole lucrare su un progetto che i cittadini non vogliono, in quanto rischioso per la loro salute e per il territorio.

Chiaramente non si tratta di un passo verso la partecipazione, la corretta informazione e il dibattito ma di un tentativo subdolo di imporre un progetto contro le popolazioni e le comunità locali. Hanno deciso di promuovere un dibattito pubblico, trasparente, aperto a tutti i portatori di interessi per fornire tutte le informazioni disponibili? Macché!. L’ingresso non è libero. I sindaci sono stati invitati come uditori. Nessun comitato o associazione presente sul territorio è invitato. In Regione raccontano che la sala è piccola, che non ci sono posti, ma che il video del convegno potrà successivamente essere consultato sul sito della Regione.

Ma perché si vogliono prendere in giro i cittadini? La Regione non sembra consapevole del ridicolo a cui si espone scegliendo questi comportamenti. Non pensa l’Assessore Rometti che sia questo un indebito sbilanciamento in favore dell’industria privata e contro il sentire dei cittadini e il parere di tanti scienziati che non lavorano per le società che vogliono speculare nel settore?
Non ritiene che ci sia un sostanziale conflitto di interessi? Non pensa che sia poco avveduto presentare con tale forza  e presunta “terzietà” la figura e le tesi di chi non è affatto neutrale in questa vicenda, in quanto portatore di interessi privati? Non ritiene che sia poco accorto attribuire un ruolo di rassicuratore e di propulsore sulla geotermia proprio ad un signore che è stato condannato in primo grado a 6 anni di carcere per aver rassicurato gli aquilani sul terremoto? La “blindatura” del convegno a pochi invitati e la lista dei partecipanti ne fanno la passerella di un business speculativo, chiusa a chi nei territori interessati dissente perché ha a cuore salute e ambiente.

Questa impostazione del convegno rappresenta uno schiaffo alle popolazioni, alle associazioni ed alle forze politiche delle zone interessate.  Quando gli amministratori pubblici cominceranno a fare in modo equilibrato gli interessi dell’economia, della salute, delle popolazioni e del territorio? Noi pensavamo fosse questo il compito di un Assessore all’Ambiente. Non capiamo perché i cittadini debbano occupare il loro tempo prezioso a difendere se stessi e i loro territori  proprio da quegli amministratori che dovrebbero salvaguardarli. Come sarà accolto chi tornerà a chiedere voti in queste zone?

Presidente Marini, non se ne può più e la gente è stanca di questi atteggiamenti della classe politica: occorre una seria inversione di marcia!.



Associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano, della Tuscia viterbese e del lago di Bolsena

Inserito martedì 22 ottobre 2013


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