16/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Accorpamento ultimo atto?
Una proposta per ridurre la proliferazione di poltrone e di liberare risorse da destinare allo sviluppo dei servizi territoriali, sui quali invece avvengono i veri tagli e accorpamenti


Comunicato stampa USB Umbria Sanità USL Umbria 1

Come ormai noto a tutti, una riforma regionale dal 1 gennaio 2013 ha accorpato le aziende sanitarie che sono passate da 4 a 2, mentre le aziende ospedaliere da 2 a 1. I motivi di tale accorpamento sono facilmente intuibili: migliorare l’efficienza dei servizi creando dei poli che migliorino la qualità dei servizi e soprattutto, risparmiare nell’organizzazione, anche nell’ottica della revisione di spesa dello scorso anno imposta dal governo Monti.

Il percorso dell’accorpamento è stato lunghissimo. Iniziato il 1 gennaio ad oggi, quasi un mese dalla fine dell’anno, ancora non se ne vedono gli effetti. In realtà i primi passi fatti sono stati la riduzione delle ore di lavoro dei precari, mentre le dirigenze, che dovevano essere unificate, sono rimaste doppie per tutto l’anno, finché naturalmente non si è trovato il modo per mantenere, di fatto, gli stessi nomi sugli stessi posti (Dirigenze, posizioni organizzative, coordinamenti). Insomma si è parlato di riorganizzazione aziendale ma non si è riorganizzato niente!

Infatti, dopo aver mantenuto tutti i coordinamenti e prevedendo addirittura di aumentare le Posizioni Organizzative, approvati i regolamenti, peggiorando quello disciplinare che prevede addirittura la perquisizione dei dipendenti, gli ultimi atti sono stati la delibera del D.G. sulle Dirigenze dei servizi dell'area centrale e del personale, dove se nelle precedenti A.Usl 1 e 2 erano presenti circa 6 dirigenti ognuna, adesso nella nuova Usl Umbria 1 sono esattamente raddoppiati, tutti trasformati in dirigenze di Unità Operative senza specificare se queste siano semplici o complesse!

Ma immaginiamo che gli stipendi restino gli stessi, così come restano le stesse figure e gli stessi contratti in base all’art. 15 septies, anche se la legge prevede che questi debbano essere il 2% - 5% della dirigenza. Bene i conti sono presto fatti: il 2% di 12 è 0,24! Ciò significa che nessun dirigente dovrebbe essere nominato in base a questo articolo!

Quindi se il servizio sanitario avesse veramente bisogno di dirigenti, si potrebbe attivare la mobilità nell’ambito regionale ed eliminare quinti le tantissime figure apicali in surplus nell’ambito della regione, realizzando un vero risparmio.

L’altro atto conclusivo è la Delibera del D.G. n. 915 del 19/11/2013 sulla riorganizzazione dei dipartimenti della nuova USL Umbria 1. Salta subito agli occhi che, in assenza di atto aziendale, non è basata su una vera pianificazione dei servizi territoriali e mantiene la stessa situazione delle precedenti azienda; mentre si potrebbe:
- assegnare le strutture complesse su due aree: nord (ex ASL 1) e sud (ex asl 2) per tutte le attività diagnostiche e cliniche della nuova USL,
- unificare il servizio di prevenzione in un’unica struttura complessa aziendale (come già avviene per igiene e sanità pubblica) per igiene del lavoro e sanità animale;
- unificare in un’unica struttura complessa aziendale il servizio di prevenzione su igiene degli alimenti e delle nutrizioni e igiene degli Alimenti di origine animale denominata "Sicurezza alimentare";
- la Struttura Complessa Igiene delle produzioni zootecniche andrebbe ridotta a struttura semplice;
- Str. Complessa uniche di Chirurgia Generale per: Alto Chiascio Città di Castello- Zona Nord, Assisano MVT Trasimeno - Zona Sud;
- Str. Complessa unica per ortopedia e traumatologia Alto Chiascio - Città di Castello;
- Str. Complessa per anestesia e rianimazione Alto Chiascio - Alto Tevere - area Nord;
- Str. Complessa per anestesiologia Assisano- MVT -Zona Sud;
- Str. Complessa per medicina generale Zona Nord (Città di Castello, Umbertide e Alto Chiascio) e un'altra per Assisi e MVT;
- Str. Complessa unica per cardiologia - UTIC Alto Chiascio e Alto Tevere;
- Str. Complessa unica per il Farmaceutico.

Questa proposta consentirebbe di ridurre la proliferazione di poltrone e di liberare risorse da destinare allo sviluppo dei servizi territoriali, sui quali invece avvengono i veri tagli e accorpamenti: vedi la chiusura programmata del distretto di Madonna Alta, di quello di S. M. degli Angeli, altri punti erogazione minori sui territori come gli ambulatori di base S.Venanzo, Castel Rigone, Agello, Paciano, P.te Valleceppi come se non stessimo in una Usl che ha come principale obiettivo l'assistenza territoriale.

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Usb Umbria Sanità

Inserito martedì 3 dicembre 2013


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