22/01/2021
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Software a sorgente aperto e sviluppo sostenibile in Umbria
Illustrati i risultati di due anni di attività del centro di competenza istituito dalla legge 11/2006 sul pluralismo informatico

Sono decisamente interessanti i risultati presentati nel convegno di venerdì scorso: più di 300.000 € investiti per finanziare 46 piccoli progetti che hanno messo in luce capacità progettuali e competenze tecniche presenti nella pubblica amministrazione.
Come ha evidenziato nella sua relazione Andrea Castellani, componente del CCOS, si tratta di promuovere uno sviluppo tecnologico sostenibile dal punto di vista economico per una regione di piccole dimensioni come la nostra ma anche dal punto di vista ambientale perchè, come riferisce nella sua relazione Danilo Mariotti dell'ITC di Spoleto, il progetto ha consentito di allestire una nuova aula informatica recuperando computer obsoleti, che  altrimenti sarebbero diventati rifiuti.
Interessante è anche il modello organizzativo che vede un centro di competenza cha ha sia il compito di  valutare i progetti che quello di coordinare e permettere la condivisione delle nuove competenze che  grazie ai questi progetti si sviluppano.
Oltre al vantaggio economico di limitare i costi per le licenze d'uso di quei software  di utilizzo generalizzato quali sono oggi la videoscrittura ed il foglio di calcolo,  la maggior ricchezza è quella indotta dalle importanti ricadute culturali dei progetti finanziati, sia in termini di diffusione a cascata di conoscenze informatiche di base e quindi di riduzione del cosiddetto divario digitale,  sia per il coinvolgimento di professionisti ed aziende locali in attività di progettazione ad alto livello particolarmente qualificanti.

legge regionale 11/2006



Angela Cataliotti

Inserito lunedì 26 gennaio 2009


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