19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Da Mestre a Orte in bici per dire NO alla nuova autostrada
I presìdi e gli appuntamenti umbri lungo il percorso. Obiettivo: sensibilizzare le amministrazioni comunali e incontrare i cittadinie i comitati impegnati per la difesa del territorio

Appuntamenti umbri di sabato 7 dicembre

ore 15,15 appuntamento ad Umbertide con un presidio a cura di Caicocci Terra sociale e Genuino Clandestino

ore 17,30 appuntamento davanti al Cva di Ponte San Giovanni, Perugia con incontro con i giornalisti, presidio a cura della rete della Mobilità Nuova di Perugia

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6-8 dicembre in bicicletta da Mestre fino a Orte per dire NO alla nuova autostrada che correrà in parallelo alla SS 309 fino a Ravenna, e da qui fino a Cesena e Orte in adeguamento o in variante sulla E-45.

E’ questa l'iniziativa promossa da Opzione Zero, storico Comitato della Riviera del Brenta che da an ni si batte contro il progetto recentemente approvato dal CIPE, alla quale stanno aderendo di ora in ora, associazioni, comitati e cittadini.

Gli attivisti del comitato e di altre associazioni partiranno venerdì 6 dicembre alle ore 7.15 dal Municipio di via Palazzo a Mestre e in 2-3 giorni toccheranno simbolicamente tutti i 48 Comuni che nelle 5 Regioni saranno attraversati dall’opera. La delegazione porterà con se l’appello della Rete Nazionale StopOrte-Mestre(www.stoporme.org) che raccoglie l’adesione di moltissime organizzazioni di carattere locale, regionale e nazionale contrarie alla nuova autostrada.

Obiettivo: sensibilizzare le amministrazioni comunali, ma anche incontrare i cittadini, le associazioni e i comitati che sui vari territori sono impegnati in questa difficile battaglia.

Il percorso della carovana seguirà in molti tratti il tracciato della nuova autostrada allo scopo di documentare gli impatti dell'opera sui territori.

Lunga 396 km, l’autostrada attraverserà cinque Regioni distruggendo territori, campagne e ambienti di pregio come la Riviera del Brenta, il Delta del Po, le Valli di Comacchio, intere vallate dell’Appennino, la Valle del Tevere; incalcolabili i danni in termini di consumo di suolo, aumento di frane e alluvioni, inquinamento atmosferico.

Ma oltre agli impatti devastanti, contestata è anche l’utilità dell’opera visto che il progetto non prevede la messa in sicurezza della statale Romea e che i flussi di traffico sulla SS 309 e sulla E-45 non giustificano la realizzazione di una infrastruttura da oltre 10 miliardi di euro, un debito che con il “trucco” del Project Financing finirà per pesare sulle tasche dei cittadini.

Con investimenti molto più contenuti si potrebbe riqualificare e potenziare la rete stradale esistente risolvendo tutti i problemi di sicurezza e di congestiona mento in tempi rapidi e impatti ridotti e migliorare il trasporto pendolare.

Mentre per quanto riguarda le merci si dovrebbe puntare su trasporto marittimo e ferroviario così come indicato dalla Comunità Europea, invece che incentivare ancora una volta la “gomma”.

Vi ricordiamo che in Umbria già diverse associazioni hanno espresso la loro contrarietà al progetto: infatti oltre al circolo culturale "primomaggio" anche Legambiente Umbria, Attac Umbria, Italia Nostra e rappresentanti di alcune forze politiche hanno apertamente manifestato il loro NO all'autostrada Orte-Mestre.

(N.B.: la foto si riferisce ad una manifestazione di ciclisti in Germania)




Inserito venerdì 6 dicembre 2013


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