17/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Un anno del minimetrò
Comunicato di Italia nostra - LEGGI IL COMMENTO Il minimetrò compie un anno ed è arrivato il momento di discuterne per quello che è: non un’attrazione per turisti e bambini, ma un mezzo di trasporto pubblico nato per risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento a Perugia. Così non è stato. Il traffico sembra addirittura peggiorato e basta in piccolo tamponamento perché si blocchi mezza città. L’inquinamento atmosferico non è affatto diminuito, mentre a peggiorare la situazione è arrivato l’inquinamento acustico prodotto dallo stesso minimetrò.
Al problema del rumore si aggiunge quello dello scarso numero dei passeggeri (circa la metà di quelli previsti) e soprattutto quello dei costi.
Per il 2008 erano stati inizialmente stabiliti in €.7.500.000, mentre con deliberazione della Giunta comunale n.387 dell’8 ottobre 2008, il comune li ha aggiornati in €.10.010.000. Per i trenta anni di durata della convenzione, i costi dovevano essere pari a €.229.062.500, mentre il Piano economico e finanziario aggiornato dalla Minimetrò spa al 10 marzo 2008, vale a dire a poche settimane dall’inaugurazione, li ha corretti in €.320.450.000.
Un enorme debito che l’attuale amministrazione scarica sulle amministrazioni future. In sostanza, passati gli entusiasmi iniziali, ad un anno dall’inaugurazione c’è ben poco da festeggiare e molto da essere preoccupati per le finanze del comune e per le tasse che saremo costretti a pagare (un primo effetto lo abbiamo già avuto con l’aumento dell’addizionale Irpef, mentre le difficoltà di bilancio, oltre che dalla Corte dei Conti, sono confermate dalla rinuncia al concerto di capodanno in Piazza IV Novembre).
C’è stato un tempo nel quale l’Umbria e le sue città venivano portate ad esempio a livello nazionale per la buona amministrazione. Quel tempo sembra tramontato, e probabilmente il minimetrò è l’opera pubblica che meglio rappresenta la fine di quell’epoca: ci sono voluti più di 100 milioni per costruirlo e ce ne vorranno più di 320 per far andare avanti e indietro vetture molto spesso vuote.
Non sembra il modo migliore di gestire le risorse pubbliche, soprattutto quando si hanno problemi di bilancio, si è nel pieno di una gravissima crisi economica e alla vigilia del federalismo fiscale.
Ma forse c’è di più e di peggio della cattiva amministrazione. Dalle inchieste in corso pare che non tutto sia stato fatto in modo regolare, tanto che, per ora ed in attesa che l’indagine sul rumore faccia qualche passo avanti, la Procura della repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per molti dei protagonisti della vicenda. Se la logica ha un senso, si è poi costretti a pensare che, visto che l’affaire minimetrò si presentava sin dall’inizio come fallimentare, il vero vantaggio per i soci privati (costruttori) sia altrove, e forse è nell’affidamento di opere pubbliche o nel permesso di costruire quelle grandi cubature che vediamo realizzate o innalzarsi minacciosamente in città (Via del Fosso, San Marco, Centova, ex Scuola Pascoli, parcheggio di Pian di Massiano e Mercato coperto, solo per fare alcuni esempi). Senza dimenticare che, prima dell’arresto e delle dimissioni, Vicepresidente della Minimetrò spa era il dirigente della Provincia coinvolto in Appaltopoli. 
    



Inserito venerdì 30 gennaio 2009


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Commenti

Nome: Gianni
Commento: Ma allora mi viene da pensare: tanto rumore per nulla!! Il 29 gennaio u.s., festa di S. Costanzo e primo compleanno della metropolitana di superficie l’attuale Amministrazione Comunale non aveva nulla da festeggiare, anzi…!!!!!!. Ma forse è arrivato il momento che i candidati a Sindaco della città inizino a rendere partecipi i perugini dei loro programmi ed a dire come intendono amministrare Perugia nel prossimo quinquennio. Forse a questo e non ad altro dovevano servire le primarie!!! Mi sembra infatti che l’attuale Amministrazione con troppa superficialità ha realizzato costose, rumorose e purtroppo forse inutili infrastrutture non sempre supportate da un adeguato, valido e soprattutto credibile piano finanziario. Ritengo infatti fin troppo facile aver sistemato il “buco di bilancio”, e pensato di affrontare i folli costi di gestione del Minimetrò (€ 38.000 al giorno) andando ad aumentare dallo 0,1 allo 0,6 di punti percentuali l’addizionale comunale IRPEF (+ 125%)!!!! (forse non tutti sanno che tra tutte le città italiane Perugia risulta occupare il quarto posto della graduatoria che tiene conto del livello dell’addizionale 2008 rispetto al 2006), ovvero cercando di recuperare qua e là risorse creando balzelli (leggi multe con delle diaboliche macchinette chiamate T-red) a scapito degli stessi cittadini? Tenuto conto che queste mie considerazioni prendono le mosse dalla questione Minimetrò, ritengo dover allargare questa mia riflessione anche all’impatto che ha avuto nella cittadinanza il nuovo piano urbano della mobilità (PUM). Il piano, partito nel giugno 2008 aveva come obiettivo quello di disincentivare l’uso del mezzo privato a sostegno del’ambiente. Nonostante ciò il monitoraggio dell’ARPA continua a fornire dati preoccupanti soprattutto nell’area Fontivegge/via M. Angeloni, dove il traffico non risulta affatto diminuito come anche l’inquinamento, soprattutto quello dovuto alle polveri sottili che dal 29 gennaio 2008 (giorno in cui è entrato in funzione il Minimetrò) a fine ottobre 2008 ha superato per ben 43 volte il limite consentito dalla legge. Considerato che la normativa europea, molto severa al riguardo, prevede a partire dal 2010 un massimo di 25 superamenti del valore di Pm10 sarebbe interessante sapere come i candidati a Sindaco intendono affrontare e risolvere tale problematica che a lungo andare rischia di determinare effetti nocivi alla salute dei cittadini. Gianni

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