21/05/2019
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Ristorazione scolastica: dal comune di Perugia un esempio per tutta la regione
Eliminare le stoviglie in plastica è una pratica virtuosa da perseguire senza indugi, è un un passo fondamentale per una corretta educazione alimentare ed ambientale

“E' un'ottima notizia l'approvazione da parte del Consiglio comunale di Perugia di un ordine del giorno che impegna la Giunta ad eliminare quanto prima l'usa e getta in plastica dalle mense scolastiche del comune e introdurre l'uso delle stoviglie lavabili. Auspichiamo che tale modalità venga estesa a tutto il territorio regionale e che sia codificata in maniera esplicita nelle linee guida regionali per la refezione scolastica che, a quanto risulta, sono di imminente pubblicazione”. Con queste parole Emanuela Arcaleni, portavoce regionale dell'associazione Umbria Migliore interviene sulla questione delle ristorazione scolastica.
“Partire dall'eliminazione delle stoviglie in plastica – prosegue Arcaleni - significa  avviare un percorso di educazione alimentare basato sull' acquisizione di comportamenti corretti e di modelli per una scelta di vita consapevole.  Il primo immediato beneficio sarebbe quello di ridurre notevolmente la produzione di rifiuti, stimati in circa 17 tonnellate di indifferenziata. Come Umbria Migliore abbiamo redatto un progetto educativo sull’asse alimentazione-ambiente curato e seguito in maniera particolare dal Prof. Claudio Santi che prevede il coinvolgimento attivo di genitori,  insegnanti e tutto il personale preposto, e che ha come obiettivo quello di far conoscere agli alunni gli alimenti, la loro funzione e l’impatto che ogni pasto può avere sul territorio in cui vivono. Nell'ambito di questo progetto proponiamo all'amministrazione di Perugia una sperimentazione articolata su tutte le soluzioni alternative alla plastica usa e getta: stoviglie in coccio lavate dalla scuola, kit personale lavato a casa dai genitori, stoviglie in cellulosa compostabili”.
“La sperimentazione che andiamo a proporre all'amministrazione comunale - afferma Santi - dovrà essere seguita scientificamente da un comitato in grado di elaborare il ritorno della stessa in termini comparativi di impatto ambientale, costi, livello e capillarità del servizio fornito, gradimento dell’utenza delle soluzioni proposte. I risultati della sperimentazione dovranno poi essere recepiti dall’amministrazione nella programmazione dei servizi mensa del prossimo anno anche attraverso la stipula dei nuovi contratti in maniera mirata all’ottenimento di un servizio più omogeneo e sostenibile. Crediamo che una sensibilizzazione sui temi ambientali ed alimentari possa produrre benefici alla collettività con ricadute nell’immediato che andranno a consolidarsi nel lungo periodo grazie alla diffusione di una nuova consapevolezza, informata e non spaventata, che deve essere la base sulla quale costruire la società del futuro”.



Emanuela Arcaleni

Inserito giovedì 26 dicembre 2013


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