23/03/2019
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Le terre inutilizzate ai giovani agricoltori e ai soggetti svantaggiati
...a iniziare da chi ha perso il lavoro. Biologico, filiera corta, agricoltura sociale e sostenibile al centro degli interventi

“Finalmente sta giungendo al termine l'iter di approvazione della proposta di legge regionale per favorire l'accesso di giovani e disoccupati all'agricoltura, attraverso l'assegnazione di terre e beni pubblici inutilizzati o in abbandono. Sono troppi i beni immobili di proprietà della Regione o di altri enti pubblici abbandonati, alcuni dei quali già ristrutturati in seguito a ingenti investimenti. Occorre subito mettere in campo iniziative per concederli in uso a giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti in difficoltà che vogliano contribuire a valorizzarli e renderli produttivi, privilegiando chi fa agricoltura sociale e chi punta su biologico e filiera corta”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta l'approvazione da parte della seconda commissione di Palazzo Cesaroni della proposta di legge Dottorini-Stufara- Barberini-Galanello concernente "Disposizione per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli".
“Il testo scaturisce dall'unificazione delle mie proposte sulle terre ai giovani e sulla possibilità di lavorazione e vendita diretta per le piccole aziende a conduzione familiare con la proposta dei colleghi Stufara, Galanello e Barberini. Si tratta di un provvedimento con il duplice obiettivo di recuperare terreni o beni immobili a vocazione agricola, attualmente inutilizzati o in abbandono, e di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano avversità spesso insormontabili nell'avviare la propria attività o nell'inserirsi nel mondo del lavoro. I soggetti destinatari saranno anche soggetti svantaggiati, disoccupati e cooperative sociali, con priorità a chi pratica agricoltura biologica e sostenibile, valorizzando la tutela del territorio e le filiere corte".
"L'Umbria - spiega Dottorini - ha un'alta quantità di terre pubbliche e beni immobili a vocazione agricola inutilizzati. Secondo i dati del Demanio, solo quelle di competenza dello Stato si aggirano sui 110 ettari, ai quali bisogna aggiungere i terreni di proprietà degli enti pubblici, come Regione, Provincia e Comuni. Contemporaneamente i dati indicano che il calo della superficie agricola utilizzata in Umbria è più accentuato rispetto alla media nazionale e che si registra una diminuzione delle aziende agricole, che dal 1982 al 2010 è stata di circa 22.500 unità, delle quali più di due terzi, 15.542, sono state chiuse dal 2000 al 2010. Non si può quindi attendere oltre se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela del nostro paesaggio".
"Il fatto che su questo testo non si siano registrati voti contrari in commissione, con l'opposizione che ha optato per l'astensione, è significativo e lascia ben sperare su una rapida approvazione definitiva in Aula. E' veramente triste, oltre che incomprensibile, assistere al degrado e all'abbandono del patrimonio pubblico quando tante persone potrebbero trasformarlo in una risorsa produttiva e utile per la collettività”.




Oliviero Dottorini

Inserito venerdì 14 marzo 2014


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