17/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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L'ombra del passato
Ci vuole tempo, e, soprattutto, una riflessione un po' più seria sui problemi della città, sulla qualità sociale che l'iniziativa politica e amministrativa è stata in grado di produrre

Per fortuna questa volta la patata bollente è nelle mani dei giudici di Firenze. Piazza Matteotti è sgombra. Niente parabole, niente avvocati, giornalisti, tecnici e cavi sparsi tra la strada e il marciapiede. Il caso Meredith è lontano e con esso il senso di colpa che la città ha cercato di rimuovere sin da quell'autunno maledetto del 2007. "La tragedia non ci appartiene perché poteva succedere ovunque". Una scusa non richiesta, un modo molto spiccio di chiamarsi fuori da una brutta storia.
Ora, il destino di una giovane americana con i capelli biondi e di un ragazzo italiano cresciuto più in fretta di quanto non avrebbe voluto, si decide altrove. In questi anni Perugia non è stata però più la stessa. E' come se molti degli ingredienti che hanno condito una brutta storia di sangue siano in qualche modo rimasti a bollire nella pentola della vita agra della città. La droga, prima di tutto, il disagio dei giovani, le notti folli, la violenza che riaffiora qua e là nelle zone più a rischio, l'insicurezza diffusa. Tutto come sempre allora? ma no, qualcosa si è fatto, un impegno non di facciata delle istituzioni locali e statali c'è stato e, certo, anche dei risultati positivi si sono raggiunti. I politici, soprattutto, non perdono occasione per farsene un vanto senza che qualcuno gli ricordi che stanno cercando di fare semplicemente il loro dovere. Stanno lì per questo, no?
Naturalmente, ciò di cui si vantano i nostri amministratori è molto di più di quello che è stato ottenuto sul piano della sicurezza dopo tanti discorsi e tanti impegni solenni. Molte promesse passano, altre vengono dimenticate. In realtà, una vera svolta sul piano della sicurezza in questa città non s'è ancora vista perché cambiare pagina su temi come questi non è cosa semplice o di pochi mesi. Ci vuole tempo, una forte determinazione e, soprattutto, una riflessione un po' più seria sui problemi della città, sui cambiamenti che sono intervenuti in questi ultimi anni, sulla qualità sociale che l'iniziativa politica e amministrativa è stata in grado di produrre.
Qualche giorno fa c'è stata la prima morte per droga dell'anno, in pieno centro, sulle scalette dedicate ad una santa che dona la luce agli occhi. Di quella persona, non più tanto giovane, non abbiamo saputo nulla. Il suo corpo è stato notato da una ragazza e i sanitari intervenuti non hanno potuto che constatare che quel corpo era senza vita. Fine della storia. Capita in tutte le città, lo sappiamo, solo che qui capita molto più spesso e di fronte a questo, in qualche modo, abbiamo maturato con il tempo abitudine o, forse, un po' di rassegnazione. La tragedia di quest'uomo solo è comparsa sulla stampa accanto alle dichiarazioni di diversi politici nel giorno dell'arrivo a Perugia del nuovo questore. Il compiacimento per l'impegno profuso in città dalle istituzioni e dai loro rappresentanti più in vista in questi ultimi tempi era forte e abbondante. Cose che capitano in queste occasioni nel giorno sbagliato e che suscitano inevitabilmente un po' di disagio.
Il fatto è che in materia di autocelebrazioni siamo soltanto agli inizi. Tra un po' i media ne saranno pieni per un motivo molto semplice. Si avvicinano le elezioni per eleggere il sindaco e il nuovo consiglio comunale e la questione sicurezza è il tema centrale di questa città. Il rischio è quello solito. Ognuno cercherà di tirare dalla proprio parte una coperta troppo corta per ripararci dai problemi che sono ancora lì, in qualsiasi angolo di strada si voglia guardare. Si farà il conto delle forze dell'ordine impegnate in questa opera di risanamento, del numero degli irregolari rimpatriati, degli arresti e dei reati. Numeri e statistiche importanti ma che non ci parlano della condizione reale della città e dei suoi abitanti. Intanto si provvede a snellire i tempi per la concessione delle ultime licenze edilizie per continuare a costruire una città con i metodi di sempre. Qualche avvisaglia già emerge dai bordi di strade già intasate e in zone di territorio di pregio. L'ombra del passato, così, è ancora lì a ricordarci la necessità di un cambiamento reale. Ne abbiamo bisogno più del pane.
                                                                                                                                                                                                      renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 11 gennaio 2014) 
    
   
      




Renzo Massarelli

Inserito martedì 14 gennaio 2014


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