19/01/2019
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L’Appennino e la Valle del Tevere sacrificati per gli interessi di pochi
Gasdotto, Quadrilatero, autostrada Orte-Ravenna

La società Trans Adriatic Pipeline di cui  sono noti solo i nomi dei componenti del Consiglio di Amministrazione e che è registrata a Baar, cantone di Zugo cioè il maggior paradiso fiscale dei cantoni svizzeri, vuole sventrare l’Appennino con scavi profondi cinque metri e lunghi 678 km (da Brindisi a Minerbio) per costruire un metanodotto a 75 bar di pressione che trasporterà il gas importato dal Kazakistan per poi essere rivenduto al Belgio, all’Olanda e ad altri paesi dell’Europa del nord.
Il metanodotto ad altissima pressione attraverserà zone sismiche come Sulmona, L’Aquila, Colfiorito di Foligno.
Non un solo fornello, una sola caldaia, un solo scaldabagno funzioneranno in Italia con il suo gas che, lo ripetiamo è destinato solo ai paesi nordeuropei che avrebbero preferito che passasse lungo il corso del fiume Danubio sino a Vienna (progetto Nabucco). Ma la società Tap con l’aiuto dei politici (Partito Democratico con D'Alema in prima fila) vuole che arrivi in Puglia e risalga l’Appennino per garantire gli appalti alle solite ditte, le stesse che già sventrano l’Appennino umbro marchigiano con il “Quadrilatero”= due Superstrade per collegare Perugia ad Ancona e Foligno a Civitanova Marche.
Il “Quadrilatero” vede tra le ditte appaltatrici la Cooperativa Muratori Cementieri (nota ditta legata a al Partito Democratico) con sede a Ravenna che già lavora per la Tav. La Italferr, la società che ha commissariato i lavori è stata presieduta da Maria Rita Lorenzetti, ferrea dalemiana ora sotto processo per corruzione e peculato riguardo i lavori per la Tav a Firenze. Altra ditta interessata ai lavori del Quadrilatero è la Todini Costruzioni, di proprietà della famiglia Todini alla quale appartiene l’ex eurodeputato eletta nelle liste di Forza Italia Todini.
Il lavori del "Quadrilatero" sono cominciati per il tratto Perugia/Ancona 50 anni fa, hanno causato 35 morti sul lavoro e ancora non se ne vede la fine, ma già si vuole fare l’autostrada Orte-Ravenna (guarda caso!) che devasterà in modo irreversibile la valle del Tevere e l’Appennino tosco-romagnolo, oberando la popolazione locale con decenni di lavori stradali, senza che ci sia nemmeno un flusso di traffico tale da giustificare tale devastazione.

Basta con le lobby di cementieri e politici!
Basta sacrificare il territorio per l’interesse di pochi!

Sindacati di Base via del lavoro 29 Perugia             9 dicembre 2013




Inserito martedì 10 dicembre 2013


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