12/12/2019
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Cosa aspettiamo ad intervenire sulla dipendenza dal gioco d'azzardo?
Marchio "libero da mangiasoldi" e agevolazioni per i locali virtuosi, numero verde e ruolo del volontariato al centro della proposta. Inoltre divieto di pubblicità e limiti alle sale gioco

"Il gioco d'azzardo si sta trasformando in una vera emergenza sociale anche nella nostra regione. Per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa. Non possiamo più assistere inermi a un fenomeno che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze personali e sociali". Con queste parole il presidente di Umbria Migliore, Oliviero Dottorini, torna sollecitare la trattazione della sua  proposta di legge, ormai depositata da tempo, "per il contrasto della devianza da gioco d'azzardo patologico".
"I dati più recenti - continua Dottorini- ci dicono che in Umbria si giocano circa 2 milioni di euro al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati nei vari locali. Appare in grande crescita inoltre il numero di persone seguite dai servizi sociali proprio per problemi legati alla ludopatia. Il diluvio di lotterie, gratta e vinci, scommesse, macchine mangiasoldi e poker in rete sembra incidere molto profondamente sul tessuto connettivo della nostra comunità regionale, andando a colpire soprattutto i più deboli e le persone in difficoltà. Per questo, oltre al divieto di pubblicità e a limiti alla collocazione delle sale da gioco consentite solo a una precisa distanza da istituti scolastici o centri giovanili, la nostra proposta di legge prevede l'attivazione di un numero verde regionale e la creazione di un marchio etico 'libetro da macchinette mangiasoldi' da esporre presso gli esercizi dei locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, con misure premianti nei bandi e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale. Facendo tesoro delle sollecitazioni giunte dal mondo dell'associazionismo, il nostro testo tende a mettere in rete, nell'ottica della sussidiarietà, molteplici soggetti, a cominciare dalle realtà del volontariato e del privato sociale. Prevenzione e formazione di operatori, educatori, genitori e gestori di locali e sale giochi sono al centro di una proposta che prevede la possibilità per la Regione di attivare collaborazioni con le associazioni di volontariato, anche con la concessione di contributi, per progetti integrati con i servizi socio-sanitari territoriali. Viene prevista inoltre l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla dipendenza comportamentale da gioco d'azzardo per monitorare gli effetti del fenomeno in tutte le sue componenti".
"In questo momento di grave difficoltà economica - spiega il presidente di Umbria Migliore - il miraggio di una ricchezza facile e immediata colpisce soprattutto giovani, disoccupati, pensionati e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Di fronte a questo lo Stato si limita a incassare miliardi di euro ogni anno, senza avere alcuna considerazione dei risvolti sociali, sanitari e culturali di questo triste fenomeno e ignorando il fatto che l'azzardo rappresenta la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane. La nostra proposta, se approvata, potrà rappresentare uno strumento di prevenzione e contrasto anche in supplenza di uno Stato che non a torto è stato definito biscazziere e che non prende coscienza della disperazione in cui piombano i singoli e le famiglie che finiscono nella rete del gioco patologico".



Oliviero Dottorini

Inserito martedì 25 marzo 2014


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