19/08/2019
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Per fortuna che c’è facebook: Umbria Grida Terra al Mercato Coperto
L’errore più clamoroso è stato quello di avere avuto successo: un gruppo di ragazzi e ragazze sorridenti tagliano il nastro inaugurale della manifestazione. Non un sindaco, non un assessore, non un vescovo; una vera e propria esibizione di sfrontatezza che forse ha consigliato ai giornalisti di tenersene lontani


Nonostante il silenzio quasi totale dei mezzi di comunicazione locali ma grazie al tam tam di facebook, molti avranno saputo e moltissimi hanno partecipato all’evento “Umbria Grida Terra”, organizzato, dal 7 al 9 marzo al Mercato coperto di Perugia dalle ragazze e dai ragazzi del Progetto Paul Beathens.
Quello che non molti conoscono, invece, è il lavoro, le energie e l’entusiasmo che questi giovani hanno messo in campo per realizzare l’iniziativa. Si trattava – come sanno i pochi resistenti che ancora vendono e comprano zucchine, alici e salsicce nei rari banchi sopravvissuti al disfacimento cui è stato sconsideratamente condannato il mercato -  di rimuovere ogni sorta di immondizie dai box abbandonati da anni, di frugare e spazzare i soppalchi usati come discariche, di lavare col sapone pavimenti e piastrelle delle pareti, sistemare l’impianto elettrico, nascondere con una soluzione geniale le brutture dei soffitti, tentare di ridare ai finestroni deturpati da una sporcizia almeno decennale la funzione originaria di lasciar entrare la luce del sole e permettere allo sguardo di spaziare sul panorama della valle umbra, detergere saracinesche arrugginite, sturare lavandini, porre rimedio ai mille grandi e piccoli segni di incuria e degrado. Tutto il lavoro, tutto volontario, è stato compiuto – come ha potuto constatare chi, come me, ha avuto la fortuna di vedere all’opera queste ragazze e ragazzi - con una passione di cui non c’è traccia nei ricorrenti lamentosi piagnistei degli adulti sul disimpegno dei giovani “di oggi”, con un impegno capace di mescolare, in una specie di pozione magica, allegria, organizzazione orizzontale, collaborazione, presenza politica e, perché no, anche spericolata ingenuità.
Tutto bene, dunque? Il ritratto che ne sto facendo suona un po’ troppo agiografico? Ecco allora l’errore imperdonabile –come dirò fra poco, non è l’unico né il più grave - consegnato in una foto circolata su facebook:  un gruppo di ragazzi e ragazze sorridenti, forse addirittura orgogliosi del lavoro compiuto, tagliano il nastro inaugurale della manifestazione. Lo tagliano loro, capite? Non un sindaco, non un assessore, non un vescovo, non un presidente di almeno una coop o di una asl; una vera e propria esibizione  di sfrontatezza che forse ha consigliato ai giornalisti di tenersene lontani – ma ‘sti freghi ‘n saranno mica de sinistra? - .
Tuttavia, l’errore più clamoroso è stato quello di avere avuto successo, anche senza la benedizione dei politici o dei preti: tre giorni in cui il mercato è tornato a rivivere, un sacco di gente a comprare, a mangiare o solo a curiosare, gli operatori commerciali residenti e resistenti compiaciuti e soddisfatti, gli espositori temporanei contenti di poter far conoscere i propri prodotti a un pubblico più largo, e poi tanti sorrisi, musica, conferenze, parole e ottima cucina che stonavano pesantemente con la condanna a morte del mercato coperto. Non s’era detto e tentato di far passare (per fortuna senza successo) che l’unica via di salvezza era trasformarlo in un centro commerciale dove o Gucci o Dolci o Gabbana o qualunque altro brand per vip avrebbero finalmente preso il posto delle patate, delle sogliole, della porchetta? Invece gli sfrontati ragazzi e ragazze hanno esibito una evidenza tanto banale quanto rivoluzionaria in questa piccola città mortificata da voraci appetiti speculativi e da retrograde e provinciali ideologie di modernità da parvenu o homines novi (la prossima iniziativa non potrebbe essere quella di raccogliere dei fondi per consentire a qualche amministratore locale di recarsi a New York a vistare i tanti farmers market che trovano spazio fra i grattacieli di Manhattan?), che IL MERCATO PUÒ FUNZIONARE COME MERCATO. Accumulando errori su errori, hanno dimostrato che è possibile proporre prodotti di eccellenza a prezzi contenuti e, horribile dictu, senza passare attraverso la mediazione della grande distribuzione, foss’anche della coop o di mangiaitalia, che l’impegno volontario sostenuto dalla passione politica può produrre reddito e occasioni di lavoro, che l’attività commerciale può convivere felicemente e con reciproca convenienza con iniziative culturali, musicali, artistiche o soltanto di svago, che, in altre parole, un altro mondo, o un altro modo, è possibile o almeno pensabile.
Dell’ultimo (per ora, speriamo ce ne saranno molti altri) irrimediabile errore non sono invece colpevoli i ragazzi e le ragazze di Umbria Grida Terra: è successo che una emittente nazionale, e un programma di grande successo come Servizio Pubblico di Michele Santoro, si siano interessati a questa iniziativa realizzando un collegamento con la nostra città che, per una volta, non intendeva occuparsi di efferati delitti o di droga o di insicurezza urbana bensì di una esperienza o esperimento di rilancio di uno dei tanti spazi abbandonati del centro storico. Nonostante la presenza delle telecamere non è stato allestito un semplice set bensì si è rimessa in moto, per un giorno, la complessa macchina del mercato, della cucina, della musica e di una grande affluenza di pubblico. Un paio di trafiletti nei quotidiani locali del giorno dopo è stato tutto quello che il mondo dei “grandi”, della politica e dell’informazione, ha saputo esprimere.
Non ci resta che aspettare che uno dei ragazzi del Progetto Paul Beathens venga beccato con una valigetta con 24 chili di cocaina o che rapini una anziana pensionata per suscitare finalmente l’interesse e la curiosità dei pensosi e lungimiranti signori che ci governano e ci informano.



Paolo Bartoli


Inserito mercoledì 19 marzo 2014


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Commenti

Nome: emidio
Commento: Bravi e complimenti per tutti quelli che si sono impegnati nell'impresa. E non vi preoccupate per l'assenza dei politici; questa assenza è la dimostrazione che avete avuto ed avrete successo. Avanti tutta, ragazzi.

Nome: francesco
Commento: ...e dell'ex-carcere che ne vogliamo fare?

Nome: Vanni
Commento: Per fortuna che c'è Paolo e, sopratutto, ci sono i giovani di Paul Beathens

Nome: Società operaia
Commento: A Perugia tra chi vuol salvare il paesaggio intorno a san Bevignate, e chi vuol ridare vita al mercato coperto c'è un filo sentimentale che li unisce. Un filo che dice che a Perugia ci sono tanti spazi da recuperare che non aspettano altro che qualcuno lo faccia. Vale sia per il Mercato coperto che per i tanti edifici abbandonati che non aspettano altro che diventare casa dello studente.

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