16/02/2019
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In Umbria impossibile svolgere referendum
Referendum consultivi e abrogativi impediti da norme che vanno contro lo stesso Statuto regionale


“Con la votazione delle legge di modifica sugli istituti di partecipazione, giunta regionale e Pd dimostrano ancora una volta di considerare il parere dei cittadini come fumo negli occhi. Respingendo i miei emendamenti, hanno sancito per l'ennesima volta che in Umbria non è possibile celebrare alcun referendum, in violazione di quanto previsto dallo stesso Statuto regionale che individua invece il referendum quale istituto di democrazia partecipativa impegnando la Regione a favorirne l'utilizzazione”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta il voto di oggi della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni in merito alla modifica delle legge regionale sui referendum e sugli altri istituti di partecipazione che consentirà la celebrazione dei referendum solo se ha richiederli saranno i Consigli comunali.
“Attualmente in Umbria – ricorda Dottorini – a causa di una norma complessa e di difficile interpretazione è di fatto impossibile svolgere qualsiasi tipo di referendum, sia esso consultivo o abrogativo. In caso di richiesta di referendum da parte dei cittadini infatti è prevista la sospensione qualora siano previste altre elezioni. Ma tutti sanno che tra europee, politiche, regionali e amministrative di qualsiasi livello ogni anno sono previsti appuntamenti elettorali e in questo modo l'istituto del referendum è di fatto reso impraticabile. Le mie proposte di modifica miravano a restituire ai cittadini la democratica possibilità di esprimersi su questioni di rilevanza regionale e di interesse pubblico anche in concomitanza di elezioni locali, nazionali o europee. Purtroppo scelte come quella di oggi impediscono che i cittadini possano svolgere il loro ruolo di partecipazione alla vita democratica della nostra regione. Per non prenderli in giro sarebbe meno ipocrita prevedere l'abolizione totale dell'istituto referendario, almeno avremmo reso più esplicita una volontà che ormai appare evidente”.
“Nei giorni scorsi – spiega Dottorini - si era manifestata una disponibilità a sostenere almeno l'emendamento che consentiva il referendum consuntivo, ma oggi sia Pd che Forza Italia hanno bocciato anche questa mia proposta. Da parte mia ho già assunto l'impegno a ripresentare in aula gli emendamenti bocciati e spero che in un sussulto di dignità sia la stessa giunta a proporre l'eliminazione di ogni ostacolo per la celebrazione di tutti i referendum, sia consultivi che abrogativi, così come avviene in ogni regione avanzata”.



Oliviero Dottorini

Inserito giovedì 6 marzo 2014


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