12/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Cara Presidente Marini
A proposito di premi ai dirigenti: attenzione, la disaffezione aumenta vertiginosamente, anche qui l'assenteismo elettorale avanza pericolosamente


Gent.le Sig.ra Marini,
ho letto con vivo interesse la Sua replica alle contestazioni che Le sono state rivolte in qualità di Presidente della Regione Umbria a proposito del premio di produttività che i dirigenti della istituzione da Lei diretta si spartiranno in busta paga in questo mese di Dicembre.
E l'ho trovata ineccepibile, naturalmente. Almeno se, come Lei mostra di saper fare con invidiabile competenza, si articola il ragionamento in punta di diritto.
Ma vede, sig.ra Marini, qui non si tratta di questo. E prima di cestinare la mia lettera, che potrebbe certo rubarLe un po' del Suo indubbiamente prezioso tempo, La prego di riflettere sulle considerazioni che vorrei proporLe. Perché non ho intenzione di fare la “solita” tirata “demagogica” contro i politici ladroni che Lei facilmente smonterebbe con le armi della normativa vigente o di una dialettica collaudata contro gli attacchi a testa bassa che vengono dagli “arrabbiati” di turno.
Vorrei parlarLe, sig.ra Marini, del nostro partito, per il quale votiamo insieme – suppongo – da tempo immemorabile, e per i cui candidati votiamo in occasione di ogni tornata elettorale a prescindere dai nomi che ci sono proposti e dalla posizione che essi occupano tra le varie correnti che purtroppo anche da noi si sono create. Perché ci siamo sempre fidati.
Perché non ci è mai venuto il minimo dubbio che un partito come il nostro potesse prendere iniziative e decisioni che non fossero indirizzate nella direzione primaria dell'interesse del popolo – e non solo del popolo della sinistra, per giunta!
Ecco il problema, sig.ra Marini. Oggi serpeggia ben più di un dubbio, perché la Sua risposta somiglia tantissimo a quella che il “compagno” Bertinotti (che senza esitazione andavamo a sentire entusiasti ogni volta che veniva a fare comizi) dette quando gli fecero notare che continuava a beneficiare dei privilegi riservati ai Presidenti della Camera pur essendo da tempo uscito di carica ed anzi essendo ormai anche un ex parlamentare: “la normativa vigente me lo consente, e io rispetto le leggi”!
Certo, Lei mi dirà che è ormai (sic!) anacronistico gridare indignati: “Noi siamo la Sinistra!”; ma può anche – obiettivamente – contestarmi se continuo a dire: “Chi è di sinistra ragiona in un altro modo e si aspetta che i suoi rappresentanti nelle istituzioni ragionino come lui”?
Perciò, quando leggo (per esempio sul giornale on-line “La Tramontana”, non certo terribili sovversivi fascisti!) che a fine anno i dirigenti della Regione si divideranno “tra stipendio, tredicesima e premio di produzione tra i 30 e i 40 mila euro”, in base a calcoli semplici e facilmente controllabili, non posso che provare una grande delusione. Ma, ripeto, non perché non sia giuridicamente corretto o perché pensi che sia frutto di malversazione, per carità.
Sono deluso, cara sig.ra Marini, perché capisco che il Suo partito non è più il mio partito. Anzi, a pensarci bene, perché d'un tratto diventa chiaro che è proprio il partito che credevamo discendere da una lunga storia di sinistra che da tempo non esiste più: è diventato “altro” da noi vecchi idealisti che facevamo un'opposizione dura ma appassionante (dica la verità, non c'era anche Lei?) allo strapotere arrogante della DC e degli altri partitini del suo corteggio. D'un tratto si capisce come sia stato possibile allearsi con la destra, con la quale teoricamente (che bella, antica, obsoleta parola) non dovremmo avere nulla in comune, neanche per progetti a breve scadenza, non potendo derogare (sempre teoricamente) dai nostri principi di fondo!
