21/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La retorica del declino
L'attivismo degli amministratori arriva alla fine di cinque anni molti complicati e alla vigilia delle elezioni. Questa rincorsa affannosa per recuperare il tempo perduto si inizia tutta in salita


                                                
Perugia è una città che non si può mai vedere per intero. Solo un pezzo per volta, a seconda del posto di osservazione. Per questo, in fondo, ognuno la vede a modo suo, non solo dal punto di vista fisico, ma la sente e la vive da un proprio punto di osservazione. E' questa la storia di una città superba e riottosa, come il Grifo che la rappresenta. Adesso però non dovremmo esagerare. Abbiamo passato di recente tempi non particolarmente fortunati. Si dovrebbe riconoscerlo, perché il tempo gramo non è ancora finito. Dentro la crisi ci siamo ancora, anche se ogni tanto cerchiamo di esorcizzarla con qualche bella festa di quartiere. E' la crisi di identità, in primo luogo, che la città non ha risolto e poi tutti i problemi che conosciamo, dalla sicurezza, alla crisi economica, ai malanni del centro storico, alla grigia vivibilità dei nuovi quartieri. Il tempo del welfare e dei servizi sociali a portata di mano è finito.
Forse abbiamo chiesto troppo agli enti locali nel passato e ora che le risposte non arrivano più come un tempo non riusciamo ad accettare le difficoltà del presente. Così crescono disincanto e delusione e qualche inevitabile critica. A Palazzo dei Priori se ne dispiacciono. Da qui nasce questa incomprensione per il disagio sociale e la certezza che le analisi di non pochi osservatori non siano altro che "retorica del declino". Retorica, non realtà. Così dicono.
Eppure la crisi del ruolo dei comuni è in corso da tempo in tutto il paese. A sinistra dovrebbero saperlo bene perché è proprio sul terreno del governo municipale che hanno raccolto i maggiori successi. A Perugia questo declino è particolarmente doloroso perché è di una città che aveva conosciuto un alto livello della qualità della vita e un rapporto di fiducia consolidato tra amministratori e residenti. Non c'è quindi una "retorica del declino" alimentata  da un'opinione pubblica prevenuta ma, semmai, la sensazione di uno scivolamento in basso che non si sa quando potrà finire. Basta ricordare che nel centro storico la scomparsa dei negozi è un fenomeno pesantissimo mentre l'università perde centinaia di iscritti. Centro storico, università e, certo, la fabbrica del cioccolato sono in pratica Perugia e la sua identità
Ora sarebbe ingeneroso accusare i nostri amministratori di non conoscere la loro città e tanto meno di capire gli umori che l'attraversano, anche se per tanto tempo hanno chiuso colpevolmente gli occhi insieme a un pezzo non secondario della società perugina. Si deve pur riconoscere lo sforzo prodotto in questi ultimi tempi per cercare di venir fuori dalle difficoltà. Insomma, ci stanno provando ma certo il tempo non li aiuta. Il loro attivismo arriva alla fine di cinque anni molti complicati e alla vigilia delle elezioni. Questa rincorsa affannosa per recuperare il tempo perduto si inizia tutta in salita e rischia così di apparire decisamente velleitaria. Se poi si illudono di avercela fatta prima ancora di cominciare e non si accorgono che il declino non solo c'è, ma continua, allora il loro ottimismo della volontà rischia di diventare davvero un puro esercizio di retorica. Scrivere documenti decisamente impegnativi alla fine della corsa e lasciarli sugli sgabelli vuoti del tram finito ormai al capolinea serve a poco. I progetti per la candidatura di Perugia a capitale europea della cultura possono aiutarci a migliorare le cose nella prossima tornata amministrativa e quindi dopo il voto di primavera. In un'altra stagione.
                                                                                                                                                                                            renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 14 dicembre 2013)                   



Renzo Massarelli

Inserito giovedì 19 dicembre 2013


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