11/07/2020
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Il nuovo Dap fa discutere, allarme dal mondo delle cooperative sociali umbre
Confcooperative e Legacoop: "Nel Documento annuale di programazione 2009-2011 le Cooperative Sociali di Tipo A sono le uniche a subire un aggravio contributivo"

Una scelta che penalizza le sole cooperative sociali tipo A, imprese che svolgono servizi socio sanitari, assistenziali e rivolti all'infanzia. È questa la denuncia di Federsolidarietà-Confcooperative e Arcst-Legacoop Umbria, che esprimono il proprio malcontento riguardo al Dap 2009-2011 (Documento annuale di programmazione) approvato in Commissione regionale e che andrà in Consiglio Regionale venerdì prossimo, in particolare per quanto riguarda ad una scelta sulle politiche contributive che di fatto finisce a discapito delle sole Cooperative Sociali tipo A.

"Abbiamo condiviso nel tavolo generale del Patto per lo Sviluppo la scelta operata dalla Regione di mantenere inalterata la pressione fiscale alle imprese in questo periodo di crisi, congelando la situazione al 2008 - sottolineano in un documento congiunto le due associazioni - . Questa scelta però lascia  penalizzate le sole cooperative sociali tipo A, ovvero quelle imprese che svolgono servizi socio sanitari, assistenziali e rivolti all'infanzia per le quali dal 2006 vige un sistema di esenzione IRAP che la legge finanziaria regionale 2007 aveva prorogato esclusivamente per il 2008". Una decisione, questa, che "aggrava una situazione già resa particolarmente precaria dal mancato recepimento della seconda fase del tariffario regionale e del nuovo CCNL delle cooperative sociali, portando quindi ad una situazione di crisi generale del settore che produrrà inevitabilmente effetti sulla qualità e sui livelli di erogazione di servizi essenziali socio-sanitari a tutti i cittadini dell'Umbria".

Se si intende perseguire la ratio del mantenimento in stand by delle entrate, proseguono le Centrali Cooperative, "al DAP dovrebbe far seguito una legge regionale che sancisca la proroga di tale regime di esenzione nel 2009". L'entità complessiva dell'operazione è di 2,5 milioni di euro, una quota marginale rispetto all'intera partita, ma si tratta di una cifra estremamente importante per le cooperative sociali dell'Umbria nei cui bilanci le spese relative alle retribuzioni dei 5000 soci lavoratori incide per una percentuale vicina al 90%. "Nell'auspicio che il Consiglio Regionale ponga rimedio a questa grave stortura, resta sicuramente apprezzabile - concludono le due Associazioni - la costituzione del Fondo di Garanzia destinato ad accelerare le procedure di pagamento delle stazioni appaltanti con specifica attenzione ai servizi resi dalle cooperative sociali, così come la volontà di raggiungere la soglia del 5% per le aggiudicazioni dirette alle cooperative sociali tipo B che reimpiegano soggetti svantaggiati superando definitivamente le procedure al massimo ribasso"




Inserito giovedì 29 gennaio 2009


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