19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Oltre la mimosa, giustizia ed equità
La profonda rivoluzione culturale, di cui anche l’Italia ha bisogno, possa nascere più facilmente dal grembo di donna

Accogliendo con entusiasmo l’invito rivoltomi dal Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia ho partecipato oggi all’inaugurazione dell’anno accademico ed ho attentamente ascoltato le parole cariche di entusiasmo del Prof. Paciullo ed il pregnante intervento della Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini.

Quando sono uscito dall’Aula Magna ho riflettuto a fondo sulle parole ascoltate e vorrei condividere anche con te i miei pensieri e le riflessioni che ci hanno offerto queste due figure di riferimento culturale e politico-istituzionale del nostro Paese.

Nel richiamo al famoso discorso di Martin Luther King “I have a dream” il Magnifico Rettore ci ha ricordato che l’uomo che non sogna e che non si pone obbiettivi, anche ambiziosi, è destinato a realizzare la società del declino.  Penso anch’io che l’Italia debba quindi ricominciare a sognare!  Questo momento di crisi economica e sociale infatti può essere superato solamente realizzando cambiamenti radicali dei pensieri e della filosofia di vita; dimostrando la capacità di abbandonare gli schemi tradizionali e preconfezionati per poter vedere un po' di luce e cominciare a respirare il “Nuovo” e il "diverso".  “Io sogno” deve significare anche “voglio cambiare, migliorare”.

Perugia, città della interculturalità, può essere davvero un luogo dove sperimentare la ripartenza culturale e anche economica per tutto il Paese.  I fortissimi legami storici dell’Università degli Stranieri di Perugia con i paesi asiatici, con i mercati crescenti dell’India e della Cina, possono e devono essere veramente valorizzati con una rinnovata e particolare attenzione.

La Presidente della Camera dei Deputati mi ha colpito molto quando ha richiamato con forza il valore della “curiosità”, dello spirito di “opposizione alla violenza di qualsiasi genere”, dello spirito di “apertura mentale” legato anche alla conoscenza delle lingue straniere.  La sana curiosità di conoscere l’altro e di sapere è la prima fonte a cui attingere per una nuova rivoluzione culturale.  L’On. Boldrini ha ribadito che gli Italiani devono imparare, molto più di quanto avviene oggi, le lingue straniere,  l’inglese in particolare.  La Presidente ha auspicato che si possa dare davvero una particolare e rinnovata attenzione all’insegnamento delle lingue straniere dalle scuole materne fino all’ultimo grado di istruzione e anche nella formazione permanente degli adulti. Questa affermazione mi ha colpito in modo particolare perché ho direttamente sperimentato come ogni lingua è davvero un tesoro.  La lingua deve essere infatti un mezzo di comunicazione, di unione e di conoscenza tra popoli e persone e mai uno strumento di chiusura che può fare anche paura.

La conoscenza e la comunicazione con gli altri deve aprire ai nostri giovani scenari nuovi che gli consentano di uscire dai circuiti ristretti in cui spesso sono racchiusi.  Auspico che gli universitari in particolare abbiano le possibilità di approfondire le tante questioni politiche e sociali aperte e che abbiano il coraggio di mettere insieme le forze e l’entusiasmo per cambiare il Paese. A noi sta il compito di aiutarli anche ad uscire fuori dai soliti schemi standardizzati ed ascoltare le loro aspirazioni, la loro voglia di mettersi in gioco per costruire un nuovo futuro a questo Paese. Aiutiamoli allora a prendere in mano questa difficile situazione attuale perché si proiettino davvero verso un futuro migliore nel processo continuo e veloce della globalizzazione.

Infine concordo pienamente con il forte richiamo della Presidente Boldrini contro ogni violenza, anche verbale, e di qualsiasi genere che deve essere combattuta con determinazione ed efficacia.

Domani è la festa della Donna. La fine della violenza contro le donne deve essere per tutti noi e per le forze sociali e politiche un  quotidiano “imperativo categorico” .

Credo che la profonda rivoluzione culturale, di cui anche l’Italia ha  bisogno, possa anch’essa nascere più facilmente dal grembo di donna.

Non la mimosa ma la giustizia e l'equità!
 

Il Presidente Acli Provinciali di Perugia



Ladis Kumar Antony Xavier

Inserito sabato 8 marzo 2014


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