24/03/2019
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14 Febbraio per i diritti delle donne
Oggi 14 Febbraio 2014, giornata del ‘One Billion Rising for Justice’, anche a Perugia, come in tutta Italia ed in tutto il resto del mondo, scendiamo in piazza per chiedere che la giustizia sia certezza e garanzia di esercizio dei diritti per tutte le donne in ogni parte del mondo.
Oggi e sempre difenderemo l’autonomia morale e la dignità personale delle 
donne contro ingerenze arbitrarie e norme coercitive.
Non accettiamo imposizioni o proibizione alcuna,  rivendichiamo  la piena 
libertà in merito al diritto alla salute, ai diritti sessuali e riproduttivi 
delle donne.
Riteniamo indispensabile la piena applicazione della L. 194/78, ribadiamo la 
necessità che i consultori siano laici e finanziati adeguatamente, che vi sia 
educazione sessuale nelle scuole e che sia garantito l’accesso all’aborto 
farmacologico.
Il diritto all’accesso alla interruzione volontaria di gravidanza è 
attualmente limitato o impedito dalla presenza di molti medici obiettori di 
coscienza (7 ginecologi su 10 lo sono), che impedisce in maniera del tutto 
illegittima la possibilità di abortire presso gli ospedali pubblic,determinando 
il ricorso da parte di molte donne di nuovo all’aborto clandestino.  
Pretendiamo l’effettiva applicazione del diritto alle pari opportunità tra i 
generi, quindi parità di trattamento salariale, di accesso alla carriera e 
diritto allo studio.
Sosteniamo la necessità di fornire una lettura del fenomeno della violenza 
sulle donne in Italia (e nel mondo) come discriminazioni di genere, declinate 
come violazioni dei diritti umani.  Si tratta di forme di violenza fisica e 
psicologica che annientano l’identità privata e pubblica della donna, 
assoggettandola fisicamente o psicologicamente, e spesso economicamente al 
volere degli autori del sopruso: esse costituiscono il principale ostacolo alla 
autodeterminazione individuale e sociale ed al godimento dei diritti 
fondamentali di più di metà delle donne del pianeta.
In Italia il fenomeno della violenza di genere è prevalentemente affrontato da 
un punto di vista di sicurezza pubblica, anziché come esigenza di tutela dei 
diritti fondamentali delle donne:manca una concreta attuazione del quadro 
normativo esistente, una efficace risposta di prevenzione e repressione,una 
formazione specifica delle Forze dell’Ordine,magistratura ed avvocatura sulla 
violenza doi genere e sui danni psicofisici della violenza assisitita oltre ad 
adeguati stanziamenti di fondi per i Centri Antiviolenza.
 
Siamo vicine alle donne spagnole e sosteniamo la loro battaglia che è uguale 
alla nostra e a quella di tutte le donne per essere libere, battaglia di 
impegno e testimonianza, oggi in piazza come in tante altre parti del mondo e a 
breve e quotidianamente nei Centri Antiviolenza di prossima apertura a Terni e 
Perugia per una rivoluzione culturale che renda  “giustizia “ a tutte le donne.
 
Rete delle Donne Antiviolenza
Libera Mente Donna




Rete delle Donne Antiviolenza e Libera Mente Donna

Inserito venerdì 14 febbraio 2014


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