26/02/2020
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Chianciano: si ivide il Prc, nasce la rifondazione della Sinistra
Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha annunciato a Chianciano la scissione di una minoranza di Rifondazione Comunista, nello stesso luogo in cui nel luglio 2008 venne eletto segretario nazionale Paolo Ferrero. Nel corso dell'assemblea ha annunciato la nascita del partito politico Rifondazione Per la Sinistra (Rps). Il nuovo simbolo, su sfondo bianco, vede le tre lettere della sigla (le prime due in nero e la terza rossa) con la presenza di una piccola stella rossa. La rottura definitiva tra maggioranza Ferreriana e minoranza Vendoliana c'è stata durante la riunione convocata per risolvere il “problema Sansonetti” , sorto quando Ferrero, tramite il partito, ha provveduto a sfiduciare il direttore di Liberazione sostituendolo con un “uomo di partito” fedele alla nuova segreteria (Dino Greco). Sansonetti era infatti dell’area Vendoliana, area minoritaria nel partito. il segretario Paolo Ferrero ha spiegato che i motivi a favore della sostituzione di Sansonetti sono stati essenzialmente due. «L'insuccesso editoriale, per usare un eufemismo», e una divergenza di linea politica secondo cui «Piero ha diretto il giornale sulla base di un progetto opposto a quello della rifondazione comunista che invece ha vinto democraticamente il congresso». La sua sostituzione, ha promesso Ferrero, non avrebbe scalfito l'autonomia del giornale e di chi ci lavora, ma questo non ha impedito la rottura definitiva. La sinistra e il Prc, prima che nelle urne, sono stati battuti nella società, incapaci di ritrovare il filo della narrazione collettiva, distrutti e spazzati via dall’esperienza di governo. A dispetto di molti cambiamenti e punti di crisi il partito è rimasto immobile, risucchiato nella contesa intestina e prigioniero di una deriva populistica e identitaria. «Sono sereno perché faccio ciò che sento sia giusto fare. Rifondazione è stata la mia casa e questo addio non è un partire indolore». Con queste parole il carismatico governatore della Puglia ha annunciato la scissione, spiegando, però, che il neopartito non dovrà sentirsi avversario di Rifondazione e a battersi insieme ai compagni che restano nel Prc perché nasca una sinistra nuova, del lavoro e delle libertà. Durante il discorso Vendola ha attaccato duramente il governo Berlusconi, sostenendo che ha “criminalizzato le povertà e le marginalità” e adesso mira “al cuore di un'intera civiltà di diritto, di lavoro, di sciopero e di dissenso” accanendosi contro mendicanti e lavavetri, stranieri in clandestinità, prostitute e trans, graffitari e centri sociali. Da Vendola sono arrivate pesanti critiche anche nei confronti del Partito Democratico di Walter Veltroni, accusato di essere in sintonia con i poteri forti e di porsi come una finta alternativa. Una forte critica al nuovo partito viene da Ferrero, convinto che una scissione in nome dell'unità a sinistra è una contraddizione in termini. Di qui l'appello rivolto ai compagni di Chianciano ad un ripensamento, finalizzato probabilmente all'intenzione di superare lo sbarramento al 4% previsto per le prossime elezioni Europee, che potrebbe penalizzare ulteriormente la sinistra. Il rischio maggiore che corre il nuovo partito, secondo Ferrero, è di essere subalterno ad un Pd “già imballato di suo”. La linea del Prc, ha ricordato Ferrero, e' stata scelta e chiarita da un responso democratico: “ci possono essere diverse idee e ipotesi, ma la linea e' quella. Noi abbiamo da sempre proposto una gestione unitaria”. Il nuovo movimento si propone di cimentarsi con modelli oganizzativi innovativi nel tentativo di autoriformarsi, definendo intorno alla figura di Vendola un punto di riferimento irrinunciabile ma praticando al contempo un forte rimescolamento di ruoli, volti e funzioni e ridando centralità ai livelli territoriali. In un'intervista a “l'Unità” Fausto Bertinotti, ha detto che “in Italia non esiste la sinistra”, “si può essere morti senza saperlo”. La “constatazione amara”, spiega l'ex presidente della Camera, riguarda il Pd, “che ha un'istanza sostanzialmente moderata”, l'Idv, “populista e giustizialista”, ma anche la sinistra radicale, “che dopo la sconfitta elettorale ha subito una divisione neoidentitaria che l'ha resa impotente”.


Ivano Cirillo

Inserito venerdì 30 gennaio 2009


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