13/11/2019
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L'uccisione senza motivo da parte dei soldati israeliani di un attivista palestinese
Un'unità d'elite spara a bruciapelo a un attivista palestinese dozzine di volte. Aveva ricevuto un mandato di comparizione e non si era presentato. Quale dovrebbe essere la pena?

dal quotidiano israeliano Haaretz del 3 marzo 2014


Se l'indicazione era di provocare una escalation, l'occupazione del villaggio di Bir Zeit lo scorso giovedì da parte dell'unità antiterrorismo Yamam e della brigata di fanteria Nahal è stato sicuramente un passo nella giusta direzione. Le forze armate israeliane hanno ucciso Muataz Washaha, un attivista ventiquattrenne del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Venerdì il suo funerale è stato come lava incandescente che sobbolliva cercando di uscir fuori da una crepa.
Se lo scopo era mettere in difficoltà i dirigenti dell'Autorità palestinese e incrementarne la conflittualità, l'attacco- da parte di 200 soldati, un ufficiale del servizio di sicurezza Shin Bet di nome Alon, dozzine di jeep e due scavatrici - è stato un incredibile successo.
Gli ufficiali superiori dell'autorità palestinese sono stati saggi a non andare al funerale di massa, durante il quale il personale della sicurezza palestinese si è messo a gridare:" Basta con i traditori", "Basta con i negoziati", "Basta con la collaborazione tra servizi di sicurezza". Questi erano alcuni degli slogan più moderati.
I partecipanti al corteo funebre chiedevano:"Dov'erano i servizi di sicurezza palestinesi quando i nostri nemici hanno invaso il nostro villaggio e ucciso Washaha?" e "Fino a quando i dirigenti palestinesi si scuseranno dei propri privilegi materiali di cui godono in cambio del mantenimento dello status quo?"
Se l'anonimo genio che sta dietro l'attacco voleva dimostrare che i palestinesi - musulmani o cristiani, religiosi o laici - sono un popolo unico sotto il tallone israeliano, ha avuto successo. La famiglia Washaha è una delle sei famiglie originarie di Bir Zeit. E' una delle due famiglie che lo hanno fondato: le altre quattro sono cristiane.
Durante il corteo funebre, che ha sfilato davanti a moschee e chiese, non c'era modo di sapere di distinguerli. Il cimitero in cui Washaha è stato sepolto è vicino al centro del vecchio villaggio. La vecchia casa di pietra della sua famiglia è ancora lì, prova evidente delle profonde radici e del naturale attaccamento a quel posto.
Se il brillante stratega che sta dietro quest'operazione avesse pensato di  distruggere, in cinque ore, i risparmi di una vita di una famiglia di lavoratori palestinesi, accumulati in trenta o quarant'anni, lo dovrebbero proporre per una importante onorificenza. Quando il centro del villaggio è diventato sovrappopolato, le famiglie, compresa la Washaha, hanno costruito case sulle loro terre nei dintorni del villaggio.
Il razzo anticarro leggero sparato dalle eroiche truppe israeliane ha colpito l'appartamento di Tha’er Washaha, il fratello di Muataz. Ha distrutto tutto quello che c'era dentro. L'appartamento si trovava a un piano recentemente aggiunto alla piccola casa che la famiglia ha costruito decenni fa.
Una ruspa dell'esercito ha buttato giù le pareti che il razzo non aveva ancora distrutto. Andando verso la casa, la ruspa ha sradicato un albero. Una seconda ruspa è avanzata lentamente verso la piccola casa vicina dove i familiari del fratello vivevano con i loro bambini.
Difesa dai valorosi e ben armati soldati israeliani, la ruspa ha distrutto i muri per la gloria dello Stato di Israele mentre la famiglia stava lì vicino a guardare. Le colonne portanti della nuova costruzione sul tetto dimostrano che  Muataz Washaha stava per sposarsi ed aveva iniziato a costruire  la sua casa sopra l'appartamento dei suoi genitori. Allora i nostri eroici soldati hanno sparato delle granate nella casa, l'hanno incendiata e riempita di fumo.

Implorare di parlare con Washaha

Se i nostri bravi ragazzi volevano dimostrare che i media israeliani sono leali ed obbedienti, hanno potuto verificare che è proprio così. I portavoce militari hanno parlato di un "individuo ricercato che si è barricato dentro" in modo da far pensare che avesse costruito una fortezza e che si fosse circondato di esplosivi. Ciò è assolutamente inesatto. Tha’er Washaha ha raccontato ad Haaretz di aver implorato Alon, l'ufficiale dello Shin Bet che lo aveva arrestato nel passato per la sua militanza, di avere il permesso di entrare e convincere suo fratello ad uscire. Alon glielo ha negato. La loro madre ha raccontato ai giornalisti che anche lei ha chiesto ad Alon il permesso di parlare con suo figlio, e le è stato rifiutato.
"Le truppe sono entrate con la forza nell'edificio ed hanno trovato il suo corpo"- questa è la versione del portavoce dell'Idf [esercito israeliano]. E' falso. Quando l'appartamento ha preso fuoco, i pompieri palestinesi si sono avvicinati alla casa, sfidando i soldati, che cercavano di impedirglielo. Due pompieri hanno spento il fuoco da fuori. Poi sono entrati con i nostri fucili puntati contro di loro - per spegnere le fiamme che non potevano raggiungere da fuori.
In base a quanto dicono i pompieri, i soldati hanno minacciato di sparargli se fossero uscite tre persone invece di due. Dentro la casa i pompieri hanno trovato Washaha sano e cosciente. Egli gli ha detto che non aveva intenzione di lasciare la casa a nessun costo.
I pompieri se ne sono andati e sono arrivate le truppe di Yamam, vestite di nero, con il volto coperto. I dintorni hanno risuonato degli spari provenienti da dentro la casa.
Quando le forze di Yamam, Nahal e dello Shin Bet se ne sono andate, i membri della famiglia sono corsi dentro la casa. Il luogo era ora pieno di grida strazianti. L'unità d'elite della polizia ha sparato a Washaha dozzine di colpi a bruciapelo, con pezzi di cervello che coprivano la stanza, per non parlare delle sue gambe, braccia e dita che erano quasi staccate dal corpo.
Egli aveva ricevuto un mandato di comparizione dallo Shin Bet e non si era presentato. E' un crimine così grave da essere punito con la morte? Forse l'ufficiale dell'intelligence era stato ingiuriato? Washaha aveva progettato un attacco terroristico contro Israele, dicono gli israeliani. In base al manuale di buona condotta dei media israeliani, tutto quello che le fonti della sicurezza dicono sui palestinesi è vero.
Nel codice israeliano delle leggi non scritte, "intenzioni terroristiche" non provate sono sufficienti per essere puniti con la morte. In ebraico, "attacco terroristico" è la frase magica che esenta gli israeliani dal chiedersi perché un arresto necessita di così tante truppe con la fanfara, e una fine così letale.

(traduzione di Amedeo Rossi)


(segnalato da Daniele Crotti)



Amira Hass


Inserito venerdì 21 marzo 2014


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