20/04/2019
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Il ciclo dei rifiuti in Umbria
L’intera questione del ciclo dei rifiuti dimostra come non dovrebbero essere affrontate le problematiche ambientali

 
Come si sa, il capitalismo avanzato si nutre del consumismo esasperato. Il consumismo crea rifiuti che in qualche modo vanno smaltiti.

La soluzione più logica è quella di nasconderli sotto il tappeto, nel grembo di Madre Terra!!! Almeno come hanno capito anche gli industrialotti del nord per avvelenare vaste aree del sud attraverso il canale mafia.

Le discariche ad un certo momento si esauriscono, anche se continueranno a provocare danni al patrimonio idrico in eterno. La raccolta differenziata esige un livello culturale e sociale particolare. L’opzione zero rifiuti è pura utopia. Allora  il ciclo dei rifiuti va chiuso con gli inceneritori, o più eufemisticamente i termovalorizzatori.

Anche in Umbria la Regione aveva deciso questo percorso. Il nuovo impianto avrebbe dovuto nascere nel Perugino, ambito nr.2. Il processo di combustione, però, crea il problema delle emissioni di fumi in atmosfera mortali per la salute dei cittadini. La localizzazione avrebbe creato movimenti di protesta. Come è successo con i tanti comitati.

Bisognava studiare per questo un altro sistema. L’idea era stata l’utilizzazione dei forni dei cementifici, che aveva ricevuto un consenso anche da parte di alcuni ambientalisti. Il problema dei fumi con questo sistema non solo non sarebbe stato risolto, ma accentuato.

Un'altra brillante idea venne dall’allora ex ministro Clini: bastava cambiare le sigle da Rss (rifiuti solidi secondi) a Css (combustibili solidi secondi). Un’idea peraltro poco originale perché in Italia si è soliti affrontare una situazione di rischio modificandone la denominazione, alzandone i parametri di salvaguardia, rinviando la soluzione nel tempo…

E, in Umbria, per evitare le solite contestazioni, alla fine, si è deciso di adeguare alcuni impianti umbri per selezionare e produrre il Css da vendere, però fuori regione. Nella istituzionalizzazione del principio "non nel mio cortile".

Insomma l’intera questione attinente al ciclo dei rifiuti dimostra come non dovrebbero essere affrontate le problematiche ambientali, soprattutto quelle direttamente interessanti la salute.
 



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito domenica 26 gennaio 2014


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Commenti

Nome: fausto sargenti
Commento: Buona sera sig.Ciurnelli e se prendessimo come esempio esperienze in corso come quella di Capannori ? Lei cosa ne pensa? Cordiali saluti

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