23/10/2019
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Ai giovani la protesta ambientalista
...non resta che la speranza che in Italia siano gli studenti a farsi carico della protesta contro la distruzione sistematica del patrimonio naturalistico e paesaggistico, contro le cementificazioni, le grandi opere, il dissesto idrogeologico. Del resto si tratta del loro futuro!

 
Sarebbe troppo bello che la contestazione degli studenti della Sapienza dei giorni scorsi, mentre nell’aula magna dell’università si parlava di economia verde e biodiversità, avesse contenuto essenzialmente motivazioni ambientaliste.

Ormai spetta solo ai giovani impegnarsi per la causa ambientalista. I non più giovani hanno perso malamente la guerra o non l’hanno mai combattuta. Nella triste realtà dell’oggi, l’ambiente continua a mantenere un interesse del tutto marginale. Mentre sarà il problema dei problemi futuri.

Ancora oggi in Italia nei governi delle larghe o piccole intese di ambiente si parla troppo poco o se ne parla in modo assolutamente ipocrita, facendo apparire un interesse che non esiste.

Un esempio per tutti: nel giugno scorso a mezzo stampa è apparso un intervento del professor Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte di fama internazionale. Si affermava che era stata messa in discussione alla Camera la proposta di legge Ac/70 dal titolo “Contenimento dell’uso di suolo e rigenerazione urbana”. L’articolo di Settis diceva che il titolo era bello, “peccato che il testo avesse invece l’aspetto di un patto scellerato fra guardie e ladri di territorio, dove qualsiasi suolo diventa edificabile in una vera e propria privatizzazione della pianificazione territoriale ecc…”. Il decreto era sostenuto dal ministro delle infrastrutture Lupi dell’attuale governo. Primo firmatario Ermete Realacci, con una lunga storia in Legambiente, presidente della commissione ambiente della Camera. Fra i firmatari Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni culturali ed ex presidente del Fai (Fondo Ambiente Italia)”.

Quindi adesso non resta che la speranza che in Italia siano gli studenti a farsi carico della protesta contro la distruzione sistematica del patrimonio naturalistico e paesaggistico, contro le cementificazioni, le grandi opere, il dissesto idrogeologico di cui si parla solo al momento del dramma…

...In Umbria e a Perugia, siano gli studenti che protestino contro la trasformazione della E45 in autostrada e la realizzazione del Nodo di Perugia che risulteranno opere inutili e molto dannose. Del resto si tratta del loro futuro!
 



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito domenica 15 dicembre 2013


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