19/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Il progetto Orte-Mestre nella logica predatoria delle grandi opere
Adesione all’appello nazionale lanciato dal movimento No Tav per una mobilitazione diffusa il giorno 22 febbraio

Comunicato Rete Stop Or_Me: adesione alla giornata nazionale di lotta del 22/02/2014

La Rete nazionale Stop Orte-Mestre raccoglie e aderisce all’appello nazionale lanciato dal movimento No Tav per una mobilitazione diffusa il giorno 22 febbraio 2014. Tutti i nodi della Rete, che conta 80 adesioni in tutte e cinque le regioni interessate, stanno organizzando iniziative nei rispettivi territori per questa giornata di lotta, come a Ravenna, Adria, Cesena, Perugia, Cavarzere, Ponte San Giovanni...

Rete Stop Or-Me, che assieme al movimento No Tav aderisce al Forum europeo contro le grandi opere inutili e imposte, si riconosce nella lotta che le comunità valsusine stanno portando avanti da oltre vent’anni.

La logica predatoria delle grandi opere, che accomuna il progetto Tav all’autostrada Orte-Meste, è palesemente il filo conduttore che unisce ovunque le battaglie territoriali di resistenza e opposizione civile delle comunità che non sono più in grado di sopportare tali aggressioni.

A fronte del legittimo diritto alla protesta e alla tutela del proprio patrimonio ambientale, sociale, culturale ed economico, assistiamo a una crescente strategia repressiva sempre più autoritaria. Le vicende che hanno visto: la militarizzazione del territorio; gli attivisti accusati di terrorismo, sottoposti a misure restrittive, condannati a spese pecuniarie esorbitanti; l’emanazione di leggi ad impresam e la forzatura degli apparati giuridici, ci danno la misura di quanto siano minacciate le garanzie delle libertà fondamentali di uno stato che vorrebbe dirsi democratico.

Da anni Rete Stop Or-Me si oppone al faraonico inutile progetto della nuova autostrada che, con i suoi 400 km di asfalto e lo spreco di 10 miliardi di euro in finanza di progetto, rappresenta l’ennesima devastazione dei territori, delle vite delle persone e delle casse pubbliche. Questo progetto attraverserà Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto, 11 province e 48 comuni, 22 aree di tutela paesaggistica e ambientale e ha numeri da brivido: 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli...

Per questo, aderiamo come parte di un insieme vasto e diffuso di comunità che resistono e si battono per la libertà di ciascuno di opporsi alle decisioni imposte che devastano la terra e i beni comuni. E contro qualsiasi forma di repressione che colpisce chi agisce.

Qui sotto (vedi link) vi riproponiamo il reportage e video che il giornalista Luca Martinelli (Altreconomia) ha realizzato percorrendo il tracciato "a passo lento"

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3723




Inserito giovedì 20 febbraio 2014


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