19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Inquinamento dell'aria: tre comunicati stampa di ITALIA NOSTRA
1) L’ordinanza del Sindaco Boccali non tutela la salute dei perugini. 2) A Fontivegge l’aria è migliorata perché hanno allontanato la centralina dal traffico. 3) Approvato il nuovo piano regionale della qualità dell’aria: un piano inutile come quello del 2005

l’ordinanza del Sindaco Boccali non tutela la salute dei perugini


Ci sono volute due diffide, la minaccia di una denuncia alla Procura della Repubblica e un esposto al Prefetto per convincere il Sindaco Boccali a fare qualche cosa per affrontare l’emergenza smog a Perugia.
A Roma, città con funzioni e istituzioni decisamente più importanti di quelle di Perugia, dopo soli quattro giorni di superamenti, il Sindaco Marino ha disposto lo stop ai veicoli più inquinanti e le targhe alterne a tutela di bambini, donne in gravidanza, persone anziane, cardiopatici e persone con patologie respiratorie. Le targhe alterne e la chiusura al traffico pesante non saranno risolutive ma sono comunque lo strumento più utile e diffuso per combattere lo smog.
A Perugia non sono bastati sette giorni consecutivi di sforamenti per adottare lo stesso provvedimento di Roma ed il Sindaco Boccali ha, invece, ordinato ai perugini di abbassare di un grado la temperatura dei termosifoni e di ridurre l’orario di accensione da 14 a 13 ore (ma a chi è rivolto l’ordine ?).
Un provvedimento che definire modesto sarebbe dargli un qualche rilievo, così come l’altro di vietare di accendere fuochi all’aperto.
Un’ordinanza del tutto insufficiente a tutelare la salute di bambini, anziani e persone a rischio. Infatti, è noto che l’esposizione prolungata alle polveri anche al di sotto degli attuali limiti è nociva e mortale (220 mila morti nel 2010 secondo l’Organizzazione mondiale della sanità).
L’ordinanza del Sindaco Boccali non tutela la salute dei perugini che evidentemente non meritano la stessa attenzione di quella che il Sindaco Marino dedica ai romani.
Un finto provvedimento per potere dire di aver fatto qualcosa, ma che non tocca affatto il serio ed irrisolto problema di Perugia, quello del traffico e dell’eccessivo uso del mezzo privato.
Il tanto decantato slogan di “Perugia città della mobilità alternativa”, crolla infatti sotto il peso di uno dei più elevati tassi di motorizzazione d’Italia (che a sua volta detiene il record europeo), di un costoso e poco utile minimetrò (realizzato, si disse, proprio per ridurre l’inquinamento!), di un sostegno al progetto di trasformazione della E45 in autostrada (che farà aumentare l’inquinamento dell’aria).



a Fontivegge l’aria è migliorata perché hanno allontanato la centralina dal traffico

Mentre Terni è saldamente al primo posto nella classifica delle città più inquinate dell’Umbria, al secondo posto non c’è più Perugia ma Città di Castello, al terzo posto Foligno, al quarto posto Gubbio e al quinto posto Narni. Perugia-Fontivegge è solo sesta, più in alto è la centralina di Ponte S.Giovanni che registra un inquinamento superiore a quello di Gubbio e Narni, ma è la centralina di un quartiere della città.
La stazione di rilevamento di Fontivegge è passata dai 63 del 2009 ai 13 superamenti dei limiti della qualità dell’aria del 2013 non perché l’aria sia realmente migliorata in quella zona (una delle più intasate della città), ma più semplicemente perché è stata spostata la stazione di rilevamento. Infatti, nonostante le proteste di Italia Nostra, nel 2010 la stazione è stata trasferita dal piazzale della stazione a quello del minimetrò, vicino alla ferrovia.
Il risultato è che la stazione di Fontivegge, che dovrebbe ufficialmente misurare l’inquinamento da traffico urbano, registra oggi un livello di inquinamento tra i più bassi dell’Umbria, lo stesso livello della stazione di Via Cortonese che è posta al centro di un parco pubblico.
    Secondo l’Allegato 3 del D.Lgs. n.155 del 2010 le stazioni di misurazione di traffico devono essere localizzati ad almeno 4 m di distanza dal centro della corsia di traffico più vicina, e a non oltre 10 m dal bordo stradale.
Nel caso di Fontivegge la stazione è a più di settanta metri dalla strada e non è quindi attendibile per la misurazione dell’inquinamento da traffico, come ampiamente dimostra il fatto che registra lo stesso inquinamento di quella del parco di Via Cortonese che è posta a circa 500 mt. da case e strade.


Approvato il nuovo piano regionale della qualità dell’aria
Un piano inutile come quello del 2005


Nel giorno in cui tutta l’Umbria registra livelli di inquinamento da record, la Seconda commissione del Consiglio regionale ha approvato il nuovo piano della qualità dell’aria. Nella montagna di fogli del piano non è previsto alcun serio rimedio per fronteggiare l’inquinamento atmosferico: per le imprese nessun obbligo particolare di riduzione dell’inquinamento atmosferico (l’Ilva e Taranto sono lontane), per il traffico è prevista una riduzione, ma solo sulla carta (per di più il Comune di Perugia ha già dichiarato che non la rispetterà). Dopo il fallimento di quello del 2005, anche il nuovo piano sembra fatto per dovere d’ufficio, piuttosto che per tutelare la salute dei cittadini. La conferma è nel fatto che il nuovo piano non prevede seri e vincolanti provvedimenti, tanto che la stessa Commissione ha ritenuto necessario proporsi di approvare entro dodici mesi una specifica legge con prescrizioni.
Il problema è però molto serio tanto che il 17 ottobre scorso l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente che lo smog è cancerogeno e lo ha inserirlo tra le sostanze pericolose di classe 1 (la più elevata e pericolosa).
A far sì che il nuovo piano fosse più utile del precedente non è servita nemmeno la sentenza dell’anno scorso con la quale l’Umbria, e per essa lo Stato italiano, è stata condannata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea per la violazione dei limiti imposti per la qualità dell’aria per gli anni 2005 e 2006 (sentenza 19 dicembre 2012, C-68/11).
Nonostante i ripetuti superamenti dei limiti di legge, i gravissimi rischi per la salute e la sentenza di condanna, l’Umbria continua a far finta di volere risanare la qualità dell’aria.

Comunicati stampa del 13 dicembre 2013
ITALIA NOSTRA UMBRIA



Inserito domenica 15 dicembre 2013


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