20/07/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La torre solitaria
La riconsegna alla città di un complesso antico così importante può rappresentare l'inizio di una fase nuova in una città come Perugia, ma anche e soltanto un tentativo, uno dei tanti, di un cambiamento che poi si smarrisce lungo la solita strada

                                                   

Da qualunque parte la si guardi, l'impressione è sempre la stessa. La sua forma così essenziale la fa somigliare a un monolite spuntato dalla terra e poi cresciuto lentamente per forza propria traendo dalla città la sua essenza più antica, la pietra. La torre degli Sciri è fatta di duemila tonnellate di blocchetti squadrati alla fine del Duecento ed è alta 46 metri. A Perugia non c'era un'altra torre, tra le cento, ancora più alta e forse è per questo che è ancora lì, a dispetto del potere clericale che non sopportò tanta forza così impunemente ostentata dalla grandi famiglie cittadine. La torre degli Sciri, in fondo a via dei Priori, è uno degli archetipi della città, come le porte e le scale, e la rappresenta non meno dei grandi palazzi e delle chiese più illustri. Intanto per la sua verticalità senza fine e poi per la sua luce bianca che ingiallisce la sera, quando il sole scende più in basso della sua sagoma così essenziale da sembrare astratta. Il fascino di questo monolite senza finestre e senza feritoie è tutta in questa essenzialità senza tempo, nell'essere soltanto pura forma geometrica.
Un manufatto così alto e così inaccessibile serviva, in caso di assedio, solo per difendersi, delegando ad un'altra torre gemella il compito di offendere il nemico.
Finito il tempo degli assedi, la torre di via dei Priori è rimasta da sola, unica e silente al centro del rione dei francescani e a presidio simbolico della via sacra di Perugia.
I lavori che si stanno completando sulle sue mura di pietra e nel convento che la avvolge alla sua base ci restituiranno dopo così tanti secoli una delle meraviglie della città. Talvolta, nel centro storico che perde quasi per legge naturale la sua vivacità sociale, succede qualcosa di speciale. Questo del complesso della torre degli Sciri lo è, a suo modo, perché riportare una dozzina di giovani coppie all'ombra della torre solitaria è una opportunità che può aprire scenari nuovi nel centro storico. Il "Progetto di riqualificazione integrata" presentato dal Comune e finanziato dalla Regione attraverso il bando "Puc2" per quattro milioni e 220 mila euro consente di rendere accessibile la torre sino in cima (duecento gradini) e di restaurare il vecchio convento abbandonato da tempo per una superficie utile di 730 metri, dodici appartamenti su quattro piani. L'Ater, l'agenzia della Regione per l'edilizia residenziale, impegnata nel restauro di tutto il complesso degli Sciri, potrà poi affittare gli appartamenti, a canone concordato, seguendo il parametro del basso reddito. Ora, chiamare alloggio popolare un appartamento posto nel cuore di uno dei borghi nobili e antichi della città, può sembrare inappropriato. E' chiaro che progetti di questo tipo possono essere realizzati solo dagli enti pubblici e in presenza di cospicui finanziamenti della comunità europea. 
In realtà, questa idea di realizzare interventi di recupero nei centri storici non è certo nuova anche se l'edilizia popolare ha sempre privilegiato, per problemi di costi ma anche per limiti culturali, le zone di nuova espansione, in periferia. L'assessore regionale Stefano Vinti considera questo primo intervento una scelta strategica. Vedremo se con i prossimi finanziamenti europei sarà possibile ripetere esperienze di questo genere. In città ci sono già da tempo aperti altri cantieri per il recupero a fini residenziali o culturali di edifici storici, grazie a diverse forme di finanziamento pubblico. Le cose sembrano andare però un po' troppo a rilento. La riconsegna alla città di un complesso antico così importante può rappresentare l'inizio di una fase nuova in una città come Perugia, ma anche e soltanto un tentativo, uno dei tanti, di un cambiamento che poi si smarrisce lungo la solita strada sulla quale troppe amministrazioni pubbliche hanno imparato a correre veloci e disinvolte e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
                                                                                                                                                                                          renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 21 dicembre 2013)



Renzo Massarelli

Inserito giovedì 26 dicembre 2013


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