Perché vede, sig.ra Marini, se si crede nella giustizia sociale, nella necessità per un Paese civile e democratico di distribuire equamente la ricchezza, nella obbligatorietà di assicurare a tutti il godimento dei servizi essenziali e dei diritti civili e della persona, nella legittimità costituzionale di adoperarsi con ogni mezzo per garantire a tutti i cittadini lavoro e pensione decorosi, se si crede in tutto questo ci si aspetta che coloro che il partito ha scelto per rappresentare proprio quei principi “inderogabili” nelle amministrazioni pubbliche non accettino la logica arrogante di un regime che ritenevamo ormai superato. Cioè la logica in base alla quale si stipulano contratti di lavoro blindati solo per i politici e gli amministratori di alto rango (che sono emanazione della politica!), mentre si bloccano per anni e anni gli stipendi di tutti gli altri dipendenti pubblici che non hanno in nessun modo la stessa forza contrattuale perché non fanno parte dei meccanismi della politica. La logica per cui per Voi tutti le retribuzioni aumentano indipendentemente dalle crisi economiche, per cui per Voi gli indici ISTAT restano comunque validi e da applicare, per cui si continua a prevedere l'elargizione di fantomatici premi di produttività che non sono trasparenti (perché nessuno sa per quali meriti debbano essere elargiti e perché mai debbano essere guadagnati costantemente se sono premi legati a certi standard che restano misteriosi), non sono contestabili (perché sanciti da contratti di lavoro), e soprattutto sono inspiegabili dal punto di vista economico, irragionevoli dal punto di vista sociale, inaccettabili dal punto di vista morale.
La logica, sig.ra Marini, per cui la “spending review” può senza problemi né giuridici né costituzionali né umani infierire in tutti i settori dell'amministrazione pubblica per tagliare servizi, stipendi, pensioni, diritti sindacali, benefici ordinari e straordinari, garanzie di ogni sorta, mentre non può fare nulla solo con i politici e i dirigenti (e alcuni altri, ma mi fermo qui per carità di patria) proprio per motivi giuridici e costituzionali!
Non l'uomo della strada – che Lei potrebbe tacciare di ignoranza e di ingenuità politica – ma il Suo elettore, il Suo (ex?) compagno di partito Le chiede allora perché non si possa intervenire per impedire l'arrogante immoralità di sperequazioni così clamorose, tagliando davvero retribuzioni mostruose e facendo selezioni serie per conferire incarichi dirigenziali e posizioni dirigenziali nelle amministrazioni dei partiti. Presidente: non gli altri: perché Lei in prima persona non impone a se stessa e a chi (come Lei?) crede nei principi inderogabili del Suo partito di rivedere i parametri retributivi di politici e dirigenti o di abbattere per sempre le pensioni d'oro per redistribuire la ricchezza risparmiata in una compagine sociale che è ormai allo sfascio?
Mi capisce ora? La Sua replica alla gente del Suo partito non interessa, anzi sembra l'ennesima esposizione dell'ennesima faccia di bronzo di chi, richiesto di qualcosa, dà spiegazioni che deviano in tutt'altra direzione. La gente se ne frega dei contratti cui Lei fa riferimento, perché vede che invece con i “propri” contratti tutte queste pretese di legittimità non si frappongono! E' in questo che si misura la ormai enorme distanza che avete scavato tra la politica e la gente: lo capisce, sig.ra Marini? Certo che lo capisce, ma è per questo che noi vecchi idealisti siamo tanto amareggiati.
Così, sig.ra Marini, vorrei farLe presente che questa storia non potrà andare avanti troppo a lungo: Lei è persona certamente stimabile e intelligente e sa che tirare la corda troppo a lungo non porta mai a grandi risultati. Anche in Umbria, una volta “regione rossa” perché orgogliosamente arroccata in difesa degli interessi delle persone tutte, la storia comincia ad invertire rotta, non vede? Anche qui la disaffezione aumenta vertiginosamente, anche qui l'assenteismo elettorale avanza pericolosamente. Lei sa cosa questo comporti: uno spazio sempre maggiore per forze politiche legate ad interessi di parte, per fazioni avventuristiche che si nutrono di populismo per sfruttare il malcontento dilagante. E' questo che volete? E' questo che Lei vuole? E non faccia l'ingenua: il Suo (che una volta era anche il mio) partito ha già imboccato questa direzione, e speriamo ancora che l'abbia fatto inconsapevolmente!
Come? Mi sta dicendo che proprio in nome di quegli ideali io non potrò votare mai a destra?
Certamente è vero, ma il problema non è che cosa voterò d'ora innanzi, ma se voterò, sig.ra Marini!

Cordialissimi saluti, con i migliori auguri di buon lavoro!



Vincenzo Romano, un elettore del Suo partito

Inserito giovedì 5 dicembre 2013


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