12/12/2019
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Amelia: rivedere il progetto per il recupero del Rio Grande
Il progetto, oltre a non risolvere il problema dell’interrimento del bacino, rischia di compromettere definitivamente il valore dello sbarramento. L’unica soluzione seria e sostenibile per la diga è il ripristino dello scarico di fondo

 
Italia Nostra – Amelia esprime grande perplessità per quanto emerso in questi giorni in merito al Progetto Life + Nature del Comune di Amelia per il recupero dell’invaso del Rio Grande. Italia Nostra – Amelia è stata contattata ad aprile dal Comune per partecipare al progetto in questione, per la parte che riguardava la costituzione di orti urbani lungo le rive del lago. Il progetto ci venne allora illustrato con una relazione di poche pagine, che descriveva in due righe l’intervento del tunnel. Decidemmo di approfondire la questione e chiedemmo ripetutamente al Comune di darci il progetto definitivo, che però ci è stato dato solo recentemente e dopo una formale richiesta di accesso agli atti. Abbiamo così potuto finalmente appurare quanto segue:

Il progetto non vuole recuperare il bacino nella sua interezza perché prevede di restringere le rive del lago di 6 metri, occupando l’alveo con dei sacconi di plastica geotessile pieni di fango rimosso dal fondo. Inoltre verrà costruito un tunnel lungo una cinquantina di metri e del diametro di 1,7m nella roccia di lato alla diga, sotto le pendici di Amelia, a due metri di profondità dallo sfioro. Lo specchio d’acqua che si verrebbe ipoteticamente a formare nel raggio di azione del tunnel sarebbe poco profondo e considerevolmente più piccolo del lago originario.
Il costo di queste due operazioni è di Euro 823.269. A questo va aggiunto la ripulitura dei fossi a monte del lago che verrà fatto dal Consorzio Tevere Nera per € 716.285, che porta così il costo delle opere effettive a € 1.539.554. Il costo totale, però, del progetto è di Euro 3.316.458 e, dallo studio delle singole voci di spesa, Italia Nostra ha appurato che la differenza verrà spesa per voci che non hanno nulla a che fare con il lago stesso. Tra queste si segnalano delle Giornate di Formazione per i funzionari del Comune (€33.000 Euro), un Workshop di Birdwatching (€30.000), la Conservazione dell’Immagine tradizionale del luogo (€252.000), la Salvaguardia della Fauna locale con la creazione di vari nidi per pipistrelli (€74.000), etc. etc.
Tra i costi del personale del Comune di Amelia si segnalano i compensi del Segretario Generale (€129.000), dell’Architetto (€25.800 per vari interventi) e dell’Ingegnere (€39.000 per vari interventi). Tra il personale esterno, sono previsti €35.000 per un Ornitologo.
Il progetto manca completamente di una valutazione geologica dell’impatto che lo scavo del tunnel avrebbe sulla rocca di Amelia e sulla diga.
Si segnala che lo stesso progetto prevede di “mascherare” il ponte pedonale sul Rio Grande, recentemente realizzato dal Comune stesso, perché considerato di “improponibile estetica” e di “mitigare” (testuali parole) il parcheggio in corso di realizzazione sotto Porta Posterola con degli alberi.
Italia Nostra – Amelia ha chiesto un parere indipendente all’Ing. Roberto Franceschetti, ingegnere idraulico esperto nella progettazione e realizzazione di dighe. L’Ing. Franceschetti, dopo vari sopralluoghi, pensa che il progetto, oltre a non risolvere il problema dell’interrimento del bacino, rischia di compromettere definitivamente il valore dello sbarramento. A suo dire, l’unica soluzione seria e sostenibile per la diga è il ripristino dello scarico di fondo.

Italia Nostra – Amelia ricorda che esiste un progetto definitivo, realizzato dal Prof. Piergiorgio Manciola del Dipartimento di Ingegneria  Civile e Ambientale dell’Università di Perugia (estensore anche dell’unico studio approfondito sul bacino del Rio Grande), che prevede la riapertura dello scarico di fondo e la creazione di un sistema di regolazione dello stesso per ripristinare in sicurezza lo svuotamento della diga. Il preventivo di spesa venne considerato all’epoca troppo oneroso ma ricordiamo che quella cifra era inferiore a quanto previsto dal progetto attuale.

Il Comune di Amelia dichiara che la scelta odierna non è dettata da particolari difficoltà di ordine tecnico per l’intervento di riapertura della chiusa di fondo ma dall’impossibilità di ottenere dal Ministero delle Infrastrutture l’approvazione per l’operazione stessa. In realtà il Ministero non ha nulla in contrario ad affidare le due dighe del Rio Grande (tra le più antiche d’Italia) alle autorità locali ma né il Comune, né la Provincia, né la Regione vogliono farsi carico dei costi di gestione e neanche affrontare la spinosa questione delle competenze amministrative. Infine, non si capisce chi gestirà in futuro il tunnel che si intende costruire ed quindi chi affronterà i costi del periodico svuotamento della parte di lago che si pensa di recuperare.

Italia Nostra – Amelia auspica che venga organizzato un’incontro tra i vari organismi coinvolti per cercare di trovare una soluzione alla questione burocratico-amministrativa che blocca da anni la soluzione tecnicamente possibile dell’apertura della chiusa di fondo e chiede al Comune di Amelia di rivedere il progetto alla luce delle molte perplessità espresse dalla cittadinanza e da Italia Nostra.

Flavia Corsano,
ITALIA NOSTRA – AMELIA
Cell. 335-5344767



La sezione di Amelia di Italia Nostra


Inserito domenica 29 dicembre 2013


